Senza glifosato, biodegradabile e con avocado: ecco i claim che resistono al taglio dei consumi (Immagine Osservatorio Immagino)

I consumatori tagliano sulle spese ma alcuni claim del largo consumo non solo resistono al taglio dei consumi, ma aumentano le vendite. Gli italiani apprezzano dunque, nel carrello della spesa, i prodotti del cura persona che in etichetta esibiscono l’indicazione con probiotici/prebiotici, biologico, con peptidi, con collagene, con acido ialuronico, con argan, karité, senza silicone e con ingredienti di origine naturale. Ci sono anche i top claim che aumentano i volumi di vendita nell’alimentazione, come quelli che indicano “senza glifosato” oppure con avocado, i claim “senza soia” o lavorato a mano.

La nuova edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, che ha rilevato l’andamento delle vendite in volume di più di 138 mila prodotti, classificati in base alla presenza in etichetta di oltre 100 tra claim, certificazioni, pittogrammi e indicazioni geografiche, permette di evidenziare anche le caratteristiche dei prodotti che resistono al taglio dei consumi.

Claim vincenti in etichetta, ecco quelli che aumentano le vendite

Dall’analisi dell’Osservatorio Immagino, basata sui dati NielsenIQ, emerge la classifica dei claim più apprezzati dagli italiani e per cui le vendite in volume sono aumentate nell’arco dei 12 mesi rilevati.

“Vince il claim “con prebiotici/probiotici” nella cura della persona con il +26,6% dei volumi rispetto all’anno precedente, – informa l’Osservatorio – mentre il top performer nel food è l’indicazione “senza glifosato”, che in 12 mesi ha visto aumentare di +25,9% i volumi acquistati in supermercati e ipermercati. A seguire il claim “biodegradabile” nel mondo del cura casa green (+23,6%), l’ingrediente “avocado” nel food (+21,9%), la famiglia dei prodotti certificati “biologici” e con “peptidi” nel cura persona (+17,0% e +16,5% rispettivamente) e i claim relativi alla “assenza di residui” nei prodotti alimentari (+15,5%)”.

Andamento positivo c’è anche per le vendite dei prodotti che in etichetta sono presentati come  “senza soia” (+13,6%), “lavorato a mano” (+10,6%) e di cui viene indicata la presenza di ingredienti differenzianti, come “anacardi” (+12,6%) e “tahina” (+11,1%).

“Saranno famosi”: senza soia e multicereali

Interessanti i claim che l’Osservatorio identifica come “saranno famosi”, indicazioni emergenti che si ritrovano sulle etichette di pochi prodotti ma che vedono vendite in crescita e incontrano l’interesse dei consumatori.

Un esempio è il claim emergente nel mondo del free from (i cibi “senza” qualcosa) come il “senza soia”. C’è sulle etichette di 61 prodotti, che hanno visto crescere le vendite a due cifre (+12,2% a valore e +13,6% a volume), arrivando a superare i 17 milioni di euro di incassi tra supermercati e ipermercati. Si tratta soprattutto di piatti pronti vegetali, sostitutivi del formaggio, sostitutivi dello yogurt e biscotti salutistici, che sono state le categorie a maggior espansione.

Fra i claim emergenti nel rich in, invece, c’è l’indicazione “multicereali”. L’Osservatorio Immagino lo ha individuato su 90 referenze che hanno sfiorato i 20 milioni di euro di sell-out nel canale supermercati e ipermercati. Rispetto ai 12 mesi precedenti, le vendite sono rimaste stabili nei volumi (-0,4%) e sono aumentate del +3,0% a valore, con la componente di domanda che ha contribuito con un +5,1%. “Tra le merceologie – si legge nel dossier – le buone performance di cracker, cereali per la prima colazione, fette biscottate, wafer, pasta senza glutine e farine sono state neutralizzate (almeno a volume) dalla flessione di taralli, panini, biscotti integrali/multicereali, panetti croccanti, cereali e farine dietetiche per l’infanzia”.

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