Vacanze finite per 19 milioni di italiani: agosto premia agriturismi e turismo del gusto

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Il bilancio Coldiretti/Ixè fotografa il grande controesodo di fine agosto. La spesa media per le ferie è stata di 834 euro a persona, mentre le campagne registrano un record di presenze. Sempre più vacanzieri scelgono esperienze legate a cibo, tradizioni e produzioni locali.

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(Fonte immagine: Pixabay)

Per i 19 milioni di italiani che hanno scelto agosto per le proprie vacanze è arrivato il momento del rientro. La riapertura di attività e uffici segna la fine delle ferie per la maggior parte dei cittadini, mentre sulle strade si concentra il grande controesodo, caratterizzato dal bollino rosso nel fine settimana tra venerdì e lunedì.

Secondo il bilancio tracciato da Coldiretti/Ixè, la spesa media per le vacanze si è attestata a 834 euro a persona, ma con differenze significative tra i viaggiatori. Il 32% ha speso meno di 500 euro, mentre il 38% si è mantenuto tra i 500 e i 1.000 euro. Una quota più ridotta, pari al 5%, ha invece superato i 2.000 euro.

Dieci giorni lontano da casa

La formula più scelta è stata quella della vacanza di durata compresa tra quattro giorni e una settimana, adottata dal 28% dei turisti. Il 25% ha invece optato per un periodo più lungo, tra una e due settimane, mentre il 13% ha scelto soggiorni brevi, della durata massima di tre giorni.

Nel complesso, la permanenza media è stata di circa dieci giorni. Numeri che mostrano come, accanto alle vacanze più lunghe, continui a essere significativa la domanda di brevi pause, spesso organizzate in funzione delle possibilità economiche e degli impegni familiari e lavorativi.

Boom per gli agriturismi

Tra le destinazioni che hanno beneficiato maggiormente della stagione estiva ci sono le campagne italiane. Agosto 2026 ha fatto registrare un record storico di presenze negli agriturismi: secondo l’analisi Campagna Amica Terranostra, le strutture hanno accolto circa 1,85 milioni di ospiti, per un totale di 6,5 milioni di pernottamenti e una permanenza media di circa 3,5 notti.

Il risultato conferma il crescente interesse per la vacanza rurale, scelta non soltanto per la tranquillità e il contatto con la natura, ma anche per la possibilità di conoscere produzioni, tradizioni e gastronomia locale. Nell’intero 2026, le presenze negli oltre 26mila agriturismi sono aumentate del 4,5% rispetto all’anno precedente.

Il cibo conquista la vacanza

La tavola si conferma uno degli elementi centrali dell’esperienza turistica. Secondo Coldiretti, oltre un terzo del budget dei vacanzieri è stato destinato al cibo, superando persino la quota riservata all’alloggio.

A sostenere questa tendenza è soprattutto il turismo esperienziale: un italiano adulto su due ha partecipato durante l’estate ad attività legate alle produzioni e alle tipicità dei territori visitati. Non si tratta più soltanto di andare al ristorante, ma di conoscere direttamente ciò che si mangia e chi lo produce.

Dall’enoturismo all’oleoturismo

Degustazioni, visite nelle aziende agricole, corsi di cucina e laboratori artigianali sono diventati parte integrante della vacanza. A queste esperienze si aggiungono attività legate al benessere e allo sport all’aria aperta, in un modello turistico che punta sempre più sulla possibilità di vivere il territorio anziché limitarsi a visitarlo.

Accanto al tradizionale enoturismo conquistano spazio anche nuove formule, come birraturismo, oleoturismo e turismo legato ai formaggi. Il filo conduttore è il rapporto diretto con i produttori e la scoperta delle diverse fasi della lavorazione.

Il bilancio dell’estate 2026 restituisce così un turismo sempre più orientato all’esperienza: la vacanza non è soltanto una pausa dal lavoro, ma un’occasione per conoscere luoghi, persone e tradizioni anche attraverso il cibo.

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