Cosa fare se le vacanze saltano? (fonte foto: pixabay)

Cosa fare se le vacanze saltano a causa della pandemia? Anche quest’anno riprendono il via domande che da tre anni ormai accompagnano l’estate dei viaggiatori e dei vacanzieri. Cosa fare se le vacanze saltano a causa del covid, se si scopre una positività prima di partire e tutto è già prenotato? Qualche consiglio viene dal Centro europeo consumatori Italia – ECC Net che ha dedicato a questo tema un intero approfondimento, proprio all’avvio della stagione estiva.

Prima di tutto è importante capire come comportarsi, dice l’associazione, e proprio per affrontare queste incertezza è sempre meglio stipulare un’associazione. «Meglio prevenire che curare e perciò è consigliabile scegliere una tariffa rimborsabile che prevede il rimborso totale in caso di rinuncia – scrive il Centro europeo consumatori – Anche nel caso delle compagnie aeree low cost, per esempio, si può scegliere un pacchetto aggiuntivo che consente flessibilità in caso di rinuncia motivata. Nonostante ciò, nel caso di viaggio disdetto a causa di forza maggiore, come il Covid-19, si ha comunque diritto a un rimborso da parte del fornitore del servizio».

L’associazione riporta nel dettaglio una serie di indicazioni. Consigli su comportamenti da adottare sulla base delle proprie domande, delle necessità intercorse se le vacanze saltano, come pure indicazioni all’insegna del buon senso. Qualche volta, suggerisce l’associazione, è meglio non andare alla lite ma trovare soluzioni alternative con i servizi che sono stati prenotati. Riportiamo di seguito le indicazioni dell’ECC Net.

 

 

Cosa fare se perdo il volo a causa del Covid?

Il regolamento europeo 261 prevede il rimborso per i voli cancellati dal vettore aereo ma non per rinuncia del viaggiatore. In Italia però, secondo l’articolo 945 del Codice della Navigazione “se la partenza del passeggero è impedita per causa a lui non imputabile, il contratto è risolto e il vettore restituisce il prezzo di passaggio già pagato”. Nel caso di tampone positivo la prima cosa da fare – per poter ottenere il rimborso – è contattare immediatamente la compagnia aerea e provare la positività con un referto ufficiale, non di certo con il tampone domestico. Ricordate di non aspettare l’ultimo momento, è fondamentale avvertire il prima possibile altrimenti diventerebbe difficile se non impossibile ottenere il rimborso dell’intero biglietto che sarà poi eventualmente restituito secondo le modalità con cui è stato comprato.

E nel caso in cui ho prenotato un hotel?

Non esiste una normativa europea che regola la rinuncia del cliente, ma l’articolo 1463 del Codice civile italiano indica che se “l’impossibilità sopravvenuta” venisse dimostrata con un documento ufficiale, il rimborso dovrebbe essere garantito. Questo discorso vale solo per gli alloggi italiani. Il nostro consiglio è quello di evitare la lite e tener presente che, se prendiamo il Covid a un giorno dalla partenza, non è colpa nostra come non lo è dell’albergatore, al quale causiamo comunque una perdita. Bisogna, dunque rimanere aperti a soluzioni alternative.

Oltre al volo e all’hotel, ho prenotato anche un’auto.  Cosa posso fare in questo caso?

La buona notizia è che la maggior parte delle prenotazioni consente la disdetta gratuita entro 48 ore prima del ritiro. Inoltre, quest’anno il settore è in overbooking e quindi ciò significa che i noleggiatori saranno più flessibili. Si consiglia però di rivolgersi direttamente sempre ai noleggiatori, evitando gli intermediari.

E se la compagnia aerea mi propone un voucher al posto del rimborso?

Molto spesso succede che quasi tutte le compagnie aeree, in caso di rinuncia per Covid, concedono un voucher da utilizzare in futuro. In primis, bisogna sempre provare a chiedere il rimborso in denaro dato che lo prevede la norma nazionale. Tuttavia, se la compagnia insiste sul voucher, meglio accettarlo piuttosto che iniziare una controversia. Non solo le compagnie aeree si rifiutano di concedere i rimborsi, ma anche altri operatori, proponendo ai consumatori voucher o buoni da utilizzare successivamente. Nel caso in cui si accetta il voucher bisogna comunque ricordare che sono regolati dalle condizioni contrattuali del professionista che lo emette.

Mi trovo all’estero e prendo il covid. Cosa posso fare?

Data la nuova ondata di casi a cui stiamo assistendo, è sempre meglio pensare di stipulare un’assicurazione prima di partire per essere coperti dai costi di un’eventuale assistenza medica soprattutto in quei paesi in cui è molto costosa. Un’altra alternativa è quella di attivare gratuitamente la tessera europea di assicurazione malattia (TEAM) che permette di usufruire dell’assistenza medica pubblica necessaria durante un soggiorno in uno dei 27 paesi membri dell’Ue alle stesse condizioni ed allo stesso costo (o gratuitamente in alcuni paesi) dei residenti del paese in cui ci si trova.


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