Bologna Città30, il Tar annulla il provvedimento (Foto Pixabay)
Bologna Città30, il Tar annulla il limite generalizzato
Il Tar dell’Emilia Romagna annulla le ordinanze con cui il Comune di Bologna aveva istituito il limite di velocità di 30 km/h su tutta l’area urbana. Il Sindaco: Città30 andrà avanti, l’obiettivo è salvare vite
Bologna si prepara a difendere il provvedimento che l’ha resa la prima grande Città30 in Italia. “La Città30 andrà avanti”, ha annunciato il sindaco Matteo Lepore dopo la bocciatura da parte del Tar.
Il Tar dell’Emilia Romagna ha infatti annullato le ordinanze con cui il Comune aveva istituito il limite di velocità di 30 km/h su tutta l’area urbana e le strade cittadine, a eccezione di quelle a scorrimento veloce. La sentenza del Tar spiega poi che rimane salvo il potere del Comune di “riesercitare la funzione pianificatoria e di disciplina dei limiti di velocità in deroga a quelli generali stabiliti dal Codice della strada, rinnovando il procedimento” nel rispetto del quadro normativo di riferimento.
Il ricorso al Tar e le disposizioni sulla velocità
Il ricorso, si legge nella sentenza, è stato presentato da due tassisti (uno poi l’ha ritirato) che “lamentavano il fatto che l’imposizione generalizzata del limite dei trenta chilometri orari avrebbe comportato tempi di percorrenza quasi doppi, con la conseguente riduzione del numero delle chiamate a cui rispondere e notevole contrazione del guadagno”. I ricorrenti lamentavano dunque un “danno emergente consistente nell’ingiusta privazione di un interesse meritevole di tutela”.
Il Tar ha accolto il ricorso contestando di fatto che il Comune possa generalizzare il limite di 30 km/h ovunque e non strada per strada.
Nella sentenza il Tar afferma infatti che il regolamento di attuazione del Codice della strada “individua espressamente i casi in cui il limite può essere abbassato, ovvero in prossimità di scuole, istituti, campi sportivi o in occasione di manifestazioni varie; a questi può essere aggiunta la vicinanza con chiese, ospedali, centri commerciali, e in generale con tutti quei luoghi in corrispondenza dei quali risulti necessaria una maggiore tutela dei pedoni”.
Le disposizioni verso Città30
I piani del Comune di Bologna tendono alla creazione di una “Città 30”, ovvero di una città in cui il limite di velocità generalizzato, per tutte le strade urbane, escluse quelle ad alto scorrimento, sia quello dei 30 km orari e non quello dei 50 km orari previsto dal codice della strada. In pratica, secondo il codice della strada, la velocità sulle strade urbane è di 50 km/h e si può modificare in senso più restrittivo al ricorrere di una serie di circostanze; i piani del Comune avrebbero fatto l’inverso ed esteso il limite a tutte le strade.
L’esercizio del potere del Comune, secondo la sentenza, non sarebbe “proporzionato, completo ed organico, avendo, di fatto, portato all’estensione di un generalizzato limite di velocità di 30 km/h al 64 % della rete stradale urbana”, percentuale che per il Comune riguarda il 70% della strade del centro abitato e il 90% nella parte più popolata della città.
Il Tar aggiunge che non vi è dubbio “che l’adozione dei provvedimenti avversati sia stata preceduta da compiuti studi sulla situazione attuale della viabilità (in termini di traffico, incidentalità ecc.), sui risultati che possono essere raggiunti e sugli strumenti che consentirebbero di raggiungerli, ma ciò rappresenta qualcosa di diverso dall’esercizio di quel potere di regolazione della velocità che richiede che per ogni strada o gruppo di strade tra di loro collegate siano indagate ed evidenziate le specifiche condizioni che legittimano il limite più restrittivo”.
Città30 salva vite
Nel 2024 Bologna è diventata la prima grande Città30 in Italia. E a un anno dal provvedimento vantava numeri che non lasciano adito a dubbi circa l’effetto positivo sulla tutela della sicurezza urbana. Nel 2025 il bilancio a un anno dall’istituzione del limite di velocità evidenziava un crollo nel numero di persone decedute sulla strada, che si erano quasi dimezzate (sono state 10, il 49% in meno); sempre dopo un anno, sono stati zero i pedoni deceduti e si sono ridotti del 16% quelli investiti. Gli incidenti stradali sono diminuiti di oltre il 13% e i feriti di poco più dell’11%. Sono diminuiti del 31% gli incidenti più gravi, classificati dal 118 con “codice rosso”.
Lepore: “Città30 andrà avanti”
Il Comune può ancora fare ricorso al Consiglio di Stato. Nel frattempo il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha annunciato che andrà avanti.
“La sentenza del Tar pone questioni burocratiche sugli atti alle quali siamo pronti a rispondere, ma conferma una cosa importante: la funzione pianificatoria del Comune sui limiti di velocità. La Città 30 quindi andrà avanti – ha detto Lepore – Le vittime della strada e i loro familiari ce lo chiedono e noi siamo con loro, con l’obiettivo che abbiamo sempre avuto e rivendicato: salvare vite sulla strada, ridurre e prevenire gli incidenti e in questi due anni abbiamo dimostrato che è possibile”.

