Benzina e diesel, prezzi senza freni
Benzina e diesel, a un passo da 2,3 euro al litro. Lunedì si ferma l’autotrasporto
Benzina e diesel sono a un passo da 2,3 euro al litro in modalità servito. Le aziende di autotrasporto annunciano che si fermeranno da lunedì 14 marzo. Codacons: di questo passo si arriverà a 3 euro al litro in poche settimane
Benzina e diesel sono a un passo a 2,3 euro al litro in modalità servito. Mentre per il self service ormai si posizionano sui 2,2 euro al litro. È una corsa che non sembra fermarsi e che avrà ripercussioni pesanti sul trasporto merci e sulle famiglie.
Le aziende di autotrasporto hanno annunciato che si fermeranno da lunedì per l’esplosione dei costi dei carburanti.
Lunedì si ferma l’autotrasporto
«A partire da lunedì prossimo, 14 marzo, le aziende di autotrasporto sospenderanno a livello nazionale i loro servizi “per causa di forza maggiore”».
Ne ha dato notizia Trasportounito, che precisa come «non si tratti di uno sciopero né di una rivendicazione specifica, bensì di un’iniziativa finalizzata a coordinare le manifestazioni sullo stato di estrema necessità del settore. La sospensione dei servizi si è resa inevitabile – sottolinea una lettera inviata da Trasportounito alla Presidenza del Consiglio, al Ministro e al Vice Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e al Presidente della Commissione di Garanzia in Scioperi – anche per tutelare le imprese e impedire che le esasperate condizioni di mercato, determinate dal rincaro record dei carburanti, si traducano in vantaggi per altri soggetti del settore trasporti, ovvero in addebiti per obblighi contrattuali che le imprese della filiera logistica non sono più in grado di garantire».

Benzina e diesel, il self a 2,2 euro al litro
Sulla rete dei carburanti continuano ancora oggi a pesare i rialzi dei giorni scorsi.
Come rileva Quotidiano Energia, «con le compagnie che oggi lasciano invariati i prezzi raccomandati di benzina e diesel infatti, i prezzi praticati sul territorio risultano sempre in netto aumento per effetto degli interventi precedenti: i due carburanti si avvicinano a una media di 2,3 euro al litro in modalità servito e di 2,2 € in modalità self. Ancora in crescita significativa i prezzi del metano auto».
La rilevazione di Quotidiano Energia sottolinea che il prezzo medio nazionale praticato della benzina in modalità self sale a 2,182 euro/litro (ieri 2,124), con i diversi marchi compresi tra 2,168 e 2,234 euro/litro (no logo 2,144). Il prezzo medio praticato del diesel self schizza a 2,173 euro/litro (ieri 2,074) con le compagnie posizionate tra 2,160 e 2,238 euro/litro (no logo 2,151).
I prezzi praticati del Gpl hanno leggeri assestamenti all’insù e vanno da 0,871 a 0,894 euro/litro (no logo 0,870). Infine, il prezzo medio del metano auto è ancora in forte crescita e si posiziona tra 1,955 e 2,366 (no logo 2,229).
Codacons: listini fuori controllo
I listini sono fuori controllo e di questo passo ci vorranno poche settimane per arrivare a 3 euro al litro, dice il Codacons.
«Prezzi che, di questo passo, rischiano di raggiungere i 3 euro al litro tra la fine di marzo e i primi di aprile», avverte il Codacons.
«Rispetto allo stesso periodo del 2021 quando la verde costava 1,566 euro/litro e il gasolio 1,436 euro/litro (dati Mise), oggi un litro di benzina in modalità self costa in media il 39,3% in più, mentre il gasolio sale addirittura del +51,3% – dice il presidente Carlo Rienzi – Per un pieno di verde si spendono 30,8 euro in più, +36,8 euro per il gasolio. Costi insostenibili per famiglie e imprese, che eroderanno il potere d’acquisto e faranno impennare ulteriormente i prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti».
L’associazione chiede al Governo di intervenire per azzerare l’Iva sui carburanti e tagliare le accise, sottolineando che «la tassazione raggiunge oggi il 55,3% su ogni litro di benzina e il 51,8% sul gasolio».
Adoc: il Governo deve intervenire
«L’Esecutivo a questo punto ha il dovere di intervenire – dice il presidente Adoc Roberto Tascini – per contrastare la valanga di aumenti che, inevitabilmente, a cascata ricadono sulle piccole e medie imprese e sulle decine di milioni di consumatori che non fanno altro che essere vessati da rincari, tasse, imposte e accise. Un provvedimento forte e deciso è essenziale: un taglio alle accise (sono ben 19 seppur inglobate in un’unica tassa nel 1995) e la sterilizzazione dell’IVA sui carburanti, già da subito».
«Sull’esempio dell’Irlanda che ha annunciato un taglio temporaneo sulle accise applicate su benzina e diesel, per Adoc anche l’intervento dell’Esecutivo italiano deve essere immediato e urgente, con decreto, affiancando poi una generale riforma e revisione complessiva delle accise e degli oneri che appesantiscono bollette e carburanti – prosegue Tascini – Se poi pensiamo che tra le 19 accise c’è addirittura il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935, la crisi di Suez del 1956, le ricostruzioni post Vajont, l’alluvione di Firenze, i terremoti del Belice, del Friuli, dell’Irpinia, per citarne solo alcuni, la decisione può essere presa senza tentennamenti».
Facile.it: ecco quanto pesano le accise
Secondo un’analisi di Facile.it, quest’anno si arriverà a spendere oltre 1750 euro per fare il pieno a un’auto a benzina. Fra le ipotesi di intervento c’è appunto il taglio delle accise, ma quanto incidono in Italia?
C’è da dire che il peso delle accise è uno dei più alti sulla benzina e il più elevato sul diesel.
«Se si escludono i Paesi Bassi, le accise sulla benzina in Italia sono le più alte d’Europa; si tratta di 0,73 euro per ogni litro di benzina. Costituiscono di fatto poco meno del 50% del prezzo finale, ma se si aggiunge l’Iva, si arriva ad oltre la metà del costo che troviamo alle pompe – dice Facile.it – Per quanto riguarda il diesel, invece, il nostro Paese è quello con le accise più alte; si parla di 0,62 euro per ogni litro fatto. Sul secondo e terzo gradino del podio, rispettivamente, Belgio (0,60 euro al litro) e Francia (0,59 euro)».

