Ponte sullo Stretto, si ricomincia (Foto credit Mit)

Si torna ad annunciare in pompa magna il Ponte sullo Stretto di Messina, opera faraonica, presentata come una manna per l’economia e l’occupazione, contestata dalle associazioni ambientaliste e non solo. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) ha infatti dato il via libera al progetto per il Ponte sullo Stretto di Messina, nell’attesa della pronuncia della Corte dei Conti che dovrà esaminare la solidità economica di un progetto di questo tipo, da circa 13,5 miliardi di euro a carico del bilancio nazionale. Il completamento dei lavori annunciati è previsto per il 2032.

Il ponte a campata unica più lungo al mondo

Il Governo l’ha annunciato con toni trionfalistici parlando di una “infrastruttura strategica”.

«Sarà il ponte a campata unica più lungo al mondo. Un’infrastruttura del genere è un acceleratore di sviluppo», ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

Si tratterebbe del ponte a campata unica più lungo del mondo, di circa 3.300 metri, sostenuta da due torri di 399 metri di altezza. Il Ponte, spiega il Governo, “ospiterà 3 corsie stradali per senso di marcia, di cui una di emergenza, 2 corsie di servizio e 2 binari ferroviari con marciapiedi laterali pedonabili”. Sarà largo 60,4 metri e l’altezza del canale navigabile centrale sarà di 72 metri per permettere il transito di grandi navi. Ci saranno 6 corsie stradali, con una capacità di 6.000 veicoli all’ora, e 2 binari ferroviari, che potranno ospitare fino a 200 treni al giorno.

Pedaggio di 10 euro

Per le automobili si prevede un pedaggio di circa 10 euro. Come si legge nel press kit della società Stretto di Messina, “ad oggi, al netto dell’adeguamento all’inflazione alla data di entrata in esercizio del ponte, si stima una tariffa base per le autovetture inferiore a 10 euro, con riduzioni significative per i viaggi frequenti. La puntuale definizione delle tariffe si avrà in prossimità dell’apertura al traffico del ponte”.

Fra le varie reazioni, ecco dunque quella del Codacons che si sofferma proprio sull’entità del pedaggio. “La tariffa da 10 euro per attraversare il Ponte sullo Stretto rappresenterà, con ogni probabilità, il pedaggio più caro al mondo”, afferma l’associazione.

“Stando ai dati disponibili ad oggi, per attraversare i 3,66 km del ponte la spesa si aggirerà attorno ai 10 euro ad automobilista, in pratica 2,73 euro a chilometro – evidenzia il Codacons – Oggi sulla rete autostradale italiana il costo medio del pedaggio ammonta a 0,075 euro a chilometro, che sale a 0,089 euro sulle autostrade di montagna. Ad esempio per attraversare i 603 km che separano il casello di Roma Sud da quello di Milano Nord, si paga oggi un pedaggio di 45,5 euro”. Per l’associazione il pedaggio pagato per attraversare il Ponte sullo Stretto “costerebbe il 3.540% in più rispetto le normali tariffe autostradali praticate oggi sul territorio italiano”.

Ambientalisti: “Un azzardo”

L’opposizione degli ambientalisti è netta, da anni. Sono tante le criticità di un progetto di questo tipo: i miliardi di euro necessari per l’opera (già alcune stime parlano di una cifra superiore a 13,5 miliardi di euro), la penale vicina ad 1,5 miliardi a favore del Consorzio Eurolink in caso di non realizzazione dell’opera, il rischio sismico non adeguatamente considerato solo per citarne alcuni. E poi c’è il tema degli espropri, centinaia, da realizzare in Calabria e in Sicilia.

Greenpeace, Lipu, Legambiente e WWF Italia, si legge in una nota, “giudicano la decisione del CIPESS un vero e proprio azzardo, sia per motivazioni economiche sia per il quadro d’incertezza del progetto che rimanda alla fase progettuale esecutiva test dirimenti ed analisi essenziali”.

Le associazioni ricordano che “oggi si dà già per acquisito il parere della Corte dei Conti che, invece, ancora deve pronunciarsi. Si tace sul fatto che la cosiddetta apertura dei cantieri sarà poco più che simbolica e riguarderà interventi preliminari sia perché il progetto esecutivo non è ancora stato redatto, sia perché la modifica di legge voluta dal Governo per procedere ad una cantierizzazione a fasi spezzetterà il progetto esecutivo lasciando sino all’ultimo aperta l’incognita sui risultati sulle prove da fatica sulla tenuta dei cavi e sugli approfondimenti sismici prescritti dalla Commissione VIA. Si fa finta che gli impegni di spesa pubblica assunti per il Ponte abbiano le necessarie coperture quando ci si sta affannando per farli incredibilmente passare tra le spese militari al di fuori del patto di stabilità”.

“Il progetto del Ponte sullo Stretto va avanti mentre si sottraggono risorse al trasporto dei pendolari, alle scuole ed all’assistenza sanitaria”, spiegano le associazioni.

Greenpeace, Lipu, Legambiente e WWF Italia “continueranno a sostenere le proprie tesi e ricorreranno ancora una volta in tutte le sedi, affinché lo scempio non si compia e non si buttino via miliardi di euro in un’opera inutile, mentre il sistema del trasporto pubblico dell’intero Paese si trova in condizioni sempre più insostenibili”.

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