Insetto nel giardino

Pesticidi in casa, Anses: in Francia 75% famiglie ne ha fatto uso. Il tossicologo Moretto: leggere sempre le etichette

Erbici, spray antizanzare e antizecche. Sono tanti i pesticidi che si possono usare in casa nella nostra vista quotidiana. L‘Agenzia francese per la salute e la sicurezza alimentare ha pubblicato i risultati di uno studio con interessanti risultati. Per approfondire il tema abbiamo intervistato il tossicologo Angelo Moretto

Secondo lo studio Pesti’home dell’Anses (l’Agenzia francese per la salute e la sicurezza alimentare), l’uso di pesticidi nelle case francesi è molto diffuso: il 75% delle famiglie ha usato un pesticida almeno una volta all’anno. Lo studio fornisce una panoramica completa dei prodotti antiparassitari utilizzati tra le mura domestiche grazie a oltre 1.500 famiglie intervistate e più di 5.400 prodotti identificati.
I prodotti più impiegati sono gli insetticidi: l’84% delle famiglie che li hanno usati si è rivolta ai biocidi contro insetti volanti (40% delle famiglie) e insetti striscianti (28%), ai farmaci veterinari per controllare i parassiti degli animali domestici (61% delle famiglie con animali domestici). La ricerca ha rilevato anche gli erbicidi e i prodotti contro le malattie delle piante all’aperto, utilizzati rispettivamente dal 22% e dal 20% delle famiglie che hanno un’area esterna: giardino, terrazza, balcone. Gli erbicidi sono usati almeno due volte l’anno dalla metà degli utenti, così come i fungicidi.

 

Insetto nel giardino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Infine, i repellenti per la pelle umana, ad esempio contro le zanzare. Questi sono usati dal 12% degli utenti ad alta frequenza: almeno 6 impieghi all’anno per la metà del campione e più di 25 volte all’anno per un quarto delle famiglie.

L’Agenzia ha anche tracciato 3 profili di cittadini utilizzatori di pesticidi domestici: dagli utenti a basso consumo che vivono prevalentemente in città, a coloro che possiedono animali domestici e che usano trattanti contro le pulci o zecche, fino agli utenti che impiegano diversi tipi di prodotti (in giardino, in casa, in piscina e per proteggersi dagli insetti).

Nel suo studio l’Anses sottolinea la necessità di informare meglio il grande pubblico sulle condizioni d’uso dei pesticidi a casa. Il primo consiglio è quello di leggere le raccomandazioni sulla confezione o le istruzioni e seguirle attentamente. Abbiamo voluto approfondire il tema con il professore Angelo Moretto, dell’Università degli Studi di Milano, direttore del Centro Internazionale per gli Antiparassitari (ICPS) dell’Ospedale Sacco di Milano, e consigliere SITOX (Società Italiana di Tossicologia).

Così come leggiamo le indicazioni (il cosiddetto “bugiardino”) dei farmaci che assumiamo, così dovremmo fare con tutte le sostanze che utilizziamo. – ci spiega il tossicologo – Premetto che, se non è espressamente consigliato in etichetta, è bene non mescolare prodotti o farne un uso in contemporanea, soprattutto se hanno lo stesso bersaglio (ad esempio, le zanzare o una infestazione delle piante in casa). In questo caso, infatti, è possibile che le azioni tossicologiche dei composti presenti si sommino con fra loro visto che, se avessero lo stesso bersaglio, il meccanismo potrebbe essere lo stesso. Ma anche in questo caso, l’approccio prudenziale adottato al momento dell’autorizzazione all’uso, rende molto improbabile la comparsa di effetti tossici, se non in presenza di esposizioni massicce.

Se i composti hanno, invece, meccanismi d’azione diversi gli eventuali effetti non si sommano e, alle dosi cui la popolazione esposta, non ci si aspettano effetti sinergici o di potenziamento. Vale la pena ribadire che, pur non aspettandoci effetti tossicologici, anche da un uso leggermente eccessivo e senza le dovute precauzioni, è bene rispettare le indicazioni in etichetta e, soprattutto, nelle dosi da usare, visto che sono quelle efficaci e dosi superiori non avrebbero alcun effetto aggiuntivo.

Professore, quali sono i rischi di una eccessiva esposizione a questi “pesticidi casalinghi”?

Secondo il Regolamento europeo i “pesticidi casalinghi”, citati, sono denominati biocidi. Questi prodotti sono sottoposti a una valutazione molto stringente, prima della loro immissione in commercio. Questa valutazione è basata sui molti studi tossicologici richiesti dalla regolamentazione e dall’applicazione di parametri altamente prudenziali. La Regolamentazione assicura la sicurezza di questi composti quando usati con le modalità e le quantità (dosi) indicate in etichetta. Comunque, le valutazioni di questi prodotti sono fatte con un atteggiamento molto prudenziale e non ci si aspettano effetti tossici anche in seguito ad una esposizione superiore a quella indicata. Certamente la possibilità che si abbiano questi effetti dipende da quanto “eccessiva” è l’esposizione. In generale, per esposizioni massive, ci si possono aspettare effetti tossici dagli insetticidi più che da altri tipi di biocidi.

Biocidi, erbicidi e repellenti, a cosa stare più attenti?

Quando si ha a che fare con sostanze biologicamente attive, bisogna sempre stare attenti e non è possibile dare delle indicazioni specifiche. L’etichetta riporta le indicazioni corrette per l’uso e le attenzioni che si devono porre per proteggere la salute. Dall’uso “normale”, cioè secondo le indicazioni dell’etichetta, non ci si aspettano certamente effetti tossici. Solo esposizioni “eccessive”, fortemente eccessive quali possono essere quelle accidentali per ingestione o inalazione diretta dello spruzzo, si possono accompagnare ad effetti tossici. In linea molto generale, è meno difficile che questo accada con gli insetticidi, anche se in alcuni casi i cosiddetti co-formulanti, e non il composto attivo, possono essere responsabili di eventuali effetti tossici in seguito a esposizioni massive. È da notare, però, che anche i co-formulanti sono valutati prima dell’approvazione alla vendita e all’uso di un prodotto.

Scrive per noi

Silvia Biasotto
Silvia Biasotto
Sono quello che mangio. E sono anche quello che scrivo, parafrasando Ludwig Feuerbach. Nella mia vita privata e nella mia professione ho sempre amato conoscere, sperimentare e scrivere di cibo. La sicurezza e la qualità alimentare sono le principali tematiche di cui mi occupo ad Help Consumatori oltre che la tutela del cittadino in generale. Una passione che mi accompagna in questa redazione sin dal 2005 quando sono giunta sulla tastiera di HC a seguito del tirocinio del primo Master universitario in tutela dei consumatori presso l’Università Roma Tre. E ovviamente la mia tesi fu sulla Sicurezza dei prodotti!

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