Europa è quello spazio dove persone, beni e servizi possono circolare liberamente. Ma a cosa serve questo traguardo raggiunto non senza fatica, se il consumatore non si sente tutelato negli altri Paesi europei, come a casa sua? A questa domanda la Commissione Europea ha risposto con la direttiva Consumer Rights che è in vigore in Italia dal 13 giugno scorso. Commissario Mimica: “I consumatori possono spostare la politica da macroeconomica a microeconomica”.
La nuova direttiva europea si inserisce in tanti aspetti della vita quotidiana del consumatore (e quindi di milioni di consumatori europei). Viene sostituita integralmente la parte del Codice, dall’articolo 45 all’articolo 67, che riguarda i contratti negoziati sia dentro che fuori dai locali commerciali, i contratti a distanza, il nuovo regime sanzionatorio e la disciplina rimborsi “accelerati” del diritto di recesso.

Vengono introtti nuovi obblighi informativi precontrattuali; il consumatore deve ricevere informazioni che riguardano il venditore (compreso un recapito telefonico per un contatto rapido), il bene acquistato, le modalità di pagamento, il diritto di recesso e la garanzia legale.

La novità più importante per chi acquista  online o a distanza (ad esempio al telefono) riguarda il diritto di ripensamento: il consumatore senza dover fornire alcuna giustificazione al venditore, qualora reputi che il bene acquistato non lo soddisfa oppure non ha le caratteristiche richieste, ha un termine più ampio, dagli attuali 10 giorni a 14 giorni, per esercitare il diritto di recesso. E nel caso in cui il consumatore non sia stato preventivamente informato sul diritto al ripensamento, il recesso viene esteso a ben 12 mesi. Inoltre in questi tipi di contratti conclusi a distanza e fuori dai locali commerciali, il venditore sarà sempre obbligato a far confermare al consumatore l’offerta.

In caso di recesso, il venditore ha un numero inferiore di giorni (dagli attuali 30 a 14 giorni) per restituire le somme versate dal consumatore. Quest’ultimo invece disporrà di più tempo -14 giorni invece che 10 – per restituire il bene. Il venditore sarà ritenuto responsabile del danneggiamento o della perdita del bene fino a quando non lo avrà consegnato materialmente nelle mani dell’acquirente.

“L’introduzione di questa direttiva negli ordinamenti nazionali è molto importante per arrivare ad avere un vero spazio dei diritti e per far sì che questi diritti non rimangano sulla carta” ha affermato il Commissario europeo per la Tutela dei consumatori Neven Mimica che ha preso parte alla giornata di lancio della campagna informativa sulla nuova direttiva, organizzata dalla Rappresentanza della Commissione Europea in Italia. “Secondo un recente sondaggio realizzato sulla condizione del consumatore europeo è emerso che solo il 40% dei consumatori italiani si sente adeguatamente protetto a fronte di una media europea del 55%. E meno della metà dei consumatori italiani crede che i venditori rispettino i suoi diritti (contro una media europea del 59%). Questi dati ci dimostrano quanto sia importante parlare di diritti dei consumatori all’interno dell’UE – ha sottolineato Mimica – L’obiettivo della campagna di informazione è proprio questo. Vogliamo che i consumatori sappiano che se acquistano una lavatrice che ha problemi hanno il diritto di farla sostituire e che se comprano online un paio di scarpe hanno 14 giorni di tempo per annullare l’acquisto. Vorrei incoraggiare tutti i consumatori ad essere più attivi – ha concluso il Commissario – perché sono loro che possono determinare lo spostamento da una politica europea macroeconomica ad una politica finalmente mocroeconomica”. 

“L’incontro di oggi è molto importante perché dimostra come l’Europa non sia solo rigore, ma anche spazio di diritti – ha detto il Presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella – Noi saremo severi e giusti nell’applicazione delle nuove norme e lavoreremo, come sempre, in collaborazione con le Associazioni dei consumatori e le altre Autorità. Voglio sottolineare anche l’importanza delle segnalazioni fatte dai singoli consumatori che ci aiutano, ad esempio, in casi di siti che vendono merce contraffatta. Pur essendo siti che hanno sede legale fuori dall’Italia e spesso dall’Unione Europea, l’Antitrust può intervenire perché le loro attività producono un effetto sul nostro territorio. Ribadisco la necessità di una collaborazione da parte di tutti affinché l’Europa diventi a tutti gli effetti uno spazio di diritti”.

@Anto_Gior

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