Fidelity card, raffica di sanzioni dall’Antitrust

Il pretesto era la consegna di una “fidelity card” per l’acquisto a prezzo scontato di mobili e articoli per la casa. Ma il consumatore, agganciato attraverso il telemarketing con la proposta dell’omaggio, finiva in realtà per firmare inconsapevolmente un contratto che lo vincolava a fare acquisti per diverse migliaia di euro. Questo il meccanismo usato da tre società multate dall’Autorità Antitrust per complessivi 120 mila euro. La segnalazione è giunta dalle associazioni dei consumatori.

La sanzione più consistente, pari a 80 mila euro, è stata decisa nei confronti di Soluzione Casa S.r.l., già GE.CO. Consulting S.r.l., su segnalazione di Adiconsum. La società promuoveva e commercializzava prodotti quali elettrodomestici, mobili e articoli per la casa con modalità scorrette, rileva l’Antitrust nell’odierno bollettino: “Soluzione Casa, prospettando ai consumatori, sia telefonicamente che mediante successive visite a domicilio, la possibilità di ricevere gratuitamente un buono sconto che avrebbe consentito loro di acquistare articoli per la casa presso alcuni punti vendita asseritamente di prossima apertura con sconti variabili dal 30% al 50% sul prezzo di listino, vincolava i consumatori ad acquisti per un importo complessivo di 2.800 euro in due-tre anni. In occasione della visita a domicilio, il professionista avrebbe consegnato “a titolo gratuito e a scopo pubblicitario” non la tessera sconto ma una piastra (non meglio definita) ed un coordinato pubblicitario chiedendo ai consumatori di firmare un modulo per attestare l’avvenuta consegna degli omaggi. La consegna di detti omaggi e la firma del modulo, in realtà, comportava la sottoscrizione di un contratto per l’acquisto immediato ovvero pro futuro di articoli per la casa per un importo minimo di 2.800 euro. Solo una volta scaduti i termini per esercitare il diritto di recesso, i consumatori venivano a conoscenza della reale natura e finalità del modulo sottoscritto”. Agganciati attraverso il telemarketing, dunque, i consumatori ricevevano una visita domiciliare e con il protesto della consegna gratuita dell’omaggio finivano per firmare, inconsapevolmente, un modulo contrattuale che li impegnava a fare acquisti per diverse migliaia di euro.

Un meccanismo simile veniva adottato da Soluzioni per Abitare S.r.l.. La segnalazione della pratica scorretta è stata fatta da Adiconsum e Federconsumatori: anche in questo caso, veniva prospettata ai consumatori la possibilità di ricevere una tessera sconto gratuita con la quale avrebbero potuto usufruire di sconti variabili dal 30% al 50% sul prezzo di listino, in caso di acquisti di prodotti per la casa presso alcuni punti vendita, per un importo complessivo di 2.800 euro in tre o cinque anni. La firma del modulo di adesione all’offerta della fidelity card gratuita implicava, in realtà, la sottoscrizione di un vero e proprio contratto per l’acquisto immediato ovvero un acquisto pro futuro di prodotti per la casa forniti dal professionista per un importo minimo di 2.800 euro. Anche in questo caso il contatto preliminare avveniva attraverso telemarketing, cui seguiva una visita a domicilio e la sottoscrizione di un modulo – con il pretesto di ricevere gratis la fidelity card – che impegnava il consumatore ad acquisti variabili da 2400 a 2900 euro. Solo scaduti i termini per esercitare l’eventuale recesso si svolgeva un secondo appuntamento domiciliare nel corso del quale l’agente palesava al consumatore di aver effettivamente sottoscritto un contratto a cui era vincolato. La sanzione decisa in questo caso è stata di 25 mila euro.

Ammonta invece a 15 mila euro la sanzione decisa nei confronti di Casa Store By Easy Store S.r.l, su segnalazione di Adiconsum. Il meccanismo era lo stesso: Casa Store, prospettando ai consumatori, sia telefonicamente che mediante successive visite a domicilio, la possibilità di ricevere gratuitamente un buono sconto che avrebbe consentito loro di acquistare, dal catalogo aziendale o presso un nuovo magazzino, articoli per la casa con sconti variabili dal 30 % al 50%, vincolava i consumatori ad acquisti per una spesa minima di 2.650 euro + IVA in un arco temporale di 3-5 anni. Come rileva l’Antitrust, “i profili di scorrettezza della pratica commerciale in esame riguardano l’inesattezza, incompletezza o non veridicità delle informazioni fornite ai consumatori in ordine alla natura, alle caratteristiche e alle condizioni economiche dell’offerta promozionale del professionista, nonché la complessiva ingannevolezza delle modalità utilizzate da quest’ultimo al fine di indurre i consumatori a concludere, inconsapevolmente, contratti finalizzati all’acquisto di articoli per la casa”.

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