Istat: inflazione in calo. Sull’occupazione, però, nessun dato positivo

Oggi dall’Istat due notizie: una decisamente negativa l’altra un po’ meno. Iniziamo da quest’ultima. L’Istituto di Statistica ha comunicato la stima provvisoria dell’inflazione che a novembre rallenta, grazie alla frenata dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati, che registrano un calo congiunturale del 2,2%. Il dato provvisorio è di un’inflazione che scende dello 0,2% mentre su base annua e’ del 2,5%. Federconsumatori e Adusbef ci ricordano, tuttavia, “che questo calmieramento non riguarda i beni di prima necessità specialmente quelli del settore alimentare, per i quali non ci risulta alcuna frenata”. In effetti le Associazioni hanno ragione: guardando il documento dell’Istat si legge che “i prezzi degli Alimentari (incluse le bevande alcoliche) aumentano, su base mensile, dello 0,4% e il tasso di crescita su base annua si riduce di tre decimi di punto percentuale (2,4%, dal 2,7% del mese precedente). La dinamica congiunturale dei prezzi dei beni alimentari è principalmente dovuta al rialzo dei prezzi dei prodotti non lavorati, che aumentano dello 0,8% su base mensile e del 2,7% su base annua (in decelerazione dal 3,4% di ottobre). Anche i prezzi dei prodotti lavorati aumentano in termini congiunturali ma in misura più contenuta (+0,1%) e mostrano un tasso di incremento tendenziale in rallentamento (2,1%, dal 2,3% di ottobre)”. Un innalzamento dei prezzi che – come ricorda Confesercenti – ha come conseguenza” un rallentamento dei consumi che sta a sua volta provocando chiusure di imprese e perdite di occupazione sempre più allarmanti. Il 2012 si chiuderà con un segno negativo del 3,1% e per l’anno prossimo di prevede un altro -1,1%. Il vuoto di interventi su questo versante diventa rischia di essere la vera emergenza, e va colmato con rapidità”.

Una frenata dei consumi che, secondo le previsioni, interessarà anche il Natale. “C’è clima di sfiducia che – sottolinea  la Coldiretti – porta a una riduzione della spesa complessiva per le feste che penalizza soprattutto i regali che subiscono un taglio record dell’8,6 per cento ed i divertimenti (-0,3 per cento) mentre tiene l’acquisto di cibo (+2,1 per cento)”. Della stessa opinione Adiconsum che invita Mr Prezzi ad incrementare i controlli in vista delle festività natalizie. 

L’altra notizia – decisamente negativa – è che cresce la disoccupazione in Italia, superando la soglia dell’11% e raggiungendo l’11,1%, in rialzo di 0,3 punti percentuali su settembre e di 2,3 punti su base annua. Si tratta del tasso più alto da gennaio 2004 (inizio serie mensili). Guardando alle serie trimestrali è il maggiore dal primo trimestre 1999. Ma non finisce qui perché ancora più preoccupanti i dati che riguardano la disoccupazione giovanile (15-24 anni): a ottobre il tasso è al 36,5%. Tradotto in numeri: i senza lavoro sono 2 milioni e 870mila mentre i lavoratori precari (tra dipendenti a termine e collaboratori) sono 2 milioni 877 mila.

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