Scatta oggi l’aumento dell’Iva al 22%

Carburanti, abbigliamento, articoli per la casa,  giocattoli, elettrodomestici, alimentari – a causa dei maggiori costi dei prezzi di trasporto. Sono numerosissime le voci sulle quali si abbatterà l’aumento dell’Iva dal 21 al 22% che scatta a partire da oggi, provvedimento che doveva slittare ma che è rimasto fermo a causa della crisi di Governo. Critiche le associazioni dei consumatori, che stimano una stangata per le famiglie.

L’effetto dell’aumento dell’Iva, dalla mezzanotte, si scarica subito sulla rete carburanti con aumenti pressoché generalizzati dell’ordine di 1,5 cent euro/litro sulla benzina, 1,4 sul diesel e 0,7 sul Gpl. E’ quanto rileva questa mattina Quotidiano Energia, che segnala però la decisione dell’Eni di attenuare l’impatto tenendo conto del ribasso registrato ieri dai mercati internazionali: il market leader alza così il prezzo della benzina solo di 0,9 cent, il diesel di 0,6 (Gpl + 0,7). I prezzi praticati sul territorio sono comunque tutti in salita, con le medie nazionali della benzina e del diesel rispettivamente a 1,807 e 1,732 euro/litro (Gpl a 0,818). Le “punte” in alcune aree sono per la verde fino a 1,852 euro/litro, il diesel a 1,761 e il Gpl a 0,848.

Guardando agli alimentari, a tavola l’innalzamento dell’aliquota si sentirà soprattutto nei bicchieri degli italiani con rincari che riguardano dalle bevande gassate ai superalcolici, dai spumanti alla birra, dai succhi di frutta al vino, fino all’acqua minerale. Questo quanto emerge da un’analisi della Coldiretti: i prodotti di largo consumo come frutta, verdura, carne, latte e pasta  sono esclusi dagli aumenti ma potrebbero risentire degli effetti dell’aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 22% sui carburanti, poiché ben l’88% della spesa viene trasportata su strada.

L’aumento dell’Iva al 22% colloca l’Italia fra le tassazioni indirette più alte fra i paesi europei, colpirà beni di largo consumo e peserà in modo significativo su tutte le famiglie italiane, in particolare su quelle meno abbienti e sulle classi medie: secondo la Coop, che stima per l’Italia un aumento complessivo dell’inflazione dello 0,4% sul totale dei beni e dei servizi commercializzati, l’impatto sarà di quasi 200 euro a famiglia in un anno. “Coop  opererà per limitare gli effetti dell’aumento dell’Iva e chiederà ai propri fornitori di collaborare a questo obiettivo – spiega la sigla – Auspichiamo rapidi interventi correttivi da parte del Governo e del Parlamento per il riassorbimento di questo aumento della tassazione indiretta”.

E i Consumatori? Da sempre sono critici, come pure gli esercenti, nei confronti di questo provvedimento. Il Movimento Difesa del Cittadino invita a scrivere un commento di ringraziamento a Silvio Berlusconi sulla sua pagina facebook in segno di protesta. “Degli aumenti dei prezzi al consumo per il passaggio dell’IVA al 22% gli italiani devono ringraziare il Cavaliere – spiega l’associazione – Come lo ringraziarono nel 2011 quando si è passati dal 20% al 21%. Questo comporterà nei prossimi mesi rincari su beni e carburanti che indeboliranno ancora di più il potere d’acquisto dei cittadini, spegnendo la flebile ripresa economica e affondando ancora di più il commercio. Al di là delle convinzioni politiche di ciascuno – continua MDC – aver messo in crisi il Governo in questo momento, prima preannunciando le dimissioni di tutti i parlamentari, poi addirittura “dimissionando” i ministri a loro insaputa, costituisce una responsabilità politica che va addebitata interamente al senatore Berlusconi. Facciamo arrivare migliaia di commenti sulla sua pagina per esprimere la protesta di tutti”.

Per il Codacons le ripercussioni economiche dell’aumento dell’Iva saranno ancora più pesanti: l’associazione parla di una stangata che arriverà a costare fino a 349 euro a famiglia su base annua e che potrebbe avere ricadute anche più ampie per le tasche degli italiani, se si tiene conto degli arrotondamenti dei listini e dell’aumento dei prezzi dei prodotti trasportati. Gli acquisti delle famiglie potrebbero diminuire fino al 3% su base annua, stima l’associazione.

Decisamente meno allarmista il commento di Altroconsumo, che sottolinea come non vengano toccate al rialzo le aliquote ridotte al 4% e al 10%. “Questo significa che tutti i prodotti che non hanno la cosiddetta Iva agevolata, costano un po’ di più: in pratica un euro in più ogni 121 euro di spesa”. L’associazione ricorda che tutti i prodotti alimentari (verdure, ortaggi, legumi, latte latticini e derivati, carni) non sono soggetti agli aumenti previsti nella manovra; anche i giornali, le prestazioni sanitarie, cinema e spettacoli in genere, i taxi e i libri hanno aliquote ferme al 4 e al 10% oppure sono esenti da Iva. Nessuna brutta sorpresa in bolletta: energia elettrica e gas per riscaldamento rimarranno con l’aliquota agevolata al 10%. Per l’associazione, in realtà, “anche per quei prodotti interessati dalla manovra, gli aumenti sono piuttosto contenuti e, sulle piccole spese, persino irrisori. Alcuni esempi? Se un caffè al bar costerà sempre uguale (quindi se qualcuno approfitta per aumentarlo non è certo colpa dell’Iva), una confezione di caffè al supermercato, invece, potrebbe costare circa di 2 centesimi di euro in più. Stesso impatto anche per una bottiglia di Coca Cola (sempre del supermercato), mentre su una bottiglia di vino da 3 euro il rincaro non supera i 3 centesimi. Bisogna pensare a un prodotto costoso come l’iPhone 5 (a prezzo pieno) per raggiungere a fatica i 5 euro, mentre per una lavatrice da 1.200 giri l’aumento si aggira sui circa 3,50 euro. Aumenti di altra entità o arrotondamenti eccessivi sono decisamente ingiustificati. Se li vedete sugli scaffali, meglio cambiare negozio”.

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