Europa: vietare i neonicotinoidi per salvare le api

La Commissione europea ha proposto ai 27 Stati membri di sospendere per due anni l’uso di tre pesticidi appartenenti alla famiglia dei neonicotinoidi, sospettati di rappresentare un rischio elevato per la salute e la vita delle api. Si tratta di tre insetticidi, Clothianidin, Imidacloprid, Thiamethoxam, utilizzati sulle colture di mais, colza, girasole e cotone, nella forma di sementi conciate, uso in formulazione granulare e in spray.

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare: i neonicotinoidi sono rischiosi per le api. All’inizio di gennaio, uno studio dell’EFSA ha identificato “seri rischi” per la sopravvivenza delle api in seguito all’utilizzo in agricoltura di questi tre prodotti a base di neonicotinoidi (1, 2 e 3). Tuttavia l’autorità non ha potuto dimostrare fino adesso che queste sostanze siano pericolose se utilizzate su tutti i prodotti agricoli. Per questo, ad oggi, l’indicazione di divieto della Commissione europea si limita a mais, colza, girasole e cotone.

L’84 per cento delle colture europee dipendono dall’impollinazione. Secondo il Programma ambientale dell’ONU ha origine animale l’impollinazione dell’84 per cento delle colture operate in Europa, percentuale che sale al 90 per cento per le piante selvatiche. Varie ricerche europee hanno verificato che le api assorbono i neonicotinoidi tramite la guttazione, piccole gocce che si formano nelle piante del mais nato da semi trattati e dalle polveri che si sprigionano durante la semina del mais. Oltre ad essere letale in sè, queste sostanze giocano un impatto fortissimo sull’orientamento delle api.

Altre prove degli effetti nocivi dei neonicotinoidi sulle api. Questi effetti sono certificati da studi di fama internazionale come il “Pesticide Fact Sheet on Conditional Registration of Clothianidin” (Scheda informativa dei pesticidi sulla registrazione condizionata di clothianidin) dell’Environmental Protection Agency statunitense.  I neonicotinoidi risultano già proibiti parzialmente in Italia, Francia, Germania e Slovenia.

Forti restrizioni italiane ai neonicotinoidi sul mais. L’entrata in vigore del divieto di utilizzo dei neonicotinoidi Clothianidin, Theamethoxam, Imidacloprid e Fipronil delle multinazionali della chimica Bayer Syngenta e Basf, ha arrestato la crescente moria delle api in Italia (nel 2009, prima del divieto, solo nel Nord Est si è verificata una perdita di arnie dal 50 al 70 per cento con conseguenti gravi danni agli agricoltori che producono il miele). Sempre in Italia è stato verificato che questi prodotti chimici utilizzati in agricoltura, oltre a uccidere le api, in realtà non servono a mantenere alta la produttività dei terreni, visto che nella coltura del mais non sono stati rilevate diminuzioni di sorta.

“Resta il rischio per gli altri settori”. Francesco Panella, presidente dell’Unaapi, l’unione degli apicoltori italiani, denuncia che l’utilizzo dei concianti è consentito per le altre colture e che non ne vengono “tenuti in considerazione i loro effetti nel lungo periodo e la persistenza nel terreno di queste molecole che hanno una vita molto lunga e possono quindi contaminare le colture successive che potrebbero invece essere visitate dalle api”. In questo modo, secondo Panella, viene colpito lo stesso settore dell’apicoltura “che in Italia vanta un patrimonio di 1.150.000 alveari, di cui il 10% allevati con metodo biologico, che rendono il nostro uno dei Paesi piu’ importanti per la produzione di miele”. Secondo i dati dell’Agenzia ambientale europea, negli ultimi 20 anni e’ sparito il 60% delle farfalle, mentre un quarto degli insetti e’ entrato, solo in quest’ultimo secolo, nella lista rossa delle specie a rischio estinzione e la perdita di biodiversità e di fertilità rappresenta davvero una minaccia.

L’appello dell’Europarlamento: salviamo le api. Alcuni eurodeputati, tra cui l’italiano Andrea Zanoni, hanno scritto una lettera al Commissario Ue competente Tonio Borg per spingere la Commissione ad una maggiore protezione delle api in Europa. Zanoni, che sull’argomento ha già presentato un’interrogazione per chiedere alla Commissione europea un maggior controllo negli Stati membri sull’utilizzo dei pesticidi neonicotinoidi, chiede oltre la messa al bando definitivo dei tre pesticidi incriminati, l’adozione a livello comunitario del principio di precauzione per contrastare la moria delle api.

Estendere il divieto. «E’ necessario estendere il divieto anche all’uso in formulazione granulare e in spray» afferma Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace  “Il declino delle api è solo uno dei sintomi di un sistema agricolo che, basato sull’uso intensivo di prodotti chimici e al servizio degli interessi di multinazionali potenti come Bayer e Syngenta, ha fallito l’obiettivo di garantire una produzione abbondante tutelando al tempo stesso l’ambiente”.

Prossimi passi. Gli Stati membri valuteranno la praticabilità della proposta e la prossima tappa sarà la preparazione da parte della Commissione di un regolamento” che potrebbe essere adottato il 25 febbraio, quando si riunirà il comitato permanente competente.

 

@AlessioPisano

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