Mediazione obbligatoria, partenza tra le polemiche

Sebbene non piaccia a tutti gli operatori del settore, il decreto sulla mediaconciliazione obbligatoria oggi entra in vigore. Da oggi, quindi, le parti sono obbligate a cercare un accordo stragiudiziale per tutte le controversie commerciali e civili, a parte per le liti di condominio e per i risarcimenti danni da incidenti stradali per cui è previsto uno slittamento al 20 marzo 2012. La diffusione della giustizia alternativa avvicina l’Italia agli altri Paesi Europei e risponde ad una richiesta precisa della Commissione Europea che ha presentato una Proposta di Direttiva (approvata poi da Parlamento e Consiglio nel 2008) per la diffusione dei sistemi ADR. Il legislatore nazionale ha risposto all’Europa con il Decreto n.28 del 4 marzo 2010.

All’inizio le Associazioni dei consumatori erano un po’ scettiche, poiché non si capiva bene quale riconoscimento avessero gli accordi di conciliazione paritetica che, negli anni, le AACC hanno stipulato con varie aziende.

Ma dopo la pubblicazione del Regolamento attuativo qualcosa è cambiato. Le richieste delle Associazioni dei consumatori sono state inserite nell’articolo 7 del Decreto attuativo che consente di utilizzare gli esiti delle conciliazioni paritetiche anche nel corso di un procedimento di mediazione. Il dubbio che avevano le Associazioni dei consumatori rispetto, soprattutto, alle controversie con le banche e con le assicurazioni era quello che il cittadino, nei rari casi in cui la conciliazione paritetica avesse avuto un esito negativo (che sono la minoranza dei casi), avrebbe dovuto rifare tutto daccapo per andare dinanzi ad un organismo di mediazione. Con l’articolo 7 si è ipotizzata una possibilità di raccordo tra le conciliazioni paritetiche e il procedimento di mediazione. Non si è ancora capito come questo verrà messo in pratica, ma le Associazioni dei consumatori continueranno a fare conciliazioni paritetiche e continuano a pensare che queste siano uno strumento molto efficace per la risoluzione extragiudiziale delle controversie.

E’, invece, in protesta da giorni il mondo degli avvocati. Secondo l’Organismo unitario dell’avvocatura, "rendere obbligatoria la conciliazione è contro la Costituzione". Il punto più critico per gi avvocati riguarda la formazione dei mediatori: per mediare cause anche importanti è sufficiente una laurea, anche breve, e un corso di 50 ore. Gli avvocati denunciano anche il business dei corsi di formazione che negli ultimi tempi sono spuntati come funghi.

I commercialisti sono, invece, possibilisti e parlano di una riforma perfettibile che va provata perché schiude sicuramente nuove opportunità di lavoro per i giovani.

Intanto l’OUA ha presentato al Tar del Lazio una richiesta di sospensiva del Decreto, sollevando questioni di legittimità costituzionale in merito agli articoli 5 e 16. La pronuncia del Tar è attesa per la fine di marzo.

Oggi, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri convocato per fare il punto sulla crisi libica, il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha sottolineato l’importanza del nuovo istituto che, secondo il Ministero, servirà a smaltire oltre 600mila processi l’anno. "A partire da oggi – ha detto il Ministro – le parti, anziché trovarsi davanti a un giudice per 9 anni, possono con una stretta di mano chiudere la vertenza, grazie a un mediatore professionale, in 120 giorni". "Tempi certi, dunque, anziché fare la box nel ring di un processo per 100 mesi. In ogni caso, se entro i quattro mesi prefissati la conciliazione non si trova, i cittadini – assicura Alfano – possono sempre far ricorso al loro giudice naturale".

Alfano ha più volte ribadito: "Facciamo un grande investimento sulla mediazione civile perché riteniamo sia il mezzo più moderno ed efficace di risoluzione delle controversie oltre che uno strumento fondamentale per migliorare il servizio giustizia. La giustizia non può correre con lo zaino di piombo di 5 milioni di processi arretrati". Gli organismi di conciliazione già operativi sono 630 e "non c"e una sola provincia d’Italia che veda scoperta la propria zona", ha detto Alfano invitando a consultare l’elenco sul sito internet www.giustizia.it.

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