Consumerism 2012, molti interrogativi e poche certezze

Nuove Autorità, nascita di Agenzie, nuova architettura dei controlli che si va a realizzare attraverso gli organismi di settore. Sono queste le novità principali del Rapporto Consumerism 2012 curato dall’Università di Rome Tre e giunto alla sua quinta edizione. Il Rapporto ha fatto da sfondo alla tavola rotonda organizzata da Consumers’Forum che ha visto la partecipazione di tutte le Autorità indipendenti, un’occasione per tracciare un bilancio delle attività.

consumers'forumNella sua apertura Liliana Rossi Carleo, docente ordinario di Roma Tre che ha coordinato il gruppo di lavoro che ha dato alla luce Consumerism, ha posto l’accento sulla complessità e sulle incertezze che contrassegnano le politiche a tutela del consumatore: “Le incertezze vanno collocate in una visione di sistema che deve tener conto dell’emergere di nuovi soggetti, e quindi di nuovi interlocutori, in ragione della progressiva emersione delle specificità, funzionalmente collegate alle peculiarità dei diversi settori. Questo trend, che appare inarrestabile, da una parte comporta una frammentarietà, dall’altra determina la necessità di operare una riduzione delle distanze ricercando un’armonia delle differenze in modo da realizzare obiettivi unitari”. Secondo la Rossi Carleo vi è la necessità che “le Autorità trovino e implementino il dialogo attraverso la sottoscrizione di accordi bilaterali” sulla scia di quanto sta accendendo in Europa.

Antitrust e Aeeg sono un esempio di come le Autorità possono collaborare. “I protocolli servono ad evitare sovrapposizioni” ha detto il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella sottolineando l’importanza di ogni forma di collaborazione. Una collaborazione che deve avere come unico scopo quello di far funzionare il mercato. “Il mercato – ha affermato il Presidente – funziona se rispetta le regole anche quelle che tutelano il consumatore. Il gioco concorrenziale non può essere falsato in quanto la violazione delle regole produce danni per tutti”.

In effetti, analizzando gli interventi delle varie Autorità che si sono alternate nel corso della tavola rotonda moderata da Debora Rosciani, giornalista di Radio 24, emerge la necessità da un lato di tutelare i consumatori e dall’altro di spronare i consumatori ad essere costantemente attivi. Come si tutelano i consumatori? Secondo Guido Pier Paolo Bortoni, presidente Aeeg, il concetto di tutela si differenzia a seconda del settore. “In quello dell’energia, che è un mercato libero dal 2007, la tutela può essere ricondotta alla diminuzione del gap informativo che la ‘parte domanda’ sconta in negativo  rispetto ai soggetti che operano nel mercato. Nel settore acqua, invece, l’Autorità agisce in maniera differente: non vi è concorrenza  e quindi la tutela è volta a garantire la qualità del servizio” ha spiegato Bortoni.

In materia di Privacy, invece, il presidente Antonello Soro, ha affrontato la questione della molteplicità di informazioni che vengono immesse in una molteplicità di banche dati: “Ci sono sempre più banche dati tra di loro interconnesse. Questa è da un lato una straordinaria opportunità ma anche fonte di rischi perché i dati trasferiti in archivio devono essere comunque controllati dalle persone. Se persone senza titolo ci mettono occhio i dati diventano vulnerabili”.

Il Presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, ha spostato, invece, la discussione sull’altro fronte, ovvero sul bisogno oramai impellente di avere dei consumatori attivi: “Spesso il consumatore è meno evoluto rispetto agli strumenti che ha a disposizione, si pensi al numero di smartphone in circolazione. Tuttavia, questi aggeggi nel  99 per cento dei casi sono utilizzati esclusivamente  per la trasmissione voce, e ciò non ha senso. Altri elementi indicativi sono i confronti con altri paesi europei quanto all’utilizzo dei servizi tramite la rete: solo il 22 per cento degli italiani utilizza l’e-gov rispetto alla media europea del 41 per cento. Allo stesso tempo, nell’e-commerce, che potrebbe rappresentare un veicolo di sviluppo – se non fosse altro per la possibilità che rende al consumatore di verificare una molteplicità di prezzi applicati –  l’Italia è terza ultima”.

Un ‘invito a partecipare’ giunge anche dall’Autorità per la Vigilanza sui contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture, una new entry nel mondo del consumerismo ma che ha fatto subito ‘centro’. Dal 2011, infatti, l’AVCP ha la competenza a pubblicare i prezzi di riferimento dei dispositivi medici ovvero quanto costa al Ssn nazionale l’acquisto di materiale sanitario. “Un compito drammatico” l’ha definito  il presidente Sergio Santoro perché “si sta evolvendo in una miriade di ricorsi”. Come mai? Dalla pubblicazione dell’AVCP è emerso che vi è una disparità di trattamento economico a fronte di una omogeneità di prodotti: capita, cioè, che prodotti uguali vengano pagati in maniera differente a seconda della regione. “La riflessione ha dato luogo all’intervento del governo che con il decreto 95 ha prefigurato un sistema autoritativo che contempla la revisione e risoluzione dei contratti in caso di spostamenti molto grandi”. Come era inevitabile le Aziende sono insorte ed è ora – ha sollecitato il Presidente – che insorgano anche le Associazioni dei Consumatori.

di Valentina Corvino

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