Dopo le sentenze del Tar sul caso diamanti venduti come investimento, Confconsumatori auspica che anche Banco Bpm, che finora ha proposto rimborsi incongrui, così come Mps, che non ha ancora adempiuto alle promesse di rimborso, procedano a rimborsare migliaia di risparmiatori danneggiati. L’associazione, al fine di concordare tempi e modalità dei rimborsi, è pronta a chiedere un confronto con Banco Bpm e Mps.

Le sentenze del Tar del Lazio sono state pubblicate ieri. Con le stesse, il Tar ha giudicato infondati i ricorsi depositati da tutti i soggetti coinvolti nella vicenda ed ha quindi confermato quanto rilevato nel provvedimento dell’Antitrust impugnato, “ovvero il fatto che l’investimento fosse proposto da parte del personale bancario e tale circostanza forniva ampia credibilità alle informazioni contenute nel materiale promozionale delle due società, determinando molti consumatori all’acquisto senza effettuare ulteriori accertamenti”.

Per Confconsumatori, che assiste i risparmiatori fin dalle fasi precedenti l’erogazione delle sanzioni da parte dell’Antitrust, si tratta di una decisione importantissima, che conferma la fondatezza e la legittimità di tutte le richieste di rimborso sia stragiudiziali, sia di quelle giudiziali fino a questo momento svolte nell’interesse esclusivo dei propri assistiti nei confronti di Bpm, Mps e delle società di vendita Idb e Dpi.

A questo punto Confconsumatori auspica che anche Banco BPM, finora responsabile di aver proposto percentuali di rimborso ritenute incongrue, così come Mps, ancora inadempiente rispetto alle promesse di restituzione integrale enunciate, procedano senza ulteriori indugi a rimborsare migliaia di risparmiatori ingannati dalla tipologia di investimento.

Confconsumatori chiederà quindi un confronto immediato con Banco Bpm e con Mps al fine di concordare modalità e tempi di rimborso, garantendo anche ai risparmiatori coinvolti con gli Istituti di Credito sopra indicati il diritto ad essere integralmente rimborsati, così come sta avvenendo per gli investitori di Unicredit ed Intesa Sanpaolo.


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