Censis-Abi: italiani sempre più hi-tech, anche nei pagamenti

Oltrepassato il confine della diffidenza (solo iniziale), gli italiani sono diventati un popolo hi-tech. Guai ad andare in giro senza smartphone (in tanti lo hanno sostituito al vecchio cellulare), tablet o navigatore satellitare! Non riuscirebbero più a trovare “la strada giusta”, a scegliere il ristorante migliore, ad ascoltare musica. E tra un po’ non riusciranno più a pagare, visto che aumentano quelli che preferiscono fare operazioni bancarie online, comodamente da casa o addirittura in “giro” con il proprio smartphone. Lo rivela un’indagine condotta dall’Osservatorio Censis-Abi che  monitora i cambiamenti della società italiana.

L’indagine, presentata oggi al convegno Carte 2012 organizzato dall’Abi e dal Consorzio Bancomat al Palazzo dei Congressi di Roma, fa una chiara fotografia dell’amore che è scoppiato tra gli italiani e le nuove tecnologie. Ma, come succede per tutti gli amori, il rapporto ha fasi alterne: oggi non si può fare a meno di questi strumenti elettronici che sono diventate delle vere e proprie protesi del nostro corpo, ma si prova ancora una certa diffidenza verso la tracciabilità delle operazioni, cioè verso quelle tracce “invisibili” che restano nell’“elettrosfera” e dicono qualcosa di “molto personale”, sulle nostre ricerche e abitudini. È questo l’unico freno che ci porta a non utilizzare a pieno tutti gli strumenti elettronici a disposizione.

Ma torniamo all’origine. Oggi il 62% della popolazione italiana naviga abitualmente su internet e, superato il timore iniziale verso il concetto di immateriale associato all’inaffidabile, oggi ci si fida di più di quello che si trova in rete. Sembra addirittura superata l’idea che “scripta manent” che rimanda ormai ad un tempo passato.

Tra le ragioni che hanno fatto scoppiare l’amore degli italiani per l’hi-tech c’è il fatto che è cambiato il “consumo” di internet e degli strumenti elettronici: si è scoperto quanto sia più pratico e veloce spostare sul web alcune azioni che prima si facevano, con più fatica, in modo tradizionale. E scopriamo che il 30,6% delle famiglie cerca su Internet luoghi e strade, il 23% ascolta la musica e l’11,5% guarda un film in rete. E aumenta sempre di più il numero di italiani che fanno shopping online (15%) o prenotano viaggi su Internet (11,5%).

A dimostrazione di quanto lo scetticismo iniziale sia solo un ricordo c’è un altro dato: alla domanda “per cosa usa di più internet”, la percentuale di italiani che ha risposto “consultare il conto corrente”, “comprare e vendere titoli”, “fare bonifici e pagamenti” è cresciuta dal 17% del 2011 al 20% del 2012. Meno diffuso invece è il ricorso alla “burocrazia digitale”, visto che solo il 6,1% degli utenti ha sbrigato le proprie pratiche con gli uffici della pubblica amministrazione via internet.

Messo da parte il “vecchio” contante, negli ultimi anni è cresciuto vertiginosamente l’uso delle carte di pagamento: oggi circa il 41% dei pagamenti cashless avviene col denaro di plastica, il 30% tramite bonifico e il 14% attraverso addebiti diretti. Sotto questo aspetto ci stiamo riportando ai livelli del resto d’Europa, anche se l’abitudine ai pagamenti in contante è ancora dura a morire.

Ma è un dato complessivo che lascia poco all’immaginazione e riguarda la spesa delle famiglie italiane che in questo momento è ai minimi storici: negli ultimi 10 anni è cresciuta solo del 4%, mentre quella per gli accessori elettronici è cresciuta del 141% e quella dei servizi telefonici addirittura del 351%

Comments are closed.