Incontro Consumatori-Zanonato, il tema “risorse” unisce e divide

Mercoledì, 3 luglio, le Associazioni dei consumatori aderenti al Cncu incontreranno il Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato per un primo confronto. Sono tante le questioni che verranno poste sul tavolo e, tra queste, c’è il tema delle risorse a disposizione delle Associazioni  per assicurate un’indipendenza delle attività a tutela del consumatore. Help Consumatori ha raccolto qualche proposta.

Una di queste, peraltro, è stata ripresa dal Corriere della Sera che ha dato risalto all’idea avanzata dal Presidente di Assoutenti Furio Truzzi di prevedere per i consumatori la possibilità di fidelizzarsi ad un’Associazione attraverso la formula di “un euro in bolletta” o sul canone Rai.

Quella di Truzzi, però, non è l’unica proposta che arriva dalle Associazioni, alcune delle quali stanno lavorando ad un documento congiunto da presentare al Ministro Zanonato mercoledì prossimo.

“Non condividiamo la proposta di Truzzi – commenta il Presidente del Movimento Difesa del Cittadino Antonio Longo – e lo abbiamo ripetutamente affermato in tutte le sedi, ogni qualvolta se ne è parlato. Anche se ovviamente il prelievo sulle bollette fosse volontario, le modalità di gestione del fondo sarebbero complicate dal punto di vista fiscale e amministrativo. Le Associazioni dovrebbero invece pretendere giustamente il rispetto della legge che destina ad iniziative a favore dei consumatori i proventi delle multe Antitrust, che ammontano a varie decine di milioni di euro ogni anno, e che sistematicamente vengono dirottate dai Ministri dell’economia pro-tempore in mille altre direzioni. Su 13 annualità, solo 6 volte è stata rispettata questa destinazione ai consumatori”. “Nelle scorse settimane – ha aggiunto Longo – come ultimo scippo, 10 milioni di euro destinati ai progetti regionali sono stati sottratti al Ministero dello sviluppo economico che stava per girarli alle Regioni. La difesa e l’utilizzo di questi fondi dovrebbe essere l’’impegno primario delle Associazioni e di questo parleremo al Ministro Zanonato nell’incontro del prossimo 3 luglio”.

Adoc, Adusbef, Federconsumatori, Legaconsumatori e Cittadinanzattiva smentiscono in modo categorico ogni ipotesi di ricarico di 1 euro a bolletta a danno delle famiglie e a vantaggio delle stesse Associazioni, da presentare al Ministro Zanonato. “Una proposta inaccettabile e improponibile, che andrebbe contro qualsiasi etica e contro i principi della tutela dei consumatori – scrivono le Associazioni – Nel suddetto incontro le Associazioni rimarcheranno piuttosto la necessità di ridurre il costo delle tariffe ed eventualmente una moratoria di un anno sulle stesse, di incrementare la qualità dei servizi offerti e una maggiore trasparenza e concorrenza tra le aziende erogatrici. Questi sono gli unici reali obiettivi delle Associazioni, soprattutto in questo difficile momento di crisi per le famiglie italiane.

Il Movimento Consumatori reagisce con stupore alla proposta avanzata da Truzzi. “Si tratta di un’idea incondivisibile e paradossale – dichiara Alessandro Mostaccio, segretario nazionale di MC – e da essa ci dissociamo con fermezza. MC ritiene che le Associazioni dei consumatori debbano meritarsi la fiducia e il sostegno dei cittadini conquistando sul campo la credibilità, come presidi di democrazia e di partecipazione. Tale risultato non può certo essere ricercato con la proposta di strumenti surrettizi e obliqui a carico dei consumatori, che per di più intervengano sulle bollette già infarcite di costi impropri e non trasparenti che da tempo stiamo combattendo”.

Il Codacons, invece, si dice favorevole alla proposta di un prelievo sulle bollette telefoniche per reperire fondi da destinare alle Associazioni dei consumatori, ma l’importo non deve essere superiore a 1 centesimo di euro a bolletta, così da non pesare sulle tasche delle famiglie. “Alle Associazioni dei consumatori sono stati tolti tutti i fondi e i finanziamenti, a partire dal ricavato delle multe inflitte dall’Antitrust, circostanza che ha ridotto il potere degli utenti e le possibilità di una efficace tutela in loro favore – spiega il Presidente del Codacons Carlo Rienzi – Non a caso le uniche associazioni contrarie ad un intervento sulle bollette sono quelle finanziate dai sindacati, che sperano così di realizzare un monopolio a danno delle organizzazioni indipendenti e non legate ad alcuna corporazione. Ben venga dunque un prelievo sulle bollette, purché non pesi sui consumatori già stremati dalla crisi”.

Massimiliano Dona, Segretario Generale dell’Unione Nazionale Consumatori ha un’altra proposta: “Credo che sia giunto il momento di valorizzare il ruolo delle Associazioni dei consumatori rendendole capaci di fare una vera azione di lobby. Giustamente questa possibilità è strettamente legata al tema delle risorse che sono indispensabili per portare avanti progetti e dossier sulla tutela del consumatore come anche campagne di educazione al consumo responsabile. Faccio solo un esempio: oggi si parla tanto di OGM ma, senza entrare nel merito, le notizie che circolano sono per la maggior parte assolutamente fallaci. Il consumatore che non riceve un’informazione adeguata rischia di rimanere sempre una vittima della moda o della pubblicità del momento. I fondi quindi sono necessari – precisa Dona – e non certo per un nostro arricchimento, ma per una questione di indipendenza, per non rischiare di aspettare che l’azienda di turno decida di finanziare questo o quel progetto”.

“Attualmente i fondi pubblici che ci arrivano sono episodici e comunque non credo che il finanziamento pubblico possa salvare il requisito di indipendenza. La mia proposta alternativa è questa: credo che il prelievo debba essere operato sugli investimenti pubblicitari. Ogni azienda che decide di fare un investimento pubblicitario deve destinare una quota fissa minima ad un fondo, magari gestito dal Ministero, dedicato all’educazione del consumatore. Si può pensare anche a più fondi divisi per settore, cosicché l’azienda di telecomunicazioni va ad alimentare il fondo sulle telecomunicazioni, e così via, per quei 5-6 temi principali: banche-assicurazioni, energia, food, e-commerce e trasporti. Mi piace più un meccanismo del genere, lo reputo più democratico e sono le aziende a pagare, non i consumatori”.

di Antonella Giordano

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