Sigarette elettroniche, non nei luoghi pubblici

Il Consiglio superiore di sanità ha dato parere favorevole a misure più restrittive nell’uso della sigaretta elettronica vietandone l’uso nei locali pubblici. In particolare, ha deciso che l’uso della sigaretta elettronica dovrà essere vietato nei luoghi pubblici. Nella riunione di oggi il Css, che è un organo consultivo tecnico-scientifico del Ministero della Salute, ha dato parere favorevole al divieto delle sigarette elettroniche nei bar, nei ristoranti e negli uffici. Il parere del Css anche se non vincolante avrà comunque effetti sulla decisione del governo che infatti aveva già preannunciato di voler intervenire sulla materia dopo la decisione del consiglio

A ragione della sua decisione, il Css ha sottolineato che “allo stato delle conoscenze, sufficienti evidenze per far rientrare le sigarette elettroniche tra i medicinali per funzione”. Il Consiglio Superiore di sanità segnala come opportuno che venga raccomandato che le sigarette non siano utilizzate dalle donne in gravidanza o in allattamento;  che ne venga vietato l’utilizzo nelle scuole (al fine di non esporre la popolazione scolastica a comportamenti che evocano il tabagismo); che venga regolamentata la pubblicità di tali dispositivi, al fine di evitare il rischio di induzione al tabagismo e che le ricariche abbiano la chiusura di sicurezza a prova di bambino.

Adesso tocca al Ministero cui il Css raccomanda di costituire un tavolo permanente ove far convogliare le diverse fonti di dati ed osservatori; di progettare iniziative informative sui potenziali pericoli legati all’uso di questi strumenti e di promuovere attività di ricerca e studio sui vari aspetti della problematica. L’Adoc, che sin da subito ha messo in guardia i consumatori sui possibili rischi associati all’uso indiscriminato dell’e-cig, si dice soddisfatta.

Tuttavia il dibattito tra favorevoli e contrari è ancora aperto perché tra i medici vi è chi non demonizza tout court le sigarette elettroniche. E’ il caso del prof. Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di oncologia medica dell’istituto Tumori di Aviano che ritiene “vada incoraggiato l’utilizzo delle sigarette elettroniche con nicotina (anche se senza sarebbe meglio) per coloro che non riescono a smettere di fumare e sono tanti, come succede per esempio in Gran Bretagna”.

Secondo il Professore “il vantaggio evidente ed immediato delle sigarette elettroniche è l’impatto altamente positivo che possono avere sui forti fumatori che per esempio da trenta sigarette al giorno possono passare alla metà o ad un terzo delle sigarette, certamente dannose alla loro salute (cancro e malattie cardiovascolari) proprio grazie all’utilizzo delle sigarette elettroniche sicuramente non cancerogene”.

“Attendere i risultati a lungo termine delle sigarette elettroniche è assurdo in presenza di vantaggi immediati per i forti fumatori che, se solo riducessero del 10-20% l’utilizzo delle sigarette cancerogene che fumano, ridurrebbero la mortalità di 8-16 mila morti l’anno sugli 80 mila che attualmente si verificano in correlazione con le sigarette tradizionali. Il fatto che con le sigarette elettroniche con nicotina non si smetta di fumare e si continui ad assumere nicotina è la stessa identica situazione che si verifica con i cerotti e i chewing gum alla nicotina. Il vantaggio delle sigarette elettroniche con nicotina rispetto agli altri dispositivi a base di nicotina è la gestualità che le rende molto più appetibili al forte fumatore e conseguentemente più efficaci per ridurre i danni sulla salute delle sigarette tradizionali”.

Scettico anche il Codici secondo cui si tratta di ‘puro accanimento’ motivo per cui diffida il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ad adottare la linea d’azione indicata dal Consiglio Superiore di Sanità: “Se il provvedimento sarà adottato, il Codici lo impugnerà. Sono assolutamente necessari studi scientifici che dimostrino con certezza gli effetti  delle sigarette elettroniche”.

Favorevole, invece, il Movimento Consumatori: “Siamo favorevoli a questa restrizione – spiega Alessandro Mostaccio, segretario generale di Movimento Consumatori –  fino a che non verranno effettuati studi scientifici che attestino che non ci sono rischi per la salute derivanti dall’utilizzo delle e-cigarettes. Nel frattempo, invitiamo i consumatori che usano le sigarette elettroniche a porre molta attenzione al momento dell’acquisto, visto che sul mercato si trovano prodotti scadenti e difettosi, spesso di origine cinese, che in alcuni casi possono esplodere provocando seri danni a chi li utilizza”.

Per avere maggiori garanzie sulla bontà del prodotto va valutata la presenza del marchio “CE” che indica che il prodotto è conforme a tutte le disposizioni comunitarie che prevedono il suo utilizzo, dalla progettazione, alla fabbricazione, all’immissione sul mercato, alla messa in servizio del prodotto fino allo smaltimento. Spesso i prodotti cinesi traggono in inganno perché hanno anch’essi il marchio CE che sta però per “China Export”. Come si distinguono allora i due marchi? Quello europeo ha più spazio tra le lettere. Le due lettere sono ricavate da due cerchi, come si può vedere dall’immagine allegata. Basta quindi verificare che fra la C e la E ci sia almeno la metà della larghezza della C. La C e la E di China Export sono invece più vicine. Attenzione quindi a questi particolari per essere sicuri di acquistare un prodotto conforme alle disposizioni comunitarie.

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