Arsenico nell’acqua, Ministro Balduzzi sollecita Regione Lazio

L’emergenza dei livelli troppo elevati di arsenico nell’acqua potabile continua ad occupare (per fortuna) la cronaca quotidiana. E’ passata ormai una settimana dalla scadenza dell’ultima deroga alla legge 31/2001 che fissa i limiti di concentrazione di arsenico e fluoro nell’acqua potabile. Dal 2001 diverse Regioni italiane hanno chiesto e ottenuto deroghe alla legge: l’ultima prevedeva, come parte integrante della richiesta, un rigoroso cronoprogramma per il rientro delle acque nei parametri di conformità entro il 31 dicembre 2012. Questo non è stato realizzato e il problema principale riguarda una cinquantina di Comuni del Lazio (soprattutto in Provincia di Roma e Viterbo).

Il Ministero della Salute si mobilita per evitare l’ennesima multa da Bruxelles (oltre che per garantire la salute dei cittadini) e scarica in toto la responsabilità sulla Regione. Il Ministro Renato Balduzzi fa sapere che, soprattutto negli ultimi sei mesi, ha più volte sollecitato la Regione ad adottare con urgenza ogni misura per far fronte ai disagi della popolazione e ad occuparsi della vicenda in vista della scadenza dei provvedimenti di deroga.

Ma le note scritte del Ministero non hanno avuto una risposta pienamente rassicurante sulle iniziative intraprese. Anche dopo il pesante parere del Consiglio Superiore della Sanità del 19 dicembre scorso, il Ministero ha richiamato la Regione Lazio, chiedendole di adottare gli interventi necessari per garantire livelli conformi di arsenico nell’acqua potabile, rispettando l’obbligo di fornire alla popolazione interessata informazioni esaustive sull’acqua erogata, in particolare sulle limitazioni d’uso e sulle precauzioni da adottare per quella che supera i limiti imposti. Il 20 dicembre ha ribadito alla Regione Lazio l’urgenza di adottare piani di emergenza per garantire la fornitura d’acqua alla popolazione dopo la scadenza degli ultimi provvedimenti di deroga. Ad oggi la situazione non è ancora cambiata.

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