Farmaci per epilessia non sostituibili a carico dei pazienti, Cittadinanzattiva protesta

Le Regioni rispettino le raccomandazioni dell’Aifa sui farmaci epilettici non sostituibili e non facciano pagare ai pazienti la differenza di prezzo. Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato ha inviato oggi una lettera al Ministro della Salute e alle Regioni perché sia rispettato il diritto dei cittadini con attacchi epilettici a reperire i farmaci Topamax e Keppra senza aggravio di costi, così come aveva raccomandato l’Agenzia Italiana del Farmaco. Da qualche settimana infatti, nonostante la dicitura “non sostituibile” scritta in ricetta dal medico, le farmacie di Campania, Lazio, Piemonte, Sicilia, Abruzzo e Liguria consegnano ai pazienti cronici già in terapia i due prodotti, chiedendo però la relativa differenza di prezzo con i farmaci equivalenti. Il risultato è che ogni paziente è tenuto a pagare circa 50 euro di differenza a confezione, con un carico di qualche centinaio di euro al mese.

La questione è esplosa da settembre, quando l’Aifa ha inserito nelle liste di trasparenza, che permettono di usare il corrispettivo generico, le specialità medicinali contenenti Levetiracetam e Topiramato, alla base dei farmaci antiepilettici. Allo stesso tempo però l’Aifa ha diramato una raccomandazione in cui ribadisce la non sostituibilità del farmaco per i pazienti che rispondono bene alla terapia che già seguono. Non è opportuno, insomma, cambiare medicinale e passare all’equivalente se il brand funziona.

Come si legge espressamente nella comunicazione dell’Agenzia del farmaco, “per i pazienti epilettici in trattamento, che risultano completamente controllati dalla terapia farmacologica, si raccomanda la non sostituibilità del farmaco assunto, indipendentemente dal fatto che sia brand o equivalente”. A seguire: “Per i pazienti epilettici che non risultano completamente controllati dalla terapia farmacologica ma che, a giudizio del medico curante, abbiano avuto significativi miglioramenti in termini di frequenza o tipologia delle crisi (eliminazione della perdita di coscienza, delle crisi di caduta, ad es), si raccomanda la non sostituibilità del farmaco assunto”.

Allo stesso tempo, l’Agenzia ha raccomandato di non far pagare ai pazienti la differenza di prezzo: “Per le criticità elencate e nel prevalente interesse della salute del paziente, Aifa raccomanda, nei casi in cui il medico decida la non sostituibilità del farmaco prescritto, che le autorità sanitarie territoriali non pongano a carico dell’assistito la differenza fra il prezzo più basso ed il prezzo del farmaco previsto”. Parole al vento, secondo quanto emerge da diverse denunce e dalla stessa presa di posizione di Cittadinanzattiva, tanto che la differenza di prezzo è finita invece proprio a carico delle tasche dei pazienti. Il tutto, aggravato dal fatto che ci sono differenze territoriali e regionali e la spesa effettiva dipende da dove si abita. Ad esempio, la Provincia Autonoma di Bolzano ha deciso che, fino a tutto il 2012, i farmaci saranno distribuiti presso le farmacie ospedaliere senza nessun onere per gli assistiti.

Altre Regioni invece fanno pagare. Cittadinanzattiva stima che siano mezzo milione le persone in Italia che soffrono di attacchi epilettici e chiede il rispetto della raccomandazione Aifa da parte di tutti. “Chiediamo che venga immediatamente rispettata da tutte le Regioni la raccomandazione dell’Aifa, che, in seguito alla nuova normativa sulla prescrizione dei farmaci, ha ribadito che ‘per i pazienti già in trattamento si raccomanda la non sostituibilità del farmaco assunto indipendentemente che sia brand o equivalente’”.

“In considerazione di questa evidente disparità fra persone che vivono nello stesso Paese e soffrono degli stessi disturbi –  ha detto Giuseppe Scaramuzza, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato – chiediamo un urgente intervento del Ministero per garantire l’uniformità di trattamento anche a chi risiede in regioni obbligate ai piani di rientro sanitario o in regioni che, comunque, non riconoscono i diritti dei pazienti. In caso contrario, avvieremo tutte le forme di tutela a sostegno delle persone che in queste settimane vivono queste gravi ingiustizie”.

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