Benzina, ancora aumenti e sconti alle spalle. Cgia Mestre: tasse più alte d’Europa

Dopo l’ultimo weekend di sconti in cui tanti distributori sono stati letteralmente presi d’assalto, si torna alla dura realtà. Un brusco risveglio per gli automobilisti che, oltre ad aver finito le ferie, devono fare i conti con i prezzi dei carburanti che continuano ad aumentare; e non resta neanche la possibilità di aspettare il finesettimana per risparmiare qualche euro sul pieno. Oggi le prime a mettere mano ai listini sono Esso e Tamoil. Intanto la Cgia di Mestre lancia allarme: in Italia abbiamo le tasse più altre d’Europa sia su benzina sia su gasolio. 

Secondo la consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, la Tamoil ha aumentato di 2 centesimi il prezzo di benzina e gasolio, con la verde a 1,969 euro/litro e il diesel a 1,859 euro/litro; Esso ha ritoccato il prezzo della benzina (+0,5 cent), che arriva a 1,967 euro/litro, e quello del gasolio (+0,2 cent) che tocca 1,848 euro/litro.

Non scendono i picchi registrati in alcune Regioni del Nord Italia, la settimana scorsa: un litro di benzina è arrivato a costare 2,019 euro e un litro di diesel 1.853.

Secondo il monitoraggio di Quotidiano Energia il prezzo medio praticato della benzina in modalità “servito” va oggi dall’1,924 euro/litro di Esso all’1,931 di TotalErg e IP (no-logo a 1,824). Per il diesel si passa dall’1,808 euro/litro di Tamoil all’1,815 di TotalErg e Q8 (no-logo a 1,703). Il Gpl è tra 0,750 euro/litro di Esso ed Eni e 0,771 di Shell (no-logo a 0,773).

Purtroppo i prezzi salgono anche sulle no logo per il doppio effetto dell’aumento delle quotazioni internazionali (specie benzina) e del ritorno ai prezzi da settimana lavorativa.

La guerra degli sconti è ormai alle spalle e possiamo solo ricordare che pesso i ditributori Eni iperself si poteva fare benzina, pagandola 1,750 euro a litro e il diesel 1,650. Chissà se il Cane a sei zampe porterà avanti qualche altra iniziativa a favore degli automobilisti, anche in autunno. 

L’Adoc rilancia l’appello ad Eni a continuare gli sconti almeno fino a fine anno: “L’Eni non può andare in ferie, chiediamo che gli sconti sui carburanti continuino  fino a fine anno – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – dando così un segnale forte al Paese, alle famiglie, ai consumatori e alle imprese, garantendoli dai rialzi dei listini. Le famiglie italiane  sono diventate le più colpite in Europa dai rincari della verde anche durante le vacanze. La situazione nel settore non si è tranquillizzata, pertanto la promozione dovrebbe andare avanti, affinché i prezzi si calmierino, assestandosi. Ad oggi, per un anno di rifornimenti, si spendono circa 3500 euro per automobilista, ben il 12% in più della media europea. Una situazione non più tollerabile, non più gestibile.”

La Coldiretti parla di un aggravio dei costi di quasi 150 milioni di euro nell’ultimo anno per il settore agricolo, che subisce maggiormente il rincaro dei carburanti. Tutto questo condiziona la competitività delle imprese e la ripresa economica del Paese. “A subire gli effetti del record nei prezzi del gasolio – continua la Coldiretti – è l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica incidono dal 30 al 35% per frutta e verdura e assorbono in media un quarto del fatturato delle imprese agroalimentari. La continua crescita dei costi di trasporto e degli altri costi logistici – conclude la Coldiretti – mette a rischio la competitività delle imprese Made in Italy e che va affrontata con interventi strutturali in un Paese dove l’88% delle merci viaggia su strada”.

Intanto dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre giunge un allarme: sulla benzina e sul gasolio abbiamo le tasse più alte d’Europa e questo record fa sì che gli italiani pagano il prezzo più alto per fare il pieno alla propria auto.  E’ emerso dal confronto tra il prezzo alla pompa e il peso della tassazione di benzina e gasolio per autotrazione dei Paesi appartenenti all’area dell’euro.

I dati emersi dalla comparazione, riferiti alla fine di luglio di quest’anno, sono incontrovertibili: su ogni litro di benzina verde, il peso delle tasse raggiunto in Italia è di 1,033 euro, pari al 58,1% del prezzo alla pompa. A seguire l’Italia sono l’Olanda, con 1,016 euro di imposte su ogni litro, e la Grecia, con 1,008 euro/litro. Anche rispetto al diesel il nostro Paese è in testa con 0,905 euro/litro di tasse, pari al 53,8% del prezzo alla pompa. Subito dopo ci sono Irlanda, con 0,791 euro/litro, e Finlandia, dove su ogni litro di gasolio le tasse pesano per 0,749 euro.

“E’ vero – esordisce il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi – che abbiamo ancora un sistema distributivo troppo parcellizzato ed un numero di stazioni di servizio self service al di sotto della media europea, tuttavia è indubbio che registriamo il prezzo del carburante più caro d’Europa perché il peso delle tasse ha raggiunto in Italia un livello record non riscontrabile altrove. In buona sostanza, quando facciamo il pieno alla nostra autovettura a  guadagnarci di più non sono le compagnie petrolifere o i gestori delle aree di servizio, bensì lo Stato”. “Tenuto conto che il 90% delle nostre merci viaggia su strada – prosegue Bortolussi – non è da escludere che nel prossimo autunno ci ritroveremo con un aumento significativo dei prezzi dei principali beni di consumo. Inoltre – conclude Bortolussi – l’ aumento del gasolio avvenuto in queste ultime settimane è un vero e proprio salasso che  sta mettendo in ginocchio tantissimi autotrasportatori italiani. Se a questa situazione si aggiunge il rincaro delle polizze assicurative registrato in questi ultimi anni, la concorrenza sleale praticata dai vettori provenienti dall’Est Europa e il ritardo con cui vengono pagati i trasportatori italiani, con tempi medi che oscillano tra i 180 e i 240 giorni, lo scenario per i nostri camionisti si fa sempre più preoccupante”.

 

 

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