“Convertendo” BPM, c’è la conciliazione

Buone notizie per i consumatori che avevano aderito al prestito obbligazionario “Convertendo 2009/2013-6,75%”, codice ISIN IT0004504046 di Banca Popolare di Milano. Adiconsum, Adoc e Federconsumatori  hanno, infatti, sottoscritto un accordo di conciliazione paritetica che si sta rivelando “sempre più uno strumento utile e flessibile per risolvere le più disparate controversie tra imprese e consumatori” come ha spiegato Pietro giordano, segretario generale Adiconsum. La sua forza – prosegue Giordano – è nella gratuità, nella semplicità della procedura, nella velocità dei tempi di definizione della controversia e soprattutto dell’erogazione del rimborso pattuito. La conciliazione paritetica ha poi anche il merito di ridurre in maniera significativa l’intasamento dei tribunali. “Un accordo sicuramente positivo, riteniamo sia stato strategico in tal senso il ruolo dell’Adoc e dalle altre Associazioni dei consumatori firmatarie – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – un ruolo ancor più strategico se lo guardiamo nell’ottica dell’intero comparto economico. Come Adoc crediamo le Associazioni dei consumatori debbano assumere un atteggiamento più rivolto verso la conciliazione, piuttosto che ad altri mezzi che non garantiscono completamente i diritti e gli interessi dei consumatori. Crediamo che la cura migliore sia proprio la prevenzione”.

Per accedere alla procedura per il prestito “Convertendo” di BPM basta contattare una delle associazioni firmatarie: le domande potranno essere presentate a partire dal 1° ottobre 2012 fino ad aprile 2013.

Riepiloghiamo la vicenda “Convertendo”: a giugno del 2009 la Banca Popolare di Milano emette un’obbligazione convertendo 2009/2013 (codice Isin IT0004504046). In pratica si tratta di un bond che, alla sua scadenza, non prevede il rimborso in contanti ma in azioni Bpm. Non si tratta, perciò, di comprare una “tranquilla” obbligazione, ma di un vero e proprio acquisto di azioni, seppure “in differita”, cioè alla scadenza dei bond. A novembre 2011, la banca decide di ristrutturarlo anticipandone la scadenza a dicembre 2011 e cambiando allo stesso tempo il prezzo di conversione.

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