Fatturazione a 28 giorni, Agcom sanziona operatori di telefonia

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha sanzionato col massimo di legge – pari a 1,16 milioni di euro per ogni operatore – le società di telecomunicazione per il mancato rispetto dell’obbligo di cadenza mensile delle fatturazioni. Le bollette a 28 giorni, insomma, fruttano agli operatori di telefonia la sanzione dell’Agcom, che a metà settembre aveva contestato loro di non aver rispettato una precedente delibera che chiedeva fatturazioni su base mensile o su multipli del mese.

Nella riunione del 20 dicembre, informa una nota stampa, il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, presieduto da Angelo Marcello Cardani, “ha deliberato – su proposta del relatore Francesco Posteraro  – di irrogare agli operatori, TIM, Vodafone, Wind Tre e Fastweb, la sanzione massima prevista dalla legge per la mancata osservanza della propria delibera in materia di cadenza di rinnovo delle offerte e di fatturazione dei servizi, relativamente alla telefonia fissa e alle offerte convergenti fisso-mobile”. L’Autorità ha inoltre emanato apposite linee guida concernenti la propria attività di vigilanza dell’attuazione, da parte degli operatori, delle disposizioni recate in questa materia dal decreto legge n.148 del 2017.

“E’ stato scongiurato il possibile aumento dell’1,38% che avevamo denunciato nei giorni scorsi, avendo alcune compagnie fatto trapelare l’intenzione di voler applicare il mese come quello contabile di 30 giorni, facendo così pagare ai consumatori 5 giorni in più”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Avevamo chiesto all’Agcom, con un esposto, di intervenire con un’interpretazione chiara sul concetto di mese solare, cosa avvenuta ieri. Ora non ci potranno essere trucchetti”.

“L’Agcom stessa ipotizza ora la possibilità di aumenti tariffari. Sia chiaro, però, che se ci sarà un aumento generalizzato delle tariffe dell’8,63%, o similari, seguirà un immediato esposto all’Antitrust, dato che si vanificherebbe nei fatti la possibilità garantita per legge ai consumatori e ribadita ieri dalle stesse linee guida dell’Autorità delle Comunicazioni, di poter esercitare il diritto di recesso senza penali né costi di disattivazione”, conclude Dona.

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