Google Street View, Garante Privacy: maxi multa da 1 mln di euro

Un milione di euro di multa a Google per violazione della privacy attraverso il servizio Google Street View, che permette di avere immagini panoramiche dettagliatissime a livello stradale. La sanzione è stata decisa dal Garante Privacy lo scorso dicembre ma è rimasta praticamente sotto silenzio fino ad oggi, quando il Corriere dello Sport ha “scovato” online il provvedimento, datato 18 dicembre 2013. L’accusa contestata all’azienda è quella di aver violato il Codice della Privacy attraverso il servizio Google Street View.

Nell’ordinanza di ingiunzione il Garante privacy ha contestato a Google la violazione delle norme del Codice della Privacy “concernente l’inidoneità dell’informativa resa agli interessati con riferimento ad una banca dati di particolari dimensioni in occasione della raccolta di dati effettuata dalla società mediante le cosiddette Google cars nell’ambito del servizio denominato Street View”. Il servizio, come è noto, rappresenta un’evoluzione di Google Maps che permette di esplorare le strade di una città attraverso fotografie panoramiche scattate al livello della strada. Volti e targhe delle automobili sono oscurati ma questo non impedisce, in realtà, di riconoscere vetture o di ritrovarsi immortalati per lungo tempo nelle fotografie scattate in strada.

Secondo quanto afferma il Garante Privacy, Google “ha effettuato illecitamente il trattamento di dati personali degli interessati in quanto ha reso loro una informativa che risulta non idonea”. Vengono inoltre richiamate, nell’ordinanza, le “peculiari caratteristiche delle fotografie scattate da Google Inc., che, oltre ad essere oggetto di diffusione online per un considerevole periodo di tempo, possono essere ingrandite per consentire all’utente una visualizzazione dettagliata delle stesse” nonché “le numerose segnalazioni pervenute a questa Autorità, relative proprio all’acquisizione di immagini da parte della società che, nel fotografare i luoghi, ha ripreso anche soggetti identificabili che non desideravano comparire sulle fotografie pubblicate online da Google”.

Per determinare l’entità del danno, il Garante argomenta che “la violazione in esame è relativa a trattamenti che riguardano una considerevole quantità di dati personali di utenti e di altre persone acquisiti su porzioni rilevanti dell’intero territorio nazionale, destinati alla successiva diffusione sul web”. Inoltre, si legge nel documento, “l’elemento soggettivo della colpa relativo alla violazione in questione assume caratteri di maggiore gravità in relazione alla circostanza che ad un’azienda come Google, che fonda la propria attività economica prevalentemente sul trattamento dei dati e che costituisce uno dei principali fornitori mondiali di servizi della società dell’informazione, è richiesta la massima attenzione e diligenza negli adempimenti in tema di protezione dei dati personali, anche in funzione del potenziale rilevante impatto di eventuali violazioni”.

L’Autorità riconosce la collaborazione prestata dall’azienda nel corso del tempo e stabilisce che, per commisurare l’importo della sanzione alla capacità economica di Google, vanno considerati i dati relativi al bilancio dell’azienda, certamente ingente, tanto che Google “nell’anno 2012 ha registrato un fatturato consolidato pari a oltre 50 miliardi di dollari, con un corrispondente utile consolidato pari a oltre 10,7 miliardi di dollari, come rilevabile dal bilancio dell’azienda relativo all’anno fiscale concluso il 31 dicembre 2012”. Da qui l’ordine a Google Inc. di pagare un milione di euro a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria.

La sanzione è stata pagata qualche settimana fa, ha reso noto il Garante Privacy, che in una nota ha ripercorso i dettagli del procedimento: “Google ha pagato una sanzione di 1 milione di euro applicata dal Garante privacy per il servizio Street View. I fatti contestati risalgono al 2010 quando le auto del colosso di Mountain View percorrevano le strade italiane senza essere perfettamente riconoscibili e non consentendo, in tal modo, alle persone presenti nei luoghi percorsi dalle “Google Cars” di decidere se sottrarsi o meno alla “cattura” delle immagini. Numerose erano state le segnalazioni all’Autorità da parte di persone che non desideravano comparire nelle foto pubblicate on line (che, peraltro, permangono in rete per un tempo considerevole e possono essere ingrandite)”. Il Garante aveva dunque prescritto alla società di rendere le “Google cars” facilmente individuabili, attraverso cartelli o adesivi ben visibili, di pubblicare sul proprio sito web, tre giorni prima dell’inizio delle riprese, le località visitate dalle vetture di Street View, stabilendo che per le grandi città è necessario indicare i quartieri in cui circolano le vetture. Analogo avviso doveva essere pubblicato da Google sulle pagine di cronaca locale di almeno due quotidiani e diffuso per mezzo di un’emittente radiofonica locale per ogni regione visitata. “Le misure sono state tempestivamente adottate da Google”, aggiunge il Garante, che alla fine del procedimento sanzionatorio ha applicato la sanzione pagata da Google qualche settimana fa.

Un commento a “Google Street View, Garante Privacy: maxi multa da 1 mln di euro”

  1. anonimo ha detto:

    ora si dovrebbe fare qualcosa per facebook, cioè la nostra privacy dovrebbe essere garantita mettendo nuove regole la foto del profilo visibile solo agli amici, ricerca degli utenti per mail e non per nome, il nome non deve apparire per intero a chi non è nostro amico.