Mussari: “Crisi di fiducia, si esce con più Europa”

La crisi che stiamo vivendo oggi è una crisi di fiducia nei confronti dell’Europa come entità politica ed economica, non è semplicemente la sommatoria delle difficoltà di alcuni dei suoi paesi membri. Per questo la risposta deve essere politica, europea ed unitaria, nel senso di un’univoca scelta federale. Ci si salva solo con più Europa. Non c’è alternativa credibile e di progresso – economico, sociale e civile, all’Euro. Così Giuseppe Mussari, presidente Abi, nella 52° Relazione Annuale aperta dalle note dell’Inno di Mameli. Nella sua introduzione il Presidente non poteva non soffermarsi sullo stato attuale dell’economia italiana, un’economia in crisi che definisce in ‘recessione’.Parola, tra l’altro, utilizzata anche nella Relazione, a maggio, del Governatore di Banca d’Italia, Ignazio Visco con il quale condivide anche l’appello alla crescita. “Occorre perseguire all’unisono stabilità, crescita ed equità” ha sottolineato Mussari spiegando che “si tratta di una sfida  inedita che impone l’assunzione di nuove responsabilità da parte delle parti sociali che dovranno sapere coniugare l’interesse dei rappresentanti con l’interesse generale del Paese”.

Problema dei problemi in un’Italia che fa fatica ad uscire dalla crisi anche se “ha realizzato profonde e positive riforme”, è lo spread: “Spread alto significa meno credito, credito più caro e in definitiva meno crescita”. Ma, lo spread si combatte con rigore, crescita e cooperazione. Più Europa, dunque: “L’Italia ce la farebbe comunque, ma i costi sociali diventerebbero talmente alti da risultare profondamente ingiusti. L’Europa è nata per non consentire che tali ingiustizie possano determinarsi” ha detto Mussari che ha affrontato anche la questione relativa al rapporto tra imprese bancarie e altre imprese. Il Presidente non ha incassato le critiche relative al mancato finanziamento alle imprese sostenendo che “le imprese bancarie e quelle non bancarie sono dentro la medesima barca”. “Credo” ha aggiunto “che negli ultimi tempi abbiamo fatto importanti passi in avanti per comprendere le ragioni comuni e le ragioni dell’altro”. Questa affermazione non è condivisa da Federconsumatori secondo cui “non si stia facendo a sufficienza per le famiglie e le imprese nel nostro Paese”.

Anche il Governatore Visco e il Premier Mario Monti, intervenuti nel corso dell’Assemblea, hanno puntato l’attenzione sulla crescita del Paese che non può essere più rimandata. Su questo punto Monti ha rassicurato: “Ci vorrà più tempo per la cosa più importante, quella a cui gli italiani tengono di più: gli effetti del lavoro del risanamento portato avanti dal Governo sulla crescita e sull’occupazione che pure ci saranno”. Visco, invece, dopo aver ribadito che l’Italia è in recessione si è soffermato sullo spread sostenendo che  “la differenza tra i rendimenti dei titoli pubblici italiani e tedeschi è di gran lunga superiore a quanto sarebbe giustificato dai fondamentali della nostra economia. Riflette generali timori di rottura dell’unione monetaria: un’ipotesi remota, che sta però condizionando le scelte degli investitori internazionali”.

I dati salienti emersi dalla Relazione sulle attività svolte dall’Abi nel 2011/2012: I finanziamenti alle famiglie hanno manifestato un rallentamento: +1,6% la variazione annua a fine aprile 2012 da +7,9% di aprile 2012. In decelerazione è risultata la dinamica dei mutui per l’acquisto di abitazioni (2,5% ad aprile 2012, 7,6% un anno prima) mentre il credito al consumo ha segnato un incremento annuo di +0,1% (+1,5% un anno prima).

Nell’ultimo anno si è ridotto il costo dei servizi bancari in Italia: l’indice dei prezzi dei servizi finanziari monitorato dall’Istat segnala, per il mese di maggio 2012, una contrazione su base annua di -2,2%. Inoltre, in media nel 2011, il costo dei conti correnti bancari di deposito rilevato dalla banca d’Italia e stato di 105,8 euro in diminuzione di 4,4 euro rispetto a quanto rilevato nel 2010.

Il Presidente Mussari ha dedicato ampio spazio al rapporto banche-clienti: “Siamo ben consci che la fiducia che i nostri clienti ripongono nelle nostre imprese è il patrimonio più prezioso da preservare e aumentare e che episodi anche marginali possono compromettere per anni la reputazione del settore. Per questo motivo siamo impegnati a promuovere la massima correttezza dei comportamenti. Il lavoro svolto da questi anni lo dimostra”. Il Presidente si è detto molto “legato al tavolo sulla trasparenza semplice: aver voluto riprendere in mano il nostro rapporto negoziale, aver riscritto le basi dello stesso per cio’ che concerne mutuo e conto corrente, rappresenta a mio parere, la frontiera più avanzata. Abbiamo con questo lavoro eliminato quella sperequazione determinata dalle dimensioni e dalle capacità che, di fatto, per nostra responsabilità primaria ci ha sottratto la piena autonomia negoziale”.

Al termine dell’Assemblea si è riunito il Consiglio dell’ABI che ha eletto Giuseppe Mussari all’unanimità Presidente dell’Associazione per il prossimo biennio.  Il Consiglio ha anche eletto cinque Vicepresidenti e il nuovo Comitato esecutivo. I Vicepresidenti sono: Camillo Venesio con funzioni vicarie (Amministratore delegato e Direttore generale Banca del Piemonte), Giovanni Berneschi (Presidente Banca Carige), Francesco Micheli (Presidente Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo), Mario Sarcinelli (Presidente Dexia Crediop), Emilio Zanetti (Presidente Consiglio di Gestione Ubi Banca). L’Assemblea dell’ABI ha anche nominato Presidente onorario Corrado FAISSOLA (Presidente del Consiglio di Sorveglianza Unione di Banche Italiane).

di Valentina Corvino

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