Pensioni, quattordicesime da restituire e potere d’acquisto da tutelare

I pensionati sono stati i primi a pagare questa pesante crisi che stiamo attraversando. Si è cominciato a fare i conti proprio da loro, con la riforma Fornero, ed ora c’è anche qualcuno (circa 200.000 pensionati) che dovrà restituire la quattordicesima indebitamente percepita nel 2009. La notizia circola da qualche giorno ed oggi è stata confermata dal Presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua che è intervenuto al programma “Prima di tutto” su Rai Radio Uno. Mastrapasqua ha spiegato che sono stati riscontrati tanti errori nelle autodichiarazioni presentate in quel periodo.

La legge 127 del 2007 prevede la quattordicesima per tutti i pensionati che hanno più di 64 anni di età e un reddito annuo non superiore agli 8.650 euro. Per ottenerla è necessario esibire la dichiarazione dei redditi, ma sembra che molti pensionati abbiano commesso errosi nella denuncia. Di questi ci si è accorti soltanto nel momento in cui l’Agenzia delle entrate ha ricevuto i modelli Unico riguardanti l’anno in questione. 

L’Inps si incontrerà con i rappresentanti delle categorie per trovare il modo migliore di effettuare le trattenute cercando di salvaguardare le fasce più deboli. Gli importi da restituire variano, a seconda degli anni di contribuzione, da un minimo di 336 euro a un massimo di 504. 

Sulla vicenda il senatore dell’Idv e Presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, ha presentato un’interrogazione insieme alla senatrice Giuliana Carlino e al senatore Alfonso Mascitelli. “È un’ingiustizia, un altro pasticcio di un Paese che difende le pensioni d’oro o i 25 incarichi di Mastrapasqua (presidente dell’Inps) e bastona chi supera, anche di poco, la soglia minima – ha detto Lannutti – Il governo, che fino adesso ha infierito solo sulle fasce più deboli, si adoperi immediatamente per fermare questa ennesima vergogna”. L’interrogazione chiede al Governo se sia legittima la procedura adottata dall’Inps per la recuperabilità di tale credito e se nell’operazione di recupero l’Inps può intaccare il trattamento minimo.  “Chi ha sbagliato, paghi. E a sbagliare non sono stati certo i pensionati, che non riescono neanche ad arrivare a fine mese”.

Intanto la Fipac, l’organizzazione dei pensionati della Confesercenti, ha inviato oggi una lettera al Ministro del Welfare Elsa Fornero per chiedere con urgenza un piano di interventi a tutela del potere d’acquisto di quest’ampia fascia di popolazione.

“E’ un dato di fatto: i pensionati rappresentano ormai una componente significativa della fascia di povertà della popolazione italiana. E su questa si scaricheranno indiscriminatamente e nell’immediato i rincari, previsti in centinaia e migliaia di euro/anno, posizionati soprattutto sui generi alimentari, i servizi e le utenze, ovvero sui consumi insopprimibili”. E’ quanto sottolinea nella lettera Massimo Vivoli, vice presidente vicario della Confesercenti e presidente della Fipac. “I pensionati hanno fronteggiato l’emergenza con sacrifici oltre l’umanamente possibile, ma non possono più andare oltre. E invece sono costretti a leggere, ad esempio, che i 550 milioni destinati nel 2009 alle Politiche sociali sono calati a poco più di 200 nel 2011 e addirittura a 10,7 (da ripartire tra tutte le Regioni) per il 2012”.

Ecco alcuni interventi suggeriti dalla Fipaci: la riduzione della pressione fiscale sui redditi fissi, a cominciare dalla detassazione delle tredicesime; l’introduzione del quoziente familiare a correzione delle attuali disuguaglianze fiscali e di servizio tra famiglie a pari reddito; l’aumento dei limiti di esonero fiscale per i redditi da pensione; l’aumento permanente dell’ammontare degli assegni assistenziali e delle maggiorazioni sociali fino ad un effettivo livello di sopravvivenza; l’ampliamento del numero dei beneficiari della “Social Card”(carta acquisti); l’aumento dei valori ISEE e dei redditi complessivi; maggiori agevolazioni sull’IMU prima casa per i redditi medio-bassi; l’implementazione dei servizi sociali, con particolare riguardo al rifinanziamento del fondo nazionale per la  non autosufficienza e di quello per le politiche sociali.

L’urgenza invocata per alcune di queste richieste – sottolinea il presidente della Fipac nella lettera al Ministro – ha origine dalla considerazione che i molti provvedimenti varati ed emananti dall’attuale Governo per risollevare la situazione economica produrranno effetti in tempi non immediati, quindi non compatibili con le situazioni che denunciamo. Le centinaia di provvedimenti attuativi da emanare in proposito possono costituire un rischio concreto di dilatazione dei tempi e di possibile distorsione dei risultati attesi”.

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