Procreazione assistita: diminuiscono i bambini nati vivi

Il Ministero della salute ha trasmesso al Parlamento la Relazione sullo stato di attuazione della Legge 40/2004 che regola la Procreazione Medicalmente Assistita (Pma): nel 2011, aumentano le coppie trattate, i cicli iniziati e le gravidanze ottenute ma diminuisce complessivamente il numero dei bambini nati vivi. Nel 2010 sono stati 12.506 mentre nel 2011, solo 11.933. Aumenta l’età media delle donne che si sottopongono a questi trattamenti: 36.5 anni nel 2011, 36.3 nel 2010. Il 30.5% dei cicli a fresco è su donne con 40 o più anni.“Una migliore definizione e prevenzione primaria delle cause di infertilità, una diagnosi adeguata, e l’informazione corretta alle donne e alle coppie che accedono alle tecniche di procreazione assistita, a partire dai giovani, insieme allo sviluppo della ricerca scientifica, sono obiettivi che continuiamo a perseguire a vantaggio della salute delle donne” ha spiegato il ministro Beatrice Lorenzin nella relazione introduttiva del documento.

In particolare il calo si è registrato per le tecniche in cui non vengono utilizzati gameti e/o embrioni già crioconservati. Rispetto al 2010, nonostante un incremento dei cicli del 6.5% si registra in questo caso anche un calo delle percentuali di gravidanze (- 1.4%) insieme a una diminuzione consistente dei bambini nati vivi (-5.9% corrispondente a 552 nati in meno). La diminuzione delle percentuali di gravidanza è maggiore per le donne più giovani.

E’ in diminuzione il ricorso alla tecnica di scongelamento degli ovociti e in aumento quella relativa agli embrioni.  Aumenta il numero di embrioni crioconservati: sono 18.798 nel 2011, erano 16.280 nel 2010, 7337 nel 2009 e 763 nel 2008 (periodo antecedente alla modifica della legge 40 mediante la sentenza della Corte Costituzionale che ha abolito il numero massimo di tre embrioni da trasferirsi in un unico e contemporaneo impianto).

Diminuiscono i parti trigemini (1.4%), attestandosi sui valori di media europea (1.0%) con  una consistente variabilità fra i centri. Sensibilmente inferiore alla media europea la percentuale di complicanze per iperstimolazione ovarica.

In merito alla diminuzione di gravidanze e nati il Ministero intende esaminare i dati già disponibili riferiti ai singoli centri Pma per verificare più analiticamente gli andamenti nazionali e  poter avviare poi le iniziative più opportune  per garantire alle coppie, e in particolare alle donne che accedono alla Pma, la massima trasparenza delle informazioni disponibili insieme alla massima appropriatezza degli interventi offerti.

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