Vueling multata dall’Antitrust per supplementi carta di credito

La compagnia aerea Vueling è stata multata per 70.000 euro dall’Antitrust per pratica commerciale scorretta. La scorrettezza riguarda l’indicazione dell’onere aggiuntivo, legato al pagamento con carta di credito, che viene esplicitato solo alla fine del processo di prenotazione online sul sito internet in italiano (www.ticketes.vueling.com/IT/). La compagnia quindi non indica in modo chiaro, immediato e completo, il prezzo totale dei biglietti aerei offerti.

Nonostante, infatti, si tratti di un costo di rilevante entità rispetto al prezzo del biglietto stesso, viene richiesto solo al termine del processo di prenotazione on line, in funzione della carta di credito utilizzata per il pagamento della transazione. In particolare un consumatore ha segnalato all’Antitrust la richiesta di un costo aggiuntivo di ben 9,5 euro di cui il cliente sarebbe avvertito solo al momento di effettuare la scelta tra le carte di credito/debito o Pay Pal accettate dalla compagnia aerea per il pagamento.

Sulla base dei dati forniti dalla società, l’applicazione del supplemento carta di credito ha generato, nel periodo settembre 2007 – maggio 2011, un ricavo di oltre 2.000.000-6.000.000 di euro.

Verifiche da parte dell’Autorità hanno confermato il fatto che l’informazione sull’esistenza, l’importo e la natura del supplemento applicato per effettuare la prenotazione online viene fornita solo alla fine del processo. Anche i prezzi dei biglietti aerei offerti in promozione sulla home page del sito sono riportati al netto dell’importo del supplemento carta di credito anche quando riportano la frase “tutto  incluso”.

Secondo l’Antitrust il supplemento carta di credito costituisce parte integrante del prezzo del biglietto, poiché è un elemento di costo inevitabile e prevedibile richiesto da Vueling per la fornitura del servizio di trasporto aereo passeggero. E il supplemento, come si evince dai dati forniti dalla compagnia stessa, non comprende solo i costi sostenuti da Vueling nei confronti dei circuiti, ma anche “i costi amministrativi di raccolta, gestione ed incasso dei proventi, nonché, tra gli altri, i costi connessi alle strutture IT, ai sistemi di “fraud prevention”.

Pertanto, la determinazione del suo importo è il risultato dell’arbitraria estrapolazione di questi elementi dalla tariffa aerea, elementi che vengono aggiunti automaticamente, nel corso del processo di prenotazione, in un momento successivo a quello in cui il consumatore effettua la scelta del volo e della tariffa di interesse, incrementando il prezzo del biglietto aereo. Questa pratica commerciale è dunque scorretta nei confronti del consumatore poiché è idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio in relazione al prezzo effettivo dei propri servizi di trasporto aereo.

L’Antitrust ha, infine, prorogato il termine di conclusione di due procedimenti che riguardano EasyJet e Ryanair. L’istruttoria su EasyJet riguarda sempre il supplemento di costo al prezzo del biglietto richiesto alla fine del processo di prenotazione on line, per il pagamento con carta di credito (come se si potesse pagare con altri mezzi). Il procedimento è prorogato al 6 giugno 2012. Il secondo, prorogato al 5 giugno 2012, riguarda ben 5 pratiche commerciali scorrette messe in atto da Ryanair.

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