Intesa Sanpaolo, valutazioni contrastanti dei Consumatori

La mossa di Intesa Sanpaolo, che ha deciso di stanziare un plafond di 100 milioni di euro per i clienti del gruppo che hanno perso parte dei loro risparmi investiti nelle azioni delle ex banche venete, Veneto Banca e Popolare di Vicenza, è stata accolta con valutazioni contrastanti da parte delle associazioni dei consumatori, che danno interpretazioni diverse alla proposta. L’iniziativa “ha l’obiettivo di rendere ancora più solido il rapporto di Intesa Sanpaolo con la propria clientela”, ha detto la banca.

Quali dunque le reazioni delle associazioni?

Critico il Movimento Consumatori. Per l’associazione l’iniziativa non sembra infatti rispondere alle esigenze di tutti gli ex azionisti coinvolti nel crack delle banche venete per una serie di motivi. “La limitazione degli indennizzi ai soggetti titolari di un patrimonio mobiliare non superiore a 15.000 euro (escludendo da tale ammontare solo le azioni delle due banche e non altri titoli quali le obbligazioni vendute a tappeto a tutti i correntisti) rende tale misura applicabile in casi limitatissimi in quanto nella maggior parte dei casi gli azionisti hanno sottoscritto obbligazioni delle due banche per importi quasi sempre superiori a tale soglia”, dice il Movimento Consumatori, sottolineando poi che Intesa “non dà alcuna rilevanza alla gravità delle condotte illegittime imputabili alle due ex popolari, né sono precisate le situazioni di “gravi situazioni di difficoltà”. Altro profilo contestato è il limite agli indennizzi, fissato in 15 mila euro per ogni cliente, che “non tiene in alcuna considerazione la gravità di quelle operazioni nelle quali i risparmiatori sono stati portati ad investire importi elevatissimi, spesso vicini a tutti i risparmi accumulati nel corso della loro vita”. Il Movimento Consumatori contesta poi che “non viene chiarito quali strumenti finanziari verranno assegnati agli azionisti, né se gli stessi siano liquidi ed immediatamente realizzabili con quale rating e scadenza”. E non è chiaro come avverranno le liquidazioni nell’arco dei cinque anni. “Movimento Consumatori – conclude l’associazione – ritiene che l’iniziativa lanciata da ISP sia incongrua per ricostituire un corretto rapporto di fiducia con la propria clientela gravemente lesa dalla vendita fraudolenta delle azioni, rispondendo a mere finalità commerciali”.

Nettamente diversa la valutazione che della proposta dà Adiconsum, che esprime “soddisfazione per l’accoglimento da parte di Intesa Sanpaolo della nostra richiesta di mettere a disposizione un plafond per le famiglie più disagiate delle banche venete. Auspichiamo – prosegue l’associazione – un confronto con l’Istituto per un ampliamento del plafond e per la definizione di criteri, requisiti e modalità di accesso”.L’associazione spera poi di poter intervenire congiuntamente, Associazioni Consumatori e Intesa Sanpaolo, nei confronti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, per offrire ristoro ad una platea di famiglie più ampia attraverso il Fondo Conti dormienti. “Esprimiamo soddisfazione per l’annuncio dell’Amministratore Delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, di mettere a disposizione un plafond di 100 milioni di euro per gli azionisti più disagiati di banche venete, dando seguito alla nostra richiesta di costituzione di un Fondo per dar loro un primo sostegno – ha detto infatti  Carlo De Masi, presidente di Adiconsum nazionale – Riteniamo che con tale plafond, ancorché da incrementare nel tempo e nelle quantità, si possa avviare un confronto con Intesa Sanpaolo, finalizzato a definire e condividere criteri, requisiti e modalità con cui i risparmiatori potranno farne richiesta. Auspichiamo, inoltre, un intervento congiunto tra Intesa Sanpaolo e Associazioni Consumatori, nei confronti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, per ampliare la platea degli aventi diritto al ristoro, utilizzando il Fondo Conti dormienti, che interviene anche nel caso di truffe acclarate”.

Soddisfatta è anche Federconsumatori, per la quale “la costituzione del fondo per il ristoro degli azionisti è un primo importante risultato, seppure ancora insufficienti gli importi e troppo restrittivi i criteri di ammissione”. La comunicazione di Intesa Sanpaolo sul plafond da 100 milioni “è una decisione che valutiamo positivamente, che rappresenta un primo risultato in direzione della corretta istituzione del fondo”, dice l’associazione. “Si tratta di un risultato storico: è la prima volta che un istituto bancario viene incontro agli azionisti, aprendo la strada ai risarcimenti per i raggiri subiti. L’instancabile attività svolta dalla Federconsumatori sui territori ed a livello nazionale sta dando ora i primi, importanti, risultati”, ha detto Emilio Viafora, presidente Federconsumatori. L’associazione considera però “ancora eccessivamente limitati e restrittivi” la consistenza del fondo e i criteri di ammissibilità: i 100 milioni messi a disposizione saranno destinato ai casi economicamente più disagiati, a circa 30mila famiglie con redditi inferiori ai 30mila euro e un patrimonio (esclusi gli investimenti in azione delle due banche) di 15mila euro, stando alle indicazioni di Banca Intesa. “È ancora troppo poco per dare risposta agli azionisti truffati”, dice Federconsumatori, che “continuerà la propria mobilitazione, in modo da raggiungere, così come d’accordo con il Sottosegretario Baretta, entro il 30 novembre la definizione della consistenza del fondo, e quindi l’implementazione dello stesso, l’ampliamento dei criteri di accesso e la costituzione della Commissione di valutazione”.

Lo stanziamento di 100 milioni di euro è un passo importante anche per Adoc. Ora l’obiettivo è ampliare la platea degli aventi diritto al risarcimento, spiega l’associazione. “Apprezziamo lo sforzo di Intesa Sanpaolo di attivare un plafond per risarcire i clienti più disagiati delle banche venete, accogliendo in parte le nostre richieste – ha detto Roberto Tascini, presidente dell’Adoc – ma è solo un primo passo, non risolutivo dell’intera critica situazione che si è venuta a creare a danno di migliaia di famiglie, dato che la platea che potrà accedere al fondo è limitata rispetto al totale dei clienti coinvolti. Ci auguriamo, pertanto, che si possa ampliare il numero degli aventi diritto al risarcimento, prevedendo condizioni d’accesso meno limitative rispetto a quelle previste attualmente. È comunque un grande passo in avanti – prosegue il presidente Adoc – verso la risoluzione definitiva di una situazione drammatica, causata dalle irregolarità commesse dai vertici di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, che hanno provocato un profondo danno a migliaia di famiglie e all’intero territorio, e un tentativo concreto di recuperare la fiducia dei consumatori. L’obiettivo, ad ogni modo, per Adoc rimane quello di risarcire tutti coloro che non sono investitori professionali o speculatori, ma semplici risparmiatori.”

Confconsumatori a sua volta valuta positivamente l’accordo e spera in un incontro a breve fra Intesa Sanpaolo e le associazioni del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti (CNCU). “Confconsumatori valuta positivamente l’attenzione e la volontà dimostrate da Intesa di alleviare, parzialmente, le sofferenze e le difficoltà dei risparmiatori, tuttavia i termini dell’accordo meritano un approfondimento condiviso con le associazioni dei consumatori che in questi anni hanno approfondito la vicenda e conoscono bene la realtà delle famiglie danneggiate – dice l’associazione – Un accordo condiviso tra Intesa e le associazioni del Cncu troverebbe senz’altro l’appoggio di Confconsumatori. Un accordo che tenga conto del fatto che, per quanto 100 milioni siano una cifra importante e non scontata da parte di Intesa, gli azionisti delle due banche venete hanno visto azzerare dieci miliardi di euro: è importante non generare false aspettative nelle famiglie già in ginocchio”. L’associazione inoltre “auspica che si possa entrare nel merito anche dei termini tecnici dell’accordo proposto da Intesa, per comprendere meglio quali strumenti intende utilizzare la Banca per le erogazioni e con quale grado di liquidabilità. Più in generale si ritiene utile la valutazione puntuale dei casi”. Da qui la speranza in una convocazione di “un incontro a breve” fra Intesa Sanpaolo e le associazioni del Cncu.

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