Osservatorio: frodi creditizie, Crif denuncia un fenomeno in continua crescita

Un giorno va bene e quello dopo va male, capita a tutti, è la vita. Il giorno che va bene compriamo una macchina e siamo al settimo cielo perché il nostro vecchio rottame ormai ci aveva lasciato a piedi da un po’. Quando invece va male dobbiamo chiedere un finanziamento per una spesa molto più irrisoria. Ma la risoluzione del problema non è così difficile, basta informarsi sui finanziamenti per riuscire a capire di cosa abbiamo bisogno e che cosa ci offre il mercato.

 

Secondo quanto emerso dall’ultima edizione dell’Osservatorio sulle frodi creditizie realizzato da Crif, il fenomeno delle frodi creditizie, da intendersi come il furto di dati personali per ottenere credito in modo illecito, è in continua crescita. Nello specifico, i dati parlano di circa 22.100 casi registrati in Italia nel corso del 2011, in lieve aumento rispetto al 2010. Il trend assume anche più valore se si pensa al fatto che contemporaneamente è, invece, calato il numero delle richieste di finanziamenti da parte delle famiglie italiane: si parla di un -19% per i mutui ipotecari e di un -4% per i prestiti.

 

Tra gli impatti che il fenomeno delle frodi creditizie può provocare, non è da sottovalutare quello economico: secondo i dati Crif infatti 1 frode su 4 ha prodotto un bottino superiore a 10.000 euroSono però state quelle di importo inferiore ai 3.000 euro ad aver fatto registrare l’incremento più consistente, con un +10% rispetto all’anno precedente. “I dati che emergono dal nostro Osservatorio purtroppo confermano che il fenomeno delle frodi creditizie non è assolutamente in crisi e, anzi, si sta facendo sempre più sofisticato. Tra i motivi per cui si cade facilmente vittima di frode creditizia tramite furto d’identità – spiega Maria Luisa Cardini, Senior Business Consultant di CRIF – indubbiamente bisogna citare l’estrema facilità che i criminali hanno nell’accedere a informazioni personali e riservate altrui, attraverso documenti cartacei o in formato digitale, ma anche grazie all’enorme diffusione dei profili scaricabili dai social network”.

 

E non lasciano presagire nulla di buono neppure le previsioni avanzate dagli esperti di Crif: per il 2012 ci si aspetta ancora una crescita dei fenomeni fraudolenti, perpetrati con tecniche ancor più sofisticate, come ad esempio l’utilizzo congiunto di strumenti di finanziamento e di pagamento cross-market per un rapido riciclaggio.

 

L’Osservatorio ha messo in luce come la tipologia di finanziamenti più colpita dal fenomeno delle frodi creditizie sia, nel 79,4% dei casi, quella dei prestiti finalizzati, che aumentano del 6,9% rispetto all’anno precedente e producono un bottino di oltre 6.100 €. Non ha subito invece una crescita eclatante la quota di frodi sui prestiti personali, tipologia di finanziamenti che presuppone istruttorie automatizzate più approfondite da parte degli Istituti di credito in fase di accettazione, per le quali però si registra un aumento dell’8,1% dell’importo medio, che raggiunge i oltre 13.300 €. Stabile la quota di frodi che hanno colpito i mutui ipotecari, che però determinano un importo medio pari a circa 74.000 € e punte, in alcuni casi, superiori ai 150.000 €.  Cala invece l’importo medio delle frodi perpetrate su carte di credito, che si attesta intorno ai 2.500 €.

 

Altri dati analizzati sono quelli relativi ai tempi di scoperta delle frodi, che nel corso del 2011 si sono evidentemente allungati. Per quanto riguarda le fasce di età in cui si concentra il maggior numero di casi, nel 2011 si è rivelata essere quella compresa tra 31 e 40 anni (con il 27% del totale). L’Osservatorio di Crif ha poi analizzato la situazione da un punto di vista territoriale, confermando come con il 23,7% dei casi la Campania si sia aggiudicata quel primo posto che in questo caso nessuno vorrebbe avere, seguita da Lazio e Lombardia (rispettivamente con il 15,6% e l’ 11,4% del totale).

 

“La diffusione di questo crimine è in costante ed inesorabile aumento –  conclude Cardini – anche a causa della crescente complessità e sofisticazione delle tecniche di appropriazione dell’identità altrui. Per questo diventa sempre più fondamentale accrescere la consapevolezza dei cittadini nell’adottare comportamenti maggiormente rivolti alla tutela dei dati personali e il supporto di adeguati sistemi di tutela e di prevenzione”.

 

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