Osservatorio: prestiti, ecco una guida sulle detrazioni previste per metter su casa

Se avete intenzione di chiedere dei prestiti per arredare e ristrutturare casa, ecco un piccolo vademecum sui bonus previsti nel decreto casa. Se ci sono grandi progetti in vista ma la disponibilità economica non è particolarmente corposa, si può cercare di individuare un finanziamento vantaggioso mettendo i prestiti più vantaggiosi del settore a confronto, individuando il meno dispendioso per le vostre casse. Quando si sceglie è però necessario fare attenzione alla clausole contrattuali e ai tassi, con particolare riferimento al Taeg, il tasso comprensivo dei costi che andrà a regolare la rata da restituire ogni mese a chi ci darà credito.

Introdotto dalla direttiva europea 90/88/CE, il tasso annuo effettivo globale di un’operazione di finanziamento – come appunto un prestito – indica il tasso d’interesse del finanziamento in questione. Esso rappresenta il costo effettivo che il contraente deve all’istituto/banca/finanziatore che ha erogato il credito, espresso in percentuale.

Tra i prestiti che si possono prendere in considerazione, solitamente quelli online offrono condizioni più vantaggiose e vengono erogati con maggiore rapidità rispetto a quelli tradizionali. Parliamo infatti di prestiti online per indicare quei prestiti per i quali non è necessario andare direttamente in filiale, risparmiando ulteriore tempo.

Se poi la nostra richiesta di prestito è finalizzata a ristrutturare e ad arredare la nostra abitazione, è giusto anche tener conto del dietro front che il Governo si è trovato a fare per quanto riguarda il decreto casa: se qualche tempo fa dovevamo fare i conti con un limite assegnato alla spesa da fare grazie ai bonus per l’acquisto di mobili, che doveva essere per forza inferiore alla spesa da fare per le ristrutturazioni, oggi il Governo torna indietro su questa decisione.

Vediamo allora punto per punto le principali detrazioni di cui tener conto quando si dovrà richiedere un prestito per effettuare migliorie alle nostre case.

Per quanto riguarda l’acquisto di elettrodomestici di grandi dimensioni e mobili è previsto uno sconto fiscale pari al 50%, valido per chi già fruisce delle detrazioni per ristrutturazione al 50% e per spese che tocchino al massimo i 10mila euro, da dividere in 10 rate all’anno. Se la matematica non ci inganna, allora, la detrazione massima cui si potrà aspirare sarà pari a 500 euro.

I bonus andranno a detrarre le spese per gli acquisti effettuati tra il 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2014, sia nel campo dei complementi d’arredo che in quello dei grandi elettrodomestici. Più ampia la fascia temporale cui invece si riferisce al detrazione per il recupero edilizio delle nostre case (dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2014).

Una postilla per questo: i lavori di riqualificazione dovranno esser cominciati prima dell’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici, anche se il pagamento effettuato a chi ci ha fatto i lavori potrà avvenire successivamente.

Come già accennato, l’accesso ai bonus per l’acquisto del mobilio è legato alle detrazioni al 50% per la riqualificazione edilizia: i lavori che garantiranno l’accesso al bonus sono legati alla straordinaria manutenzione della nostra casa.

Va bene quindi se abbiamo deciso di andare a metter mano sull’impianto elettrico, ma certo non sul solo cambio delle prese elettriche. Così, se abbiamo deciso di vivere green e viviamo in case monofamiliari, potremo vederci detrarre i costi derivati dall’installazione dei pannelli fotovoltaici.

Cattive notizie per chi ancora non ha familiarità con bonifici, carte di credito e bancomat: per accedere ai bonus infatti saranno necessari questi mezzi di pagamento, mentre l’Agenzia delle Entrate boccerà gli acquisti in contanti o con assegno.

Cosa si potrà acquistare per avere le detrazioni sopracitate? Secondo la circolare 29/E/2013, sì all’arredo della camera da letto (letti, materassi, comodini e armadi), così l’ok anche per cucine e soggiorni (poltrone, librerie, tavoli, credenze, divani e sedie).

Le detrazioni non valgono invece per la soddisfazione del nostro gusto vintage: no a mobili d’antiquariato o a beni accessori come il parquet, le tende e complementi d’arredo non ritenuti indispensabili.

A comparire tra i grandi “sì” anche lampadari e altri apparecchi per l’illuminazione delle stanze, che per ovvi motivi vengono considerati “necessari complementi” dalla circolare. Per tutti gli “ok” è ovviamente compresa la spesa per la spedizione e il montaggio.

Per quanto riguarda i grandi elettrodomestici, infine, nell’allegato 1B del decreto legislativo 151/2005 compaiono come “aventi diritto” alla detrazione stufe elettriche, lavastoviglie, frigoriferi, condizionatori e forni, ma attenzione, purché siano di classe A+ o superiori. L’unico esente è il forno, che potrà rispondere ancora a una classe A.

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