Parlamento Ue vota su riduzione commissioni interbancarie

Il Parlamento europeo ha votato il Regolamento relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento fatte con carta di credito e di debito: il Regolamento stabilisce la riduzione delle commissioni sulle transazioni con moneta elettronica e impone un tetto fisso per tutti i Paesi dell’UE, pari a 0,3% per i pagamenti con carte di credito e 0,2% per quelli con carte di debito. Secondo Movimento Difesa del Cittadino e Waroncash, però, il risultato sarà un aumento dei costi annui delle carte a carico dei cittadini.

Il Regolamento europeo, proposto lo scorso luglio e votato oggi, prevede la riduzione delle commissioni sulle transazioni con monete elettronica. Secondo la Commissione europea, le commissioni bancarie sui pagamenti con carta costano ai rivenditori europei oltre 10 miliardi di euro ogni anno. “Le spese che le banche fanno pagare per l’elaborazione di transazioni nell’ambito di regimi come Visa e MasterCard – spiega il Parlamento europeo – saranno limitate allo 0,3% del valore della transazione per le transazioni con carta di credito e 7 centesimi di euro o 0,2% del valore della transazione (se inferiore) per quelle con carta di debito. I limiti si applicheranno sia alle transazioni nazionali sia a quelle nell’UE. Questi limiti saranno applicati per transazioni transnazionali e nazionali nell’UE e diverranno effettive un anno dopo l’entrata in vigore della norma. Col tempo, le tasse più basse dovrebbero tradursi in prezzi più bassi per gli utenti di carte”.

Non è di questo avviso il Movimento Difesa del Cittadino. La ragione del provvedimento, spiega l’associazione, è di incentivare i pagamenti elettronici e contrastare l’economia sommersa, ma non si tiene conto dei costi per la sicurezza e l’efficienza del sistema dei pagamenti e dell’impatto che la norma avrà nelle singole economie domestiche, molto diverse tra loro: nel Regno Unito il totale transato con carte nel 2012 è stato 578 miliardi di euro, in Grecia meno di 20 [Fonte: I-Com, Istituto per la Competitività]. “Per di più non si capisce la ragione di un intervento che interessa solo alcuni player del mercato escludendone altri, col rischio di creare una distorsione della concorrenza ad ulteriore discapito dei consumatori – argomenta MDC – Non solo, l’imposizione di un cap unico avrà ricadute negative sui possessori di carte che vedranno aumentare il canone annuo delle proprie carte di credito/debito: aumento necessario per coprire i costi del sistema e mantenere elevati gli standard di sicurezza. I commercianti sono i grandi beneficiari del provvedimento visto che per loro i costi si abbasseranno per davvero, senza però che ci siano garanzie per il trasferimento di tale risparmio sui consumatori come ipotizzato dall’UE: i prezzi di prodotti e servizi difficilmente caleranno”.

Commenta il presidente MDC Antonio Longo: “Oggi a Bruxelles si è scelto di mettere le mani nelle tasche dei consumatori, e davvero non se ne sentiva il bisogno visto il momento. Si è preferito lanciare l’ennesima scialuppa di salvataggio ai commercianti a dispetto dei consumatori”. Per l’associazione, aumenteranno i costi delle carte a carico dei cittadini. Prosegue Longo: “Come spesso succede saremo noi cittadini a rimetterci. La decisione presa oggi a Bruxelles è il più classico esempio di come il fine non giustifichi i mezzi: se l’obiettivo della Commissione è incentivare le spese con carte di credito e debito per contrastare la lotta al nero e all’evasione fiscale noi di MDC, come tutte le persone che conoscono la materia, non possiamo che essere d’accordo. Se però si chiede alle persone di sostituirsi ai commercianti e alle banche e pagare di tasca propria, allora non ci stiamo. Per un semplice motivo: chi ha più potere di spesa, le banche e i merchants o i cittadini? Il Movimento che presiedo – conclude Longo – continuerà a chiedere, con forza, ai decisori europei di rivedere una norma che è nettamente sbilanciata a favore dei commercianti”.

Una posizione molto critica è anche quella di Waroncash, website di informazione specializzato, che nei giorni scorsi ha lanciato una petizione denunciando che una riforma del genere si risolve in un aumento dei costi di gestione delle carte di pagamento a carico dei consumatori. “Con il voto di questa mattina del Parlamento Europeo che approva il dossier relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento tramite carta, la strada verso un epayment più equo per i consumatori è sempre più in salita”, denuncia la sigla. Spiega Waroncash: “Abbassare, infatti, le commissioni interbancarie significa offrire un vantaggio solo per la grande distribuzione, mentre i consumatori vedranno aumentare con tutta probabilità i costi relativi alle proprie carte di pagamento. Questa preoccupazione è stata messa in evidenza anche nei giorni scorsi attraverso la petizione lanciata da Waroncash.org, già arrivata a raccogliere oltre 1000 firme, attraverso la quale si intende sensibilizzare i consumatori al forte rischio che l’orientamento della Commissione Europea sta alimentando”. Qual è il problema? “Se si abbassa la commissione interbancaria, ovvero quello che la banca del commerciante riconosce alla banca del consumatore, come più volte dimostrato in modo empirico, i costi relativi alla gestione del conto corrente o della carta di pagamento potrebbero crescere, quindi si tratterebbe di un falso vantaggio che provoca di riflesso un aumento dell’uso del contante”.

Sempre oggi il Parlamento europeo ha inoltre votato, separatamente, alcune misure per rendere più sicuri i pagamenti online: le nuove norme di sicurezza sono state aggiornate e prevedono che gli utenti dei servizi di pagamento online ottengano una serie uniforme di diritti, di cui dovrebbero essere pienamente informati. Le informazioni necessarie per effettuare i pagamenti, i tempi di esecuzione e tutti i costi dovrebbero essere chiaramente indicati, insieme a  tutte le spese, i tempi di esecuzione, le informazioni di contatto e i tassi di cambio vigenti. I pagamenti non autorizzati dovrebbero essere rimborsati entro 24 ore. I clienti, tuttavia, potrebbero essere obbligati a sostenere le perdite derivate dall’uso illecito fino a un massimo di 50 euro, quando la carta o il dispositivo siano smarriti o rubati.

Comments are closed.