Nonostante il lieve rallentamento dell’inflazione che, secondo gli ultimi dati Istat, si attesta intorno a un +1,4%, i prezzi sono ancora troppo alti per le famiglie che affrontano costi pari a 414 euro all’anno – il carrello della spesa raggiunge il +2,3% – e la disoccupazione non accenna a diminuire. Così Federconsumatori legge le stime diffuse oggi dall’Istat, che parlano appunto di un aumento dell’inflazione dell’1,4% rispetto al 2015.

Secondo l’Istat, come detto, i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona diminuiscono dello 0,9% su base mensile e registrano un aumento del 2,3% su base annua, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza di acquisto scendono dello 0,5% su base mensile e aumentano del 2,6% nel confronto annuale (era più 3,2% lo scorso mese). Di fronte a questi numeri, Federconsumatori torna a bacchettare il Governo perché “un aumento dei prezzi senza un intervento delle istituzioni per favorire l’occupazione, sostenere la domanda interna e redistribuire i prezzi, non fa altro che peggiorare la situazione in cui versa la maggioranza dei cittadini italiani”. Per Federconsumatori e Adusbef il Governo deve intervenire con urgenza per allontanare lo spettro della stagnazione, per frenare la diminuzione della produzione industriale e favorire investimenti per creare nuovi posti di lavoro. Un ipotetico aumento dell’IVA è assolutamente da evitare perché avrebbe ricadute stimate in 843 euro in più all’anno di costi da sostenere per ogni famiglia.

Anche il Codacons si unisce alle critiche di Federconsumatori, affermando che quel + 1,4% di inflazione si traduce in una maggiore spesa per le famiglie stimata in 420 euro l’anno, dei quali ben 148 euro se ne vanno per prodotti di prima necessità come quelli alimentari. “Il vero problema, tuttavia, è che i prezzi non crescono perché sono aumentati i consumi delle famiglie, ma solo per gli strascichi dei rincari record di inizio anno, che hanno coinvolto sia il comparto ortofrutticolo che quello energetico – dichiara il Codacons– Una inflazione quindi ‘falsata’ e niente affatto sana, che non rispecchia l’andamento reale dell’economia italiana”.

 

di Ludovica Criscitiello

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