Scuola in sicurezza, Cittadinanzattiva propone mappatura degli spazi e sanificazione
Le proposte di Cittadinanzattiva per far ripartire la scuola in sicurezza: mappatura di aule, giardini e cortili, un fondo per la sanificazione e l’igiene, misure ad hoc per le scuole delle aree interne e periferiche
Come far ripartire la scuola in sicurezza dopo l’emergenza coronavirus? È uno degli argomenti da affrontare con maggiore urgenza, perché servono fondi, serve organizzare la didattica in modo da rispettare il distanziamento fisico, serve dare una risposta a quegli studenti esclusi dalla didattica a distanza perché in casa non hanno pc o tablet.
Far ripartire la scuola in sicurezza e nello stesso tempo pensare a soluzioni che vadano oltre l’emergenza è l’obiettivo di uno sforzo di analisi e di progettualità al quale vuole partecipare Cittadinanzattiva, che ha inviato le sue proposte a un gruppo di parlamentari – fra questi Paolo Lattanzio (M5S), Rossella Muroni (LeU), Lia Quartapelle (PD) e Paolo Siani (PD), che ha raccolto l’appello di alcune organizzazioni della società civile e ne ha fatto oggetto di dialogo con il Governo.
Scuola in sicurezza, le proposte di Cittadinanzattiva
Il filo rosso è l’attenzione alla scuola e ai suoi spazi come elementi di apprendimento, alla sicurezza di tutti coloro che vivono la scuola – ragazzi, docenti, operatori – e al sistema scolastico delle aree periferiche. Cittadinanzattiva mette sul tavolo due proposte: la mappatura degli spazi a disposizione delle scuole, sia di quelli interni come le aule sia di quelli esterni come cortili e spazi verdi, e un fondo per la sanificazione e l’igiene delle strutture scolastiche. A questo si aggiungono una serie di misure per le scuole delle aree periferiche.

La mappatura degli spazi
Oltre al Piano scuole dell’edilizia scolastica, scrive dunque Cittadinanzattiva, occorre garantire per le 40.749 scuole statali e per le 12.564 paritarie, una mappatura degli spazi interni (aule, corridoi, mense, palestre, biblioteche, laboratori, ecc.) ed esterni (cortile, orti, spazi verdi…) per garantire distanziamento fisico, sicurezza e benessere a tutta la popolazione scolastica.
«Tale mappatura – dice Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva – dovrebbe essere realizzata da una equipe interna alla scuola – composta da Dirigente scolastico, Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, Rappresentante per la sicurezza dei Lavoratori e rappresentanti del Consiglio di istituto (docenti, genitori, studenti) – per identificare i luoghi e gli spazi a maggior densità e di passaggio e tutti quelli attualmente inutilizzati in modo da definire un piano di azione (tempi, spazi, costi) per la mitigazione dei rischi da sottoporre agli uffici comunali e provinciali competenti in vista della riapertura».
All’interno del Piano scuole, prosegue l’associazione, va dunque prevista una quota aggiuntiva e vincolata per la manutenzione e il recupero degli spazi all’aperto, di cortili e parcheggi, e di tutti gli spazi comuni.
La sanificazione delle scuole
«Occorre inoltre prevedere un fondo specifico di 100 mln di euro, da aggiungere ai 45 milioni già stanziati (DM 186 del 26/03/2020), da destinare agli Enti locali per: realizzare, prima della riapertura, la sanificazione dei locali scolastici ad opera di soggetti specializzati autorizzati dai Comuni; dotare le scuole, per l’intero anno scolastico, di attrezzature per la pulizia ordinaria e di dispenser con sapone, asciugamani e carta igienica, visto che solo una su dieci ne dispone. Tale fondo – conclude Bizzarri – andrebbe successivamente incrementato, passata la fase emergenziale, con le risorse del Fondo della Protezione civile da destinare alla sicurezza sanitaria dei locali e all’acquisto dei dispositivi di protezione individuale per il personale scolastico».
Scuole in sicurezza, le aree interne
Le proposte di Cittadinanzattiva prevedono poi un’attenzione particolare per le scuole delle aree interne e ultraperiferiche, che accolgono quasi mezzo milione di studenti, dai 6 ai 18 anni.
L’associazione ipotizza di riaprire gli istituti comprensivi dove è possibile garantire la distanza di sicurezza (gli alunni in queste aree del paese sono meno numerosi). Per questi territori Cittadinanzattiva chiede il potenziamento della connessione e dei supporti digitali (su questo tema è attiva la campagna Riconnessi), la garanzia di trasporti extraurbani gratuiti per gli studenti delle scuole secondarie di II grado e la previsione di incentivi per gli insegnanti che accettino per l’intero anno scolastico incarichi in queste aree.

