Violenza economica denunciata dal 38% delle donne assistite nei Centri antiviolenza

La pandemia ha esacerbato le disparità esistenti tra donne e uomini in quasi tutti gli ambiti della vita, sia in Europa che nel resto del mondo, segnando un arretramento rispetto alle faticose conquiste del passato. Diversi Paesi hanno registrato un drammatico aumento della violenza domestica; inoltre le donne lavoratrici, già svantaggiate, hanno incontrato maggiori difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro. È quanto emerge dalla relazione 2021 sulla parità di genere nell’UE, pubblicata dalla Commissione Europea in vista della Giornata internazionale della donna.

La Commissione inaugura oggi un portale per il monitoraggio della Strategia per la parità di genere, un progetto congiunto sviluppato dal Centro comune di ricerca della Commissione e dall’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE), che consentirà di monitorare i risultati dei singoli Stati membri dell’UE e di confrontarli tra loro.

Parità di genere nell’UE, l’impatto del Covid-19

La relazione della Commissione Europea sottolinea, quindi, come la pandemia si sia rivelata una sfida di rilievo per la parità di genere e come abbia portato all’aggravarsi di alcune problematiche già preesistenti al Covid.

Primo fra tutti l’aumento della violenza domestica. Ad esempio, il numero di segnalazioni di violenza domestica in Francia è aumentato del 32% durante la prima settimana di chiusure, mentre in Lituania è aumentato del 20% nelle prime tre settimane.

L’Irlanda ha visto quintuplicare i provvedimenti per violenza domestica e le autorità spagnole hanno riferito un aumento del 18% delle richieste di intervento durante le prime due settimane di confinamento.

Le donne nel mercato del lavoro

Secondo l’analisi, il 76% del personale dei servizi sanitari e sociali e l’86% del personale che presta assistenza alle persone è costituito da donne.

“Con la pandemia – scrive la Commissione – le lavoratrici di questi settori hanno subito un aumento senza precedenti del carico di lavoro, dei rischi per la salute e dei problemi relativi alla conciliazione della vita professionale con quella privata”.

 

Donne lavoro parità di genere

 

Particolarmente colpite anche le donne che lavorano in settori come commercio al dettaglio, comparto ricettivo, lavoro di cura e lavoro domestico, in quanto comportano mansioni che non è possibile svolgere a distanza.

Le lavoratrici hanno incontrato, inoltre, maggiori difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro durante la parziale ripresa dell’estate 2020: i tassi di occupazione sono infatti aumentati dell’1,4% per gli uomini, ma solo dello 0,8% per le donne tra il secondo e il terzo trimestre del 2020.

La relazione evidenzia anche alcuni aspetti riguardanti la sfera privata. Le chiusure, infatti, hanno avuto forti ripercussioni sul lavoro di cura non retribuito e sull’equilibrio tra vita professionale e vita privata: le donne hanno dedicato, in media, 62 ore a settimana alla cura dei figli (rispetto alle 36 ore degli uomini) e 23 ore a settimana ai lavori domestici (gli uomini 15 ore).

Donne assenti nelle sedi decisionali in materia di COVID-19

La Commissione Europea sottolinea, infine, una maggiore presenza di uomini negli organismi creati per rispondere alla pandemia, secondo uno studio condotto nel 2020.

Delle 115 task force nazionali dedicate alla COVID-19 in 87 paesi, tra cui 17 Stati membri dell’UE, l’85,2% era costituito principalmente da uomini, l’11,4% principalmente da donne e solo il 3,5% era caratterizzato da una parità di genere.

A livello politico, è donna solo il 30% dei ministri della Sanità dell’UE.

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