Istat: sale la fiducia dei consumatori. Associazioni: dati destinati a peggiorare

Istat: sale la fiducia dei consumatori. Associazioni: dati destinati a peggiorare (Fonte immagine: Pixabay)

A giugno 2021 c’è un balzo del clima di fiducia dei consumatori. Che supera anche i livelli pre-Covid. Per le associazioni dei consumatori è l’effetto del ritorno alla normalità e delle riaperture che lasciano sperare in una ripartenza.

I dati diffusi oggi dall’Istat rilevano a giugno 2021 «un marcato aumento sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 110,6 a 115,1) sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese (da 107,3 a 112,8)».

Tutte le componenti dell’indice di fiducia dei consumatori sono in crescita, con intensità diverse: il clima economico e quello corrente registrano gli incrementi più decisi (rispettivamente da 116,2 a 126,9 e da 102,6 a 108,1); più contenuta la dinamica del clima personale e di quello futuro (il primo passa da 108,7 a 111,1 e il secondo da 122,5 a 125,5).

Il livello di fiducia si attesta ai massimi dal 2018.

Come spiega l’Istat, «l’indice di fiducia dei consumatori, in risalita per il terzo mese consecutivo, supera il livello di febbraio 2020 registrando un massimo da ottobre 2018. La crescita è trainata soprattutto dal deciso miglioramento tanto delle opinioni sulla situazione economica del Paese quanto dei giudizi sull’opportunità attuale all’acquisto di beni durevoli».

I Consumatori: “effetto normalità”

Comprensibilmente soddisfatte sono le associazioni dei consumatori che sottolineano il legame fra il balzo in avanti della fiducia e il ritorno alla “normalità”.

Dice ad esempio il Codacons: «Il ritorno dell’Italia verso la normalità, i vaccini e la fine delle limitazioni legate al Covid hanno avuto un ruolo fondamentale sul recupero della fiducia sia dei consumatori che delle imprese – afferma il presidente Carlo Rienzi – Un vero e proprio “tesoretto” che il Governo deve ora sfruttare per sostenere i consumi: la crescita della fiducia corrisponde infatti ad una maggiore propensione alla spesa da parte delle famiglie, ma servono misure specifiche per aiutare quella fetta di popolazione che ha subito una riduzione del reddito a causa del Covid. Il balzo della fiducia avrà effetti positivi per l’intera economia nazionale se il Governo saprà sfruttarla per accelerare la definitiva ripresa del paese».

Calo dei contagi, riaperture, “effetto normalità” ma anche “effetto Draghi e Recovery Plan” sono alla base del balzo della fiducia secondo l’Unione Nazionale Consumatori.

«Recuperata per la prima volta la fiducia pre-crisi – sottolinea il presidente dell’associazione Massimiliano Dona – Rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, la fiducia è superiore di ben 4,3 punti, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è maggiore di 3,1 punti. Raggiunto il record da ottobre 2018. E’ l’effetto normalità. A influire positivamente sul dato, infatti, il calo dei contagi, le riaperture e le altre misure previste con il decreto legge del 18 maggio, attuate con gradualità anche a giugno, come la ripresa delle attività di ristorazione al chiuso dal 1° giugno nelle zone gialle, la riduzione graduale del coprifuoco a partire dal 7 giugno. Insomma, la voglia di normalità degli italiani era tale da far bastare questo spiraglio di luce per ridare speranza nel futuro».

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