Mare Monstrum 2021, i dati Legambiente. Al via Goletta Verde
Assalto al mare e alle coste, Mare Monstrum: due reati e mezzo ogni ora
La pandemia non ha fermato l’assalto al mare e alle coste. Nel 2020 sono stati oltre 22 mila gli illeciti accertati, 61 al giorno, 2 e mezzo l’ora. I dati del dossier Mare Monstrum di Legambiente. Il 3 luglio al via Goletta Verde e Goletta dei Laghi
L’assalto al mare e alle coste continua. E il mare d’Italia si conferma Monstrum per quanto riguarda ciclo del cemento e abusi edilizi, pesca illegale e inquinamento marino, cattiva depurazione e illeciti di ogni tipo. Il 2020 fa registrare un leggero calo di reati e illeciti. Ma la rotta dell’assalto al mare e alle coste non si inverte. Tanto è vero che l’anno scorso si conta comunque una media di 61 illeciti al giorno, due e mezzo ogni ora. In tutto, sono oltre 22 mila.
«La pandemia non ferma l’assalto alle coste e ai mari italiani», denuncia Legambiente nel lanciare le storiche campagne Goletta Verde e Goletta dei Laghi, che tornano sulle acque italiane per monitorare lo stato di salute di mare, coste e laghi.
Mare Monstrum 2021
I dati del dossier “Mare Monstrum” di Legambiente denunciano che nel 2020 c’è stata una lieve flessione degli illeciti a danno di coste e mari, ma la pressione delle aggressioni criminali è rimasta elevata. Cresce il numero di persone denunciate e arrestate e quello dei sequestri. Il cemento abusivo spadroneggia e la pesca fuorilegge dilaga. Diminuiscono i reati legati al ciclo dei rifiuti e all’inquinamento. Intanto nel 2020 ci sono oltre 22 mila illeciti accertati, in pratica 2 reati e mezzo l’ora, concentrati soprattutto tra Campania, Sicilia, Puglia, Lazio e Calabria.
Quasi il 43% dei reati è legato al ciclo del cemento. Eppure nei comuni costieri è stato eseguito solo il 24,3% delle ordinanze di demolizione di immobili abusivi. Continua la pesca fuorilegge. Il 31% dei reati è legato al ciclo dei rifiuti e all’inquinamento marino, anche se in diminuzione.
La pandemia non ferma l’assalto alle coste e ai mari italiani. Nel 2020 c’è stata una media di 61 illeciti al giorno, il che vuol dire 2,5 ogni ora.
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— Legambiente Onlus (@Legambiente) July 1, 2021
Mare Monstrum: i numeri dell’assalto al mare
Se questo è il quadro di sintesi, non c’è dunque da gioire per i dati di Mare Monstrum. La pandemia non ha fermato l’assalto al mare e alle coste.
Denuncia Legambiente: «Sebbene lo scorso anno, quello cruciale della pandemia, abbia fatto registrare una leggera flessione (-5,8% rispetto al 2019) nel numero complessivo di illeciti ai danni del patrimonio marino e costiero (22.248 quelli accertati, una media di 61 al giorno, 2,5 ogni ora), il cemento abusivo continua a spadroneggiare, mentre la pesca di frodo dilaga. E il virus ecocriminale non allenta la sua morsa sulle regioni costiere della Penisola».
Dal cemento alla pesca fuorilegge
Al primo posto della classifica del mare illegale e dell’assalto alle coste c’è il ciclo del cemento che spiega il 42,9% dei reati accertati.
Va meglio sul fronte degli illeciti collegati al ciclo dei rifiuti e all’inquinamento marino, che sono diminuiti dell’11,6% per l’impatto del lungo periodo di lockdown sulle attività economiche, anche se i quasi 7 mila reati accertati nel settore, più di 19 al giorno, pesano sul totale nazionale per il 31%.
C’è una forte “avanzata” per la pesca di frodo, che copre il 23,3% dei reati accertati, e che ha cercato di “approfittare” della pandemia, come dimostra il numero impressionante di sequestri effettuati: 3.414 contro i 547 del 2019, dagli attrezzi usati illegalmente in mare alle tonnellate di prodotti ittici requisiti.
Cresce, in generale, il numero di persone arrestate e denunciate per aggressioni alle coste e ai mari italiani, 24.797 (+24% rispetto al 2019), e quello dei sequestri che hanno toccato quota 8.044 (+9,9%) per un valore di 826 milioni di euro.

La distribuzione regionale
Fra le regioni dove si concentra il maggior numero di reati, al primo posto c’è la Campania (con 4.206 illeciti, il 18,9% di quelli registrati a livello nazionale), seguita da Sicilia, Puglia, Lazio e Calabria. Alla Campania, “raggiunta” questa volta dal Molise, spetta anche il poco ragguardevole primato nell’incidenza di illeciti per chilometri di costa: 9 i reati accertati per ogni km in entrambe le regioni (tre volte la media nazionale), seguite da Basilicata e Abruzzo.
Ancora numeri sull’assalto al mare: dal 1999 al 2020 si contano 378.068 illeciti, di cui 206.532 in Campania, Puglia, Sicilia e Calabria, dove si è concentrato il 54,6% del totale nazionale. Un’incidenza che lo scorso anno è cresciuta, arrivando al 55,3% dei reati.
Le storie di “ordinario abusivismo edilizio” rappresentano un tema spinoso. I dati elaborati da Legambiente dicono che le ordinanze di demolizione degli immobili abusivi eseguite raggiungono appena il 24,3% nei Comuni costieri. Uno stallo che perdura ormai da anni. Legambiente chiede che della demolizione dell’abusivismo storico si occupi direttamente lo Stato, nella figura dei prefetti.
Forti segnali d’allarme arrivano poi dalle inchieste raccontate nel capitolo di “Mare Monstrum” dedicato ai casi d’inquinamento legati a depuratori inesistenti o mal funzionanti, scarichi fognari abusivi, sversamenti illegali di liquami e rifiuti e soprattutto dal lavoro di ricerca, svolto anche quest’anno, sullo sfruttamento selvaggio delle risorse ittiche del Mediterraneo.

Goletta Verde e Goletta dei Laghi, si parte
Proprio dalla cattiva o mancata depurazione e dall’inquinamento delle acque ripartono il 3 luglio Goletta Verde e Goletta dei Laghi, le due storiche campagne di Legambiente.
A bordo di Goletta Verde salperanno temi chiave della campagna, come lotta alle fonti fossili, depurazione dei reflui, aree marine protette, bonifiche dei territori inquinati, e ancora, erosione costiera e dissesto idrogeologico, beach e marine litter, porti, eolico off-shore.
Due i fronti principali su cui si focalizzerà invece Goletta dei Laghi: l’attività di monitoraggio legata alla depurazione dei laghi e la ripresa del monitoraggio delle microplastiche disperse nelle acque che Legambiente, grazie alla collaborazione con ENEA, è riuscita a mappare negli ultimi cinque anni, ottenendo uno dei principali database a livello internazionale sul fenomeno del cosiddetto lake litter.
«Il motto che accompagnerà le Golette quest’anno è ‘Non ci fermeremo mai’: la nostra missione contro illegalità, cementificazione, mala depurazione e inquinamento non consente infatti arretramenti di fronte alle reiterate aggressioni eco-criminali, all’inerzia delle istituzioni a più livelli e a tentativi di condono più o meno nascosti, come ci racconta ‘Mare Monstrum’ – dice Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – Riprendiamo dunque il nostro viaggio, forti di una formula sperimentata la scorsa estate che si è rivelata valore aggiunto delle nostre campagne: il coinvolgimento di centinaia di volontarie e volontari, anche nel 2021 impegnati in prima persona nel campionamento delle acque sui territori, non solo sul fronte della depurazione, ma anche nel monitoraggio di plastiche e microplastiche».
«Il 3 luglio – ricorda Zampetti – è anche il termine ultimo per l’Italia per recepire la direttiva europea SUP sulla plastica monouso: chiediamo al governo di farlo senza altre proroghe e con le necessarie migliorie, specie in tema di prodotti biodegradabili e compostabili, per combattere lo strapotere dell’usa e getta e promuovere una filiera industriale che riconverta in chiave ecologica la chimica nel Paese, così da contrastare la piaga del marine litter».

