Esenzione vaccino Covid, dal 28 febbraio sarà necessario avere il certificato digitale

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Vaccinazione Covid-19, Cittadinanzattiva: troppa confusione a livello regionale

Cittadinanzattiva chiede all’Aifa e al Ministero della Salute nuovi chiarimenti sulla vaccinazione Covid-19. Il tema è la differenza fra le decisioni assunte dalle diverse regioni e una confusione che si ripercuote sui cittadini e sull’efficacia e velocità della campagna vaccinale

C’è ancora confusione sulla vaccinazione Covid-19. E questo non può che avere conseguenze sui cittadini, che nel migliore dei casi sono confusi, e sulla campagna vaccinale che invece dovrebbe correre spedita. Ci sono diritti che cambiano a seconda della regione di residenza – e questo non è in effetti una novità, considerate le disparità territoriali e le differenze regionali che segnano il servizio sanitario nazionale.

«I cittadini hanno diritto ad avere informazioni chiare e univoche», dice Cittadinanzattiva che torna sullo stato della vaccinazione Covid-19.

Perché se è importante vaccinarsi e correre con la campagna vaccinale, è anche vero che non si è ancora usciti da una certa confusione su vaccini da fare e a chi, tempi dei richiami, possibilità di vaccinarsi in vacanza e quant’altro.

Vaccinazione Covid-19, indicazioni poco chiare dalle regioni

Cittadinanzattiva segnala oggi i criteri di somministrazione dei vaccini Vaxzeviria (AstraZeneca) e Johnson&Johnson. Perché si procede con comunicazioni contrastanti a seconda delle regioni e i cittadini sono incerti.

«Non è nostro compito entrare nel merito scientifico delle decisioni ma ci preme sottolineare che i cittadini hanno diritto ad avere informazioni chiare, univoche a cui segua la concreta possibilità di ottenere quanto stabilito ai livelli nazionale e regionale per la campagna vaccinale – dice Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva – Dall’accorciamento dei tempi per la seconda dose, alla possibilità ma non obbligo di sottoporsi alla vaccinazione eterologa, alla possibilità di vaccinarsi anche nei luoghi di vacanza, ad oggi i cittadini hanno diritti diversi a seconda del luogo di residenza e in troppi casi scoprono quotidianamente nuove indicazioni, spesso poco chiare, fornite a livello regionale».

Alcune regioni (come Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Puglia) hanno infatti avviato una campagna per anticipare il richiamo del vaccino Vaxzeviria accorciando l’intervallo che deve intercorrere tra le due somministrazioni da dieci a otto settimane.

«Il Lazio – spiega l’associazione – ha deciso nuovamente di proporre il vaccino Vaxzeviria anche agli under 60, con l’approvazione a mezzo stampa del generale Figliuolo, ma non con una contestuale modifica, almeno per il momento, delle linee guida da parte del Ministero».

Le vaccinazioni in vacanza a oggi sembrano garantite solo per i residenti di alcune regioni, come Lombardia, Liguria, Piemonte, che hanno stipulato accordi bilaterali.

Il tema di fondo è anche la differenza di accesso alla salute e alle vaccinazioni che continua a riscontrarsi a livello regionale. Cittadinanzattiva chiede chiarimenti al Ministero della Salute e all’Agenzia del farmaco (Aifa).

«Per questo sollecitiamo indicazioni urgenti e unitarie da parte degli organi competenti (Aifa e Ministero della Salute in primis), affinché si rimetta ordine su alcune decisioni regionali – continua Mandorino – Un ultimo appello lo lanciamo, in accordo con quanto sostenuto dal Commissario Figliuolo, affinché si renda concreta la necessità di cominciare il prossimo anno scolastico in sicurezza, attraverso una decisa accelerata alla campagna vaccinale degli insegnanti – soprattutto nelle regioni che ad oggi mostrano una bassa adesione – e favorendo la vaccinazione degli studenti in maniera uniforme sul territorio nazionale, pur con la garanzia della scuola in presenza anche per i non vaccinati».

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