"Salute mentale per tutti", il 10 ottobre la Giornata mondiale
“Salute mentale per tutti”, il 10 ottobre la Giornata mondiale
Secondo i dati del nuovo Atlante della Salute Mentale dell’OMS, nel mondo la maggior parte degli obiettivi del 2020 non sono stati raggiunti. Solo il 52% dei Paesi ha raggiunto l’obiettivo relativo ai programmi di promozione e prevenzione della salute mentale
Il 10 ottobre ricorre la Giornata Mondiale della Salute Mentale, che quest’anno – con il suo slogan “Salute mentale per tutti: facciamola diventare realtà” – richiama l’attenzione sulla necessità di garantire a tutti l’accesso ai servizi dedicati al benessere mentale.
Una tematica oggi ancora più rilevante, alla luce degli effetti causati dall’emergenza sanitaria.
In tutti i Paesi, infatti, la pandemia ha avuto un forte impatto sulla salute mentale delle persone, con particolare riguardo a operatori sanitari e altri operatori in prima linea, studenti, persone che vivono da sole e persone con condizioni di fragilità o patologie preesistenti all’emergenza. Allo stesso tempo, però, un’indagine dell’OMS condotta a metà del 2020 ha mostrato che i servizi per i disturbi mentali, neurologici e da uso di sostanze sono stati significativamente interrotti durante la pandemia.
L’OMS presenta il nuovo Atlante della salute mentale
Il nuovo Atlante della salute mentale dell’Organizzazione mondiale della sanità dipinge un quadro deludente in tema di servizi dedicati, proprio in un momento in cui la pandemia di COVID-19 sta evidenziando, invece, una crescente necessità di supporto. Emesso ogni tre anni, l’Atlante è una raccolta di dati forniti dai Paesi di tutto il mondo su politiche di salute mentale, legislazione, finanziamenti, risorse umane, disponibilità e utilizzo di servizi e sistemi di raccolta dati.
Nel 2020, solo il 51% dei 194 Stati membri dell’OMS ha riferito che la propria politica o il proprio piano per la salute mentale era in linea con gli strumenti internazionali e regionali sui diritti umani, ben al di sotto dell’obiettivo dell’80%.
E solo il 52% dei Paesi ha raggiunto l’obiettivo relativo ai programmi di promozione e prevenzione, anch’esso ben al di sotto dell’obiettivo dell’80%. L’unico obiettivo raggiunto per il 2020 era la riduzione del tasso di suicidi del 10%, ma anche in questo caso, solo 35 Paesi hanno affermato di avere una strategia, una politica o un piano di prevenzione autonomi.
L’Atlante evidenzia anche progressi costanti nell’adozione di politiche, piani e leggi sul benessere mentale. Tuttavia, la percentuale dei budget sanitari del governo spesi in tal senso è cambiata poco negli ultimi anni, oscillando ancora intorno al 2%. Inoltre, anche nei casi in cui i piani includevano stime delle risorse umane e finanziarie richieste, solo il 39% dei Paesi intervistati ha indicato che le risorse umane necessarie erano state stanziate e il 34% che erano state fornite le risorse finanziarie richieste.
OMS: aumenta la promozione, ma l’efficacia è discutibile
Più incoraggiante è stato l’aumento dei Paesi che hanno segnalato programmi di prevenzione e promozione della salute mentale, dal 41% degli Stati membri nel 2014 al 52% nel 2020.
Tuttavia, il 31% del totale dei programmi segnalati non disponeva di risorse umane e finanziarie dedicate, il 27% non ha un piano definito e il 39% non ha avuto prove documentate di progressi e/o impatto.

Salute mentale, gli obiettivi per il 2030
Gli obiettivi globali riportati nell’Atlante provengono dal Piano d’azione globale per la salute mentale dell’OMS, che conteneva obiettivi per il 2020 approvati dall’Assemblea mondiale della sanità nel 2013.
Questo piano è stato esteso al 2030 e include nuovi obiettivi, come il sostegno sanitario e psicosociale nei piani di preparazione alle emergenze, l’integrazione della salute mentale nell’assistenza sanitaria di base e la ricerca sulla salute mentale.
Un focus sui disturbi ossessivi-compulsivi
Tante le iniziative organizzate in occasione della Giornata mondiale della salute mentale. Tra queste la terza edizione della conferenza Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC): comprendere come funziona per scegliere come curarsi, organizzata dalla Scuola di Psicoterapia Cognitiva di Roma.
La Scuola richiama l’attenzione su recenti ricerche che hanno analizzato i dati raccolti durante il primo lockdown (gennaio-maggio 2020) su persone con disturbo ossessivo compulsivo in diversi Paesi, compresa l’Italia (Benatti et al., 2020); tali ricerche hanno dimostrato un peggioramento dei sintomi ossessivo-compulsivi, confermato anche sul campione italiano.
In particolare, è stato dimostrato un aumento significativo delle ossessioni di contaminazione e delle compulsioni di lavaggio, sia negli adulti (Prestia et al., 2020) sia nei bambini e adolescenti, anche in presenza di un trattamento in corso (Tanir et al., 2020). Una possibile spiegazione di questi dati – spiega la Scuola di Psicoterapia Cognitiva di Roma – potrebbe essere correlata al timore del contagio e alle incessanti raccomandazioni nel mantenere elevati livelli di igiene (Chaurasiya et al., 2020).
Infine, è stato registrato un aumento dei comportamenti di evitamento e una maggiore richiesta di consulenza psichiatrica durante il lockdown, rispetto all’anno precedente (Capuzzi et al., 2020).
Giornata della salute mentale, prendersi cura di sé e degli altri
La Giornata Mondiale della Salute Mentale intende fornire un’opportunità per consentire alle persone di prendersi cura della propria salute mentale e fornire supporto agli altri.
Per questo motivo, in occasione della campagna, l’OMS ha reso disponibili nuovi materiali dedicati a uno dei disturbi più diffusi: la depressione. Inoltre sul sito è possibile ascoltare le testimonianze di persone colpite dagli effetti della pandemia sul proprio benessere, con riflessioni sul futuro della cura della salute mentale.

