Censis: rimbalzo dei consumi. UNC: la scommessa è il 2022
Rimbalzo dei consumi fino alla fine dell’anno. UNC: la scommessa è il 2022
Secondo il Censis ci sarà un rimbalzo dei consumi e la spesa delle famiglie supererà i mille miliardi di euro a fine anno. Aumenta la voglia di shopping “fisico”. Ma quanto durerà? UNC: “La scommessa è cosa accadrà nel 2022”
Ci sarà un rimbalzo dei consumi da qui alla fine dell’anno, quando la spesa per i consumi delle famiglie supererà i mille miliardi di euro. Dopo il più 14,2% del secondo trimestre 2021, quest’anno i consumi aumenteranno di 60 miliardi di euro rispetto allo scorso anno.
«Complessivamente la pandemia ha bruciato dieci anni di crescita dei consumi. Ma, se non ci saranno nuovi stop sanitari, a Natale si prevedono almeno 9 miliardi di spesa in più rispetto alle passate festività».
Il rimbalzo dei consumi secondo il Censis
Sono i dati che vengono dal secondo Rapporto Censis-Confimprese, l’associazione che raggruppa gli operatori del retail, presentato oggi.
I numeri indicano un rimbalzo dei consumi di sicuro atteso, considerate le spese rimaste “ferme” nel periodo più acuto della pandemia e (per quanti hanno conservato lavoro e reddito) una quota di denaro forzatamente dirottato verso il risparmio. Per questa fetta di famiglie, ci sarà una ripresa netta dei consumi. Il Censis stima in quattro milioni e mezzo gli italiani che, con redditi intatti e risparmi non utilizzati in pandemia, ora sono pronti a spendere più del periodo pre-Covid.
«Usciti dall’emergenza, il 57,2% degli italiani tornerà a spostare soldi dal risparmio ai consumi, per andare oltre le scarsità imposte dal periodo recente», aggiunge il Censis.

I consumatori e il ritorno allo shopping
In linea più generale, si parla di consumatori che vogliono uscire dalla bolla del digitale e tornare nei negozi fisici come segno di “normalità”, dunque frequentare di nuovo centri commerciali e piazze dello shopping. Dopo la pandemia, inoltre, ogni consumatore sceglierà il proprio mix di negozi “fisici” e acquisti online.
Il rimbalzo dei consumi, afferma il Censis, «sarà favorito dalla stanchezza degli italiani, per troppo tempo costretti in casa e ormai saturi di una sovrabbondanza di interazioni digitali nelle loro vite. Il 51,9% non sopporta più gli incontri da remoto per il lavoro, lo studio o le relazioni interpersonali. Il 52,8% ritiene che il digitale sia eccessivamente presente nelle proprie vite e che ora c’è bisogno di un riequilibrio con il mondo fisico. Il 65% (il 77,4% tra i giovani) vuole tornare a trascorrere tempo fuori casa per incontrare gli amici, mangiare insieme, divertirsi, fare shopping».
Per questo cresce la voglia di shopping di persona, in negozio, nei centri commerciali – il 64% degli italiani dice di avere nostalgia degli acquisti nei negozi fisici, più le donne (67,6%) e le persone benestanti (69,8%).
Le competenze dei consumatori
Ma la pandemia lascia conseguenze anche nelle competenze dei consumatori che, più di prima, confrontano e scelgono, cercano informazioni su aziende e prodotti, confrontano (53,4%) i prezzi di prodotti e servizi per valutare le diverse opzioni.
«È questo – dice il Censis – l’importante contributo del digitale: i consumatori sono diventati più forti grazie ai flussi informativi facilmente accessibili a chiunque e ovunque per giudicare, scegliere, acquistare. L’e-commerce è ormai una realtà consolidata: il 51,6% degli internauti (il 62,3% delle persone più istruite, il 64,6% dei 30-44enni) ha effettuato almeno un acquisto online nell’ultimo mese. Dopo la pandemia ogni consumatore costruirà la sua spesa personale combinando canali fisici del retail e e-commerce».

Andrà tutto bene?
Tutto bene, dunque? È lecito dubitarne, se si considera che il rimbalzo dei consumi è collegato molto alle restrizioni di spesa dello scorso anno (pandemia, lockdown, chiusure) e si scontra col fatto che c’è una parte di popolazione che esce dalla pandemia impoverita. Con meno reddito e con una sfilza di aumenti e rincari in corso e all’orizzonte, dalle bollette di luce e gas ai carburanti.
I Consumatori poi fanno notare come, a fronte di rimbalzi positivi, bisognerà vedere cosa succederà l’anno prossimo. Nel frattempo il prezzo dell’energia, delle materie prime, dei carburanti sta aumentando.
Per l’Unione Nazionale Consumatori si tratta di dati positivi ma “attesi”.
«Non c’è settore dell’economia, infatti, per il quale non sia previsto, in assenza di nuovi lockdown, un rimbalzo consistente – dice Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – In particolare, è sui beni durevoli che si prevede un recupero di quanto non acquistato durante i periodi di chiusura degli esercizi e, in tal senso, sia per il Black Friday che per Natale è facile immaginare un balzo delle vendite. Il problema, però, è per il futuro. La scommessa è cosa accadrà nel 2022. Il rischio è che la caduta del potere d’acquisto, favorita dal rialzo dell’inflazione e dai rincari di luce, gas e carburanti, si ripercuota sui consumi finali, rallentando la ripresa in corso».

