La Privacy in Italia compie 25 anni, in arrivo le sfide dell'era digitale

La Privacy in Italia compie 25 anni, in arrivo le sfide dell'era digitale

Privacy come garanzia della dignità e dei diritti fondamentali all’interno di una società digitale: questo il focus dell’intervento di apertura del Presidente del Garante Privacy Pasquale Stanzione, in occasione dell’evento che ha celebrato oggi i 25 anni di attività dell’Autorità e della normativa sulla privacy, con la presentazione del volume “25 anni di Privacy in Italia. Dalla distanza di cortesia all’algoritmo“.

Attraverso le immagini dell’Agenzia ANSA il libro racconta i primi 25 anni di impegno del Garante in difesa dei diritti delle persone e a sostegno dello sviluppo del Paese, ma getta anche lo sguardo alle nuove sfide che già impegnano la protezione dei dati: intelligenza artificiale, algoritmi, riconoscimento facciale, IoT, neurodiritti.

Dignità e diritti fondamentali, il ruolo della Privacy

“L’Autorità Garante compie 25 anni di attività. In un quarto di secolo il Garante ha conosciuto la trasformazione della privacy e ha accompagnato tale evoluzione adeguando la propria azione alle esigenze sociali emergenti – ha dichiarato Stanzione. – La protezione dei dati personali come diritto di libertà è in costante bilanciamento tra esigenze individuali e collettive. È insomma baricentro tra privato e pubblico, personale e politico”.

 

25 anni di privacy in italia
25 anni di Privacy in Italia

 

Dal 1997, anno di nascita del Garante e di entrata in vigore della normativa sulla protezione dei dati, ad oggi, molte cose sono cambiate: siamo passati dalla carta all’identità digitale, dalle file allo sportello all’home banking, dagli album di foto alle gallerie sullo smartphone e sui social. Ed è stato compito del Garante dettare alla Pubblica amministrazione, alle imprese, alle piattaforme digitali, ai gestori telefonici e ai Social, le misure necessarie per proteggere i dati personali nella vita reale e nella dimensione digitale.

“La privacy – ha proseguito Stanzione – è garanzia della dignità della persona rispetto ai rischi di discriminazione; la privacy è al servizio dell’uomo in una visione antropocentrica dell’innovazione, il che è tanto più necessario nei confronti dei sempre più pervasivi poteri privati delle piattaforme e dei Big data. La protezione dei dati è presidio fondamentale anche delle persone vulnerabili: minori, anziani, disabili, in funzione anti discriminatoria. Essa è pertanto la precondizione di ogni diritto e libertà, è il presupposto per una società della dignità”.

La Privacy è anche “una chiave di lettura” – ha dichiarato Ginevra Cerrina Ferroni, vice Presidente del Garante: “Mi sono resa conto quanto la privacy non sia soltanto un diritto […] ma forse qualcosa di diverso: una chiave di lettura dei diritti fondamentali in un passaggio a una società digitale. Chiave di lettura dei diritti fondamentali e chiave di lettura del potere. L’attività del garante è a presidio di questi diritti, ma anche di un corretto modo di approcciarsi dello Stato, del potere, nei confronti dei cittadini”.

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