Rifiuti e inquinamento, Mari e Oceani invasi dalla plastica

Rifiuti e inquinamento, Mari e Oceani invasi dalla plastica (Fonte immagine: Pixabay)

Rivitalizzazione: Azione collettiva per l’Oceano”, questo il tema scelto quest’anno per la Giornata Mondiale degli Oceani. Un’occasione di confronto e scambio di idee e soluzioni per proteggere e rivitalizzare questa importante fonte di risorse per il Pianeta. L’obiettivo della Giornata, dunque, non è solo quello di celebrare la ricchezza delle nostre acque, ma anche di sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni sull’importanza della loro tutela.

Uno dei principali problemi degli Oceani è quello dell’inquinamento causato dalla plastica, al primo posto nella classifica dei materiali più presenti (circa l’80% del totale), secondo un recente Dossier pubblicato da Greenpeace. Tra questi rileva la presenza di bottiglie, imballaggi, sacchetti, contenitori per alimenti, reti e attrezzi da pesca. Devastante l’impatto sulla biodiversità: alcune specie animali rimangono incastrate tra i rifiuti, altre rischiano gravi danni alla salute a causa dell’ingestione di minuscole particelle di plastica.

Giornata degli Oceani, i dati Legambiente su “Clean Up The Med”

L’inquinamento delle acque è anche il focus della campagna “Clean Up The Med” di Legambiente, che – in occasione della Giornata di oggi – presenta gli ultimi dati sui rifiuti raccolti nelle spiagge del Mediterraneo. Bottiglie alla deriva, sacchetti di plastica, mascherine chirurgiche abbandonate sulle spiagge o tra le onde: sono solo alcune delle immagini che mostrano l’attuale contaminazione dei nostri mari e degli oceani.

Un’emergenza rifiuti che coinvolge anche il Mediterraneo, che raccoglie grandi quantitativi di plastica e li restituisce in parte su coste e spiagge.

I chilometri di spiaggia ripuliti (23.750 km) mostrano come il problema dell’incuria e del cattivo smaltimento accomuni tutta l’area mediterranea: alle plastiche monouso, ritrovate in grandi quantitativi sulle coste battute, sebbene messe al bando dalla direttiva europea SUP (Single Use Plastics), si aggiungono reti da pesca, cicche di sigaretta, legno e vetro. Non mancano guanti, mascherine e dispositivi sanitari legati all’emergenza Covid-19.

 

Rifiuti e inquinamento, Mari e Oceani invasi dalla plastica

 

Oltre 600 volontari, dagli 8 ai 70 anni, hanno partecipato, quindi, alle attività di pulizia svolte in 20 spiagge situate in prossimità dei centri urbani e hanno portato alla raccolta di 200 sacchi di rifiuti, più di 1 quintale in totale.

Il 65% dei rifiuti rinvenuti è costituito da plastica: cicche di sigaretta, bottiglie e bottigliette, seguite da tappi, bicchieri e frammenti eterogenei. E su oltre il 45% delle spiagge ripulite sono stati ritrovati guanti, mascherine o rifiuti legati alla cattiva gestione dei DPI (in Grecia in quantitativo maggiore, ma presenti anche in Algeria, Croazia, Libano, Italia e Spagna).

“Anche quest’anno l’iniziativa Clean Up The Med ha messo in campo uno straordinario lavoro di citizen science – ha commentato Giorgio Zampetti, Direttore Generale Legambiente -. Un’edizione importante, visto che il 2022 si è aperto con il recepimento in Italia della direttiva europea SUP e nella stessa settimana è stata approvata finalmente la Legge “Salvamare”, che permette ai pescatori di liberare il mare dai rifiuti. Occorrerà quindi estendere il bando dell’usa e getta a tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, unito a norme più stringenti anche sugli altri rifiuti più comuni che si trovano sulle spiagge, insieme a buone pratiche di gestione e prevenzione dei rifiuti ”.

 

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