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Vendite al dettaglio, ad aprile 2022 più 8,4% in valore. Ma si compra meno cibo e costa di più (fonte immagine pixabay)

Vendite al dettaglio, ad aprile 2022 più 8,4% in valore (ma si compra meno cibo e costa di più)

Le vendite al dettaglio di aprile 2022 aumentano su base annua dell’8,4% in valore e del 4,4% in volume. Le vendite dei beni alimentari segnalano un aumento in valore (+5,5%) e una diminuzione in volume (-0,8%). Si compra di meno ma quello che si acquista costa di più

Le vendite al dettaglio di aprile 2022 sono stabili in valore rispetto al mese precedente e scendono dello 0,4% in volume. Su base annua c’è un aumento dell’8,4% in valore e del 4,4% in volume. Sui dati pesa però l’inflazione, che fa costare di più le quantità acquistate. E dunque si compra di meno in quantità ma quello che si acquista costa più caro.

È con questa lente che vanno visti i dati Istat sulle vendite al dettaglio di aprile, soprattutto quelli sul calo degli acquisti di cibo – il dato sottolineato non a caso dalle associazioni dei consumatori.

Vendite al dettaglio, aprile 2022

Nel confronto mensile, diminuiscono le vendite dei beni non alimentari (-0,6% in valore e -0,8% in volume) mentre crescono quelle dei beni alimentari (rispettivamente +0,7% in valore e +0,2% in volume).

Su base tendenziale, ad aprile 2022, le vendite al dettaglio aumentano dell’8,4% in valore e del 4,4% in volume. Sono in crescita le vendite dei beni non alimentari (+11,2% in valore e +9,3% in volume) mentre quelle dei beni alimentari registrano un aumento in valore (+5,5%) e una diminuzione in volume (-0,8%).

Fra i beni non alimentari, c’è una crescita su base annuale per tutti i prodotti. Gli aumenti maggiori riguardano mobili, articoli tessili, arredamento (+26,0%), abbigliamento e pellicceria (+20,8%) e calzature, articoli in cuoio e da viaggio (+18,4%), mentre dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni e telefonia vede l’aumento minore (+3,4%).

L’andamento delle vendite al dettaglio per tipologia di negozio evidenzia una crescita per tutte le forme di vendita: la grande distribuzione (+7,7%), le imprese operanti su piccole superfici (+10,1%), le vendite al di fuori dei negozi (+4,2%) e il commercio elettronico (+1,9%) che torna a salire dopo il calo dello scorso mese. I discount di alimentari segnano +10,1% su base annua.

 

pentole vuote
Protesta delle pentole vuote, i Consumatori in piazza (foto profilo faceboob iniziativa)

 

I Consumatori: le famiglie comprano meno cibo

I dati sulle vendite al dettaglio colpiscono i consumatori soprattutto per il dato sulla riduzione degli acquisti di cibo. Al netto della crescita dei prezzi al dettaglio, ad aprile il volume delle vendite si riduce dello 0,4% su base mensile, mentre su base annua i beni alimentari segnano un calo dello 0,8%. Spiega Assoutenti: caro bollette e inflazione record costringono le famiglie a tagliare la spesa.

«L’andamento negativo delle vendite alimentari – spiega il presidente Assoutenti Furio Truzzi – è confermato anche sul confronto trimestrale (-1,9% in volume), mentre nei primi 4 mesi dell’anno la riduzione in volume arriva al -2,7%. Inflazione e caro-energia costringono gli italiani a stringere la cinghia e a tagliare la spesa per il cibo, una situazione destinata a peggiorare considerato che l’attuale escalation dei carburanti avrà nuovi effetti negativi sui prezzi, determinando ulteriori rincari per le famiglie. Per tale motivo il 10 giugno i consumatori scenderanno in piazza in tutta Italia e daranno vita alla “Protesta delle pentole vuote” per chiedere al Governo di intervenire con urgenza contro il caro-vita».

I rialzi sono una “illusione ottica”

I rialzi sono un’illusione ottica dovuta all’inflazione, commenta l’Unione Nazionale Consumatori. “Dati pessimi” sono quelli sulle vendite Istat.

Dice il presidente dell’associazione Massimiliano Dona: «I pochi rialzi registrati sono solo un’illusione ottica dovuta all’inflazione che ad aprile era pari al 6% su base annua, 6,7% per i soli prodotti alimentari. Non per niente rispetto ad aprile 2021 le vendite alimentari salgono in valore del 5,5%, ma poi scendono dello 0,8% in volume, con un divario di ben 6,3 punti percentuali. Per il resto ricordiamo che ad aprile 2021 molti esercizi, come i centri commerciali, erano ancora chiusi nel weekend».

Per il Codacons i dati sulle vendite al dettaglio «risultano “dopati” dal caro-prezzi che caratterizza questo 2022 e fa aumentare i valori del commercio, mentre i volumi delle vendite registrano preoccupanti flessioni».

La crescita dei prezzi al dettaglio, spiega l’associazione, porta all’aumento della spesa delle famiglie anche se gli acquisti si riducono. «In sostanza si compra di meno, ma tutto ciò che si acquista cosa molto di più».

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