Protesta delle pentole vuote, si preparano mobilitazioni da Roma alla Sardegna (foto profilo facebook dell'iniziativa)
Protesta delle pentole vuote, si preparano mobilitazioni da Roma alla Sardegna
Si preparano mobilitazioni in tutta Italia per la protesta delle pentole vuote di venerdì 10 giugno. Consumatori in piazza contro carovita e speculazioni
A Roma l’appuntamento è in piazza SS. Apostoli alle 11. In Sardegna ci si ritrova a Cagliari, dalle 10, presso piazza DH Lawrence – Bastione San Remy. La chiamata a raccolta è partita per raduni e presidi in tutti i capoluoghi regionali davanti alle Prefetture. E la mobilitazione si chiama Protesta delle pentole vuote: i consumatori scendono in piazza per far sentire la propria voce contro il carovita e il rialzo dei prezzi. Più di un quarto delle famiglie è in difficoltà e sta tagliando anche sul carrello della spesa e sulla salute. La mobilitazione fa seguito all’Assemblea unitaria delle associazioni dei consumatori on line svolta il 6 aprile scorso.
“Non si tratta di un generico né temporaneo aumento dei prezzi, ma di una vera e propria corsa al rialzo, alimentata da ingiustificabili fenomeni speculativi, che sta costringendo le famiglie a rinunce e privazioni che avranno importanti conseguenze sull’intero sistema economico. In questo modo nel Paese crescono disuguaglianze, povertà energetica e povertà alimentare” – affermano le Associazioni dei Consumatori.

La foto dell’Italia, maglia nera per retribuzioni e reddito giovanile
L’Italia ha una serie di primati in Europa, anche positivi, ma è maglia nera per stipendi medi e reddito procapite dei giovani. A snocciolare la foto dell’Italia è Roberto Tascini, presidente nazionale Adoc.
«Italia prima in Europa per il riciclo dei rifiuti, Italia prima in Europa per vaccinazioni, l’Italia è anche prima per i neet oppure prima per evasione fiscale, ma l’Italia è anche ultima, ultima per le retribuzioni … I dati Ocse – ricorda Tascini – evidenziano la dinamica degli stipendi medi nell’arco di trent’anni, dal 1990 al 2020: l’Italia è l’ultima, con un -2,9%, l’unico Paese dove le retribuzioni non sono rimaste invariate, addiruttura sono scese! In Spagna sono salite del 6,5%, in Olanda del 15,5, in Francia del 31,1 e in Germania del 33,7%. Se i lavoratori non se la passano bene, i pensionati non ridono di certo, con le prestazioni pensionistiche ferme al palo da anni».
Non va meglio per i giovani.
«I nati dopo il 1986 – prosegue Tascini – hanno il reddito pro-capite più basso della storia italiana. Siamo di fronte non ad un fenomeno momentaneo, ma ad una vera e propria emergenza sociale; a seguito del costante aumento dei prezzi condito poi anche da mere, ma gravi e pesanti, speculazioni, le famiglie oramai rinunciano a tante cose, si privano anche del necessario».
In questo contesto si inserisce il dato dell’inflazione, ormai a livelli che non si vedevano da anni. A maggio, ultimo dato disponibile, l’inflazione vola su base annua a più 6,9% e il carrello della spesa rincara a più 6,7% con valori non si vedevano dal 1986. Inflazione e caro bollette stanno modificando i comportamenti economici delle famiglie che iniziano a contenere anche la spesa alimentare. C’è poi il fenomeno della povertà energetica e degli alti costi dell’energia. Una spirale terribile per le famiglie.
Per questo le associazioni dei consumatori scenderanno in piazza il 10 giugno con una piattaforma di richieste per contrastare rincari e speculazioni e salvaguardare potere d’acquisto delle famiglie.
«È necessario fare di più ed è necessario farlo ora! – afferma Michele Carrus presidente Federconsumatori – Per questo ci prepariamo ad una mobilitazione in tutta Italia, perché finalmente le esigenze dei cittadini, delle famiglie e soprattutto dei redditi bassi e medio-bassi ricevano la dovuta attenzione dal Governo».
Per rimanere aggiornati sugli eventi in tutta Italia è possibile consultare la pagina dell’evento: https://fb.me/e/b5NiEHZ6G.

