protesta pentole vuote

Protesta delle pentole vuote, si preparano mobilitazioni da Roma alla Sardegna (foto profilo facebook dell'iniziativa)

A Roma l’appuntamento è in piazza SS. Apostoli alle 11. In Sardegna ci si ritrova a Cagliari, dalle 10, presso piazza DH Lawrence – Bastione San Remy. La chiamata a raccolta è partita per raduni e presidi in tutti i capoluoghi regionali davanti alle Prefetture. E la mobilitazione si chiama Protesta delle pentole vuote: i consumatori scendono in piazza per far sentire la propria voce contro il carovita e il rialzo dei prezzi. Più di un quarto delle famiglie è in difficoltà e sta tagliando anche sul carrello della spesa e sulla salute. La mobilitazione fa seguito all’Assemblea unitaria delle associazioni dei consumatori on line svolta il 6 aprile scorso.

 “Non si tratta di un generico né temporaneo aumento dei prezzi, ma di una vera e propria corsa al rialzo, alimentata da ingiustificabili fenomeni speculativi, che sta costringendo le famiglie a rinunce e privazioni che avranno importanti conseguenze sull’intero sistema economico. In questo modo nel Paese crescono disuguaglianze, povertà energetica e povertà alimentare” – affermano le Associazioni dei Consumatori.

 

protesta pentole vuote

 

La foto dell’Italia, maglia nera per retribuzioni e reddito giovanile

L’Italia ha una serie di primati in Europa, anche positivi, ma è maglia nera per stipendi medi e reddito procapite dei giovani. A snocciolare la foto dell’Italia è Roberto Tascini, presidente nazionale Adoc.

«Italia prima in Europa per il riciclo dei rifiuti, Italia prima in Europa per vaccinazioni, l’Italia è anche prima per i neet oppure prima per evasione fiscale, ma l’Italia è anche ultima, ultima per le retribuzioni … I dati Ocse – ricorda Tascini – evidenziano la dinamica degli stipendi medi nell’arco di trent’anni, dal 1990 al 2020: l’Italia è l’ultima, con un -2,9%, l’unico Paese dove le retribuzioni non sono rimaste invariate, addiruttura sono scese! In Spagna sono salite del 6,5%, in Olanda del 15,5, in Francia del 31,1 e in Germania del 33,7%. Se i lavoratori non se la passano bene, i pensionati non ridono di certo, con le prestazioni pensionistiche ferme al palo da anni».

Non va meglio per i giovani.

«I nati dopo il 1986 – prosegue Tascini – hanno il reddito pro-capite più basso della storia italiana. Siamo di fronte non ad un fenomeno momentaneo, ma ad una vera e propria emergenza sociale; a seguito del costante aumento dei prezzi condito poi anche da mere, ma gravi e pesanti, speculazioni, le famiglie oramai rinunciano a tante cose, si privano anche del necessario».

In questo contesto si inserisce il dato dell’inflazione, ormai a livelli che non si vedevano da anni. A maggio, ultimo dato disponibile, l’inflazione vola su base annua a più 6,9% e il carrello della spesa rincara a più 6,7% con valori non si vedevano dal 1986. Inflazione e caro bollette stanno modificando i comportamenti economici delle famiglie che iniziano a contenere anche la spesa alimentare. C’è poi il fenomeno della povertà energetica e degli alti costi dell’energia. Una spirale terribile per le famiglie.

Per questo le associazioni dei consumatori scenderanno in piazza il 10 giugno con una piattaforma di richieste per contrastare rincari e speculazioni e salvaguardare potere d’acquisto delle famiglie.

«È necessario fare di più ed è necessario farlo ora! – afferma Michele Carrus presidente Federconsumatori – Per questo ci prepariamo ad una mobilitazione in tutta Italia, perché finalmente le esigenze dei cittadini, delle famiglie e soprattutto dei redditi bassi e medio-bassi ricevano la dovuta attenzione dal Governo».

Per rimanere aggiornati sugli eventi in tutta Italia è possibile consultare la pagina dell’evento: https://fb.me/e/b5NiEHZ6G.


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