Etichettatura NutriScore, l'Antitrust sanziona la società Dukan per 30mila euro

Etichettatura NutriScore, l'Antitrust sanziona la società Dukan per 30mila euro

L’Antitrust ha deciso di irrogare alla società Régime Dukan Société par actions simplifiée una sanzione amministrativa pecuniaria di 30.000 euro per pratica commerciale scorretta. Il procedimento concerne, in particolare, un’omissione informativa sulla confezione di alcuni prodotti alimentari a marchio “Dukan” (relativa al nome o ragione sociale e all’indirizzo dell’operatore del settore alimentare che li commercializza), nonché l’apposizione di un sistema di bollinatura fronte pacco (FOP), denominato NutriScore, sulla parte frontale delle confezioni dei prodotti. (Qui il provvedimento completo)

Ad esempio, ai biscotti alla noce di cocco è attribuita la categoria “A”, di colore verde. Ma la cosiddetta etichetta a semaforo – spiega l’Autorità – è posta in evidenza sulle confezioni, senza ulteriori specificazioni o elementi chiarificatori del significato di tale informazione.

Dukan, le contestazioni dell’Antitrust

Le contestazioni mosse dall’Autorità riguardano, dunque, l’apposizione – sulla parte frontale delle confezioni dei prodotti a marchio “Dukan” – del sistema di etichettatura NutriScore in assenza di specificazioni o elementi chiarificatori del suo significato, nonché un’omissione informativa sulla confezione di tali prodotti, con riguardo al nome o ragione sociale e all’indirizzo dell’operatore del settore alimentare che li commercializza.

“L’apposizione del bollino semaforico sui prodotti a marchio “Dukan” – in assenza di contestuali e adeguati chiarimenti – risulta in violazione degli artt. 20, 21, lettera b), e 22 del Codice del Consumo, – spiega l’Autorità – in quanto contraria alla diligenza professionale e idonea a indurre il consumatore medio a ritenere che quelle presentate siano scelte di consumo alimentare salutistiche in senso assoluto e che il prodotto giudicato come verde possa essere considerato il “migliore” della sua categoria a discapito dei prodotti arancioni o gialli”.

 

etichettatura

 

“Più precisamente – sottolinea – la mancanza di elementi chiarificatori in relazione ai caratteri e ai limiti della metodologia utilizzata non consente al consumatore di utilizzare in maniera consapevole la valutazione espressa. Infine, l’omissione informativa sulle confezioni dei prodotti, relativa alla ragione sociale e all’indirizzo dell’operatore del settore alimentare, risulta in violazione dell’art. 22 del Codice del Consumo in quanto omette un’informazione di cui il consumatore necessita per esercitare i propri diritti”.

Come funziona il sistema di etichettatura NutriScore

L’Antitrust ricorda che il NutriScore esprime la qualità nutrizionale dell’alimento attraverso due scale correlate: una cromatica divisa in cinque gradazioni dal verde al rosso e una alfabetica, con lettere che vanno dalla A (qualità più alta) alla E. I prodotti alimentari vengono suddivisi in cinque categorie, sulla base di un punteggio calcolato mediante un complesso algoritmo che sottrae dal valore totale degli elementi “sfavorevoli” (energia/calorie, acidi grassi saturi, zuccheri semplici, sodio) quello degli elementi “favorevoli” (percentuale di frutta, verdura, leguminose e oleaginose, olio di oliva, noce e colza; fibre, proteine).

Pertanto alimenti con punteggi molto bassi sono assegnati alla categoria A (verde), mentre quelli con i punteggi più alti sono assegnati alla categoria E (rosso). Il punteggio si riferisce ad una quantità di prodotto pari a 100 gr o 100 ml.

Codici: i consumatori meritano un’etichettatura chiara

Per l’Associazione Codici la sanzione verso la società Dukan rappresenta “il semaforo rosso per NutriScore da parte dell’Antitrust”.

“Così strutturata l’etichetta NutriScore non offre alcun supporto nell’individuazione di un corretto regime alimentare – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – Il consumatore viene indotto a credere che, indipendentemente dalle proprie necessità dietetiche, il prodotto verde è preferibile rispetto ad altri della stessa categoria merceologica. Non solo. L’utilizzo dei colori non aiuta a capire il contributo di nutrienti che un alimento apporta ad una dieta”.

“Si crea così una distinzione tra prodotti alimentari buoni e cattivi senza però tenere conto che ogni cibo ha un suo posto nella dieta – prosegue Giacomelli -. Il colore verde, dunque, non è sinonimo di prodotto giusto e salutare. È importante fornire ai consumatori una presentazione il più chiara possibile. Questa classificazione, però, deve tenere conto di tutti i parametri rilevanti da un punto di vista nutrizionale, così da garantire un punteggio equilibrato e, di conseguenza, affidabile. È fondamentale assicurare scelte di consumo alimentare salutistiche”.

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