Energia, il Codacons boccia il Piano UE per la riduzione dei consumi

Energia, il Codacons boccia il Piano UE per la riduzione dei consumi

Dopo l’Unione Nazionale Consumatori anche il Codacons boccia il Piano europeo per la riduzione dei consumi di energia elettrica e gas, che prevede – secondo quanto emerso dalla bozza di regolamento – “un obiettivo obbligatorio di riduzione dei consumi di elettricità durante le ore di picco, che comporterebbe la selezione di 3 o 4 ore per giorno della settimana in cui ridurre i consumi, lasciando agli Stati un “margine di discrezionalità” circa la scelta degli orari”. (Ansa)

“La bozza – si apprende da fonti stampa – propone anche un limite obbligatorio ai ricavi degli operatori che producono energia diverse dal gas, da fonti rinnovabili come nucleare e lignite. Il limite si applicherà ai ricavi per megawatt/ora di elettricità prodotta e le eccedenze di ricavi derivanti dall’applicazione del cap dovranno essere ‘girate’ a cittadini e imprese “esposti a prezzi elevati dell’energia elettrica”, con gli Stati a decidere le misure redistributive più adatte”.

La bozza prevede anche “l’obbligo di incentivare i contratti di acquisto a lungo termine, che servono a iniettare liquidità nel mercato delle rinnovabili. Gli Stati potranno anche condividere l’extragettito e estendere alle Pmi i prezzi regolati”. Ed infine “gli Stati membri saranno obbligati a introdurre un contributo di solidarietà eccezionale e temporaneo per l’industria fossile, “sulla base dell’utile imponibile realizzato nell’anno fiscale 2022″ e solo in quell’anno. Le proposte passeranno via articolo 122, cioè direttamente dagli Stati, che potranno emendarle e approvarle a maggioranza qualificata”.

Consumi elettricità, Codacons: misure sbilanciate

Secondo il Codacons, dunque, “il piano risulta eccessivamente sbilanciato verso l’energia elettrica, con i tagli ai consumi che riguarderanno quasi esclusivamente la corrente, mentre poco o nulla si prevede sul fronte del gas che al contrario, considerati i problemi legati alle forniture, dovrebbe essere una priorità”.

“Se anche le misure previste dall’Ue dovessero trovare attuazione – spiega l’associazione – i risparmi sarebbero contenuti a fronte di sacrifici enormi per i cittadini. Servirebbe invece intervenire in modo incisivo sui soggetti che fanno un maggior consumo di energia, come locali pubblici, P.A., centri commerciali, e così via. Per obbligare poi tutti i privati a rispettare le regole previste dal piano Ue servirebbero controlli serrati, nei casi in cui non sia possibile gestire i flussi di energia attraverso i contatori di nuova generazione o sistemi centralizzati, e sanzioni verso i trasgressori”.

“Crediamo si possa ottenere molto di più attraverso attività di moral suasion e campagne informative serrate sul risparmio energetico, da realizzare sul territorio anche assieme alle associazioni dei consumatori, al pari di quanto fatto per Covid e vaccini – commenta il presidente Carlo Rienzi – Ma soprattutto, se si vogliono tagliare i consumi, andrebbero previsti premi in favore dei cittadini che tagliano l’uso di gas ed energia, in modo da incentivare comportamenti virtuosi senza ricorrere a imposizioni dall’alto”.


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