Listeriosi alimentare, Ministero Salute: aumentano i casi clinici segnalati (foto pixabay)

Aumentano i casi clinici di listeriosi alimentari. E alcuni sono collegati a wϋrstel contaminati dal batterio Listeria. L’aumento dei casi di listeriosi alimentare in diverse regioni viene segnalato da una recente nota del Ministero della Salute.

«Resta alta l’attenzione del Ministero della salute a seguito dell’aumento di casi clinici di listeriosi alimentare registrati in diverse regioni italiane, dovuti alla contaminazione di alimenti da parte del batterio Listeria monocytogenes. Le verifiche, effettuate dal gruppo di lavoro istituito dal Ministero della Salute per fronteggiare la diffusione del batterio, hanno rilevato una correlazione tra alcuni dei casi clinici e la presenza del ceppo di Listeria ST 155 in wϋrstel a base di carni avicole prodotti dalla ditta Agricola Tre Valli – IT 04 M CE. La presenza è stata confermata anche da campionamenti effettuati presso lo stabilimento».

L’azienda ha ritirato i prodotti e i lotti risultati positivi (1785417 e 01810919) e, in applicazione del principio di massima precauzione, tutti quelli prodotti prima del 12 settembre 2022. Ha inoltre messo in atto una comunicazione rafforzativa di quanto già indicato sui prodotti direttamente nei punti vendita.

Secondo quanto scrive il Fatto Alimentare, nel richiamo sono coinvolti i würstel classici, classici snack e al formaggio a marchio Wudy Aia. Le confezioni di würstel interessate sono quelle prodotte in estate con i numeri di lotto 1785417 e 01810919, e le date di scadenza comprese tra il 20/09/2022 e 05/12/2022.

Sono in corso, spiega il Ministero della Salute, altre indagini su altri tipi di prodotti che potrebbero essere correlati ai casi umani di listeriosi.

Ma cos’è la Listeria?

Come spiega il Ministero, Listeria monocytogenes, responsabile della listeriosi, è un batterio che può essere presente nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione e può contaminare diversi alimenti come latte, verdura, formaggi molli, carni poco cotte, insaccati poco stagionati. La principale via di trasmissione per l’uomo è quella alimentare.

Bambini e adulti sani possono essere occasionalmente infettati, ma raramente sviluppano una malattia grave a differenza di soggetti debilitati, immunodepressi e nelle donne in gravidanza in cui la malattia è più grave. I sintomi variano a seconda della dose infettante e dello stato di salute della persone colpita: si va da forme simil-influenzali o gastroenteriche, accompagnate a volte da febbre elevata fino, nei soggetti a rischio, a forme setticemiche, meningiti o aborto.

Listeriosi alimentare, come difendersi?

Il batterio della Listeria resiste molto bene alle basse temperature e all’essiccamento, in alimenti conservati a temperatura di refrigerazione (4°C). È invece molto sensibile alle usuali temperature di cottura domestica degli alimenti.

Fondamentale è dunque la cottura degli alimenti e il rispetto delle corrette regole di igiene in cucina, in particolare delle corrette modalità di conservazione, preparazione e consumo dei cibi.

Per ridurre i rischi, il Ministero raccomanda di lavarsi spesso le mani, pulire frequentemente tutte le superfici e i materiali che vengono a contatto con gli alimenti (utensili, piccoli elettrodomestici, frigorifero, strofinacci e spugnette); conservare in frigorifero gli alimenti crudi, cotti e pronti al consumo in modo separato e all’interno di contenitori chiusi; cuocere bene gli alimenti seguendo le indicazioni del produttore riportate in etichetta; non preparare con troppo anticipo gli alimenti da consumarsi previa cottura (in caso contrario conservarli in frigo e riscaldarli prima del consumo); non lasciare i cibi deperibili a temperatura ambiente e rispettare la temperatura di conservazione riportata in etichetta.

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