Tariffa dei rifiuti, Cittadinanzattiva: nel 2022 è in media di 314 euro, più 24% in dieci anni (foto pixabay)
Tariffa dei rifiuti, Cittadinanzattiva: nel 2022 è in media di 314 euro, più 24% in dieci anni
La tariffa dei rifiuti ammonta in media a 314 euro a famiglia nel 2022, in aumento del 2,3% sull’anno e del 24% negli ultimi dieci anni. Fra la città più costosa e quella più economica passano ben 429 euro. I dati dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva
La tariffa dei rifiuti ammonta in media a 314 euro a famiglia nel 2022, con un aumento del 2,3% rispetto all’anno precedente e del 24% negli ultimi dieci anni. Il Trentino Alto Adige è la regione con la spesa media più bassa, pari a 212 euro, ma questa aumenta in un anno del 6,2%. Al contrario, la regione con la spesa più elevata resta la Campania con una tariffa media di 414 euro e una situazione di sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente (-0,6%). Fra la città più costosa e quella più economica passano ben 420 euro. Il quadro generale sulla tariffa dei rifiuti emerge dal tradizionale e annuale Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, disponibile online sul sito www.cittadinanzattiva.it.
Tariffa dei rifiuti, al Sud le città più care
La tariffa dei rifiuti è in media più alta al Sud e ci sono otto capoluoghi di provincia del Mezzogiorno nella top ten delle città più care. La classifica è guidata da Catania dove una famiglia spende per la tariffa rifiuti una media di 594 euro all’anno, con un incremento di quasi il 28% rispetto al 2021. Fra i capoluoghi più costosi ci sono Genova (seconda con 480 euro) e Brindisi (464 euro). Seguono Pisa (463 euro), Messina, Salerno e Napoli (con tariffe superiori ai 450 euro), Benevento, Reggio Calabria e Agrigento (che chiude con 427 euro).
F i capoluoghi di provincia è Udine quello meno caro, con una spesa media a famiglia di 174 euro. La classifica delle città dove la tariffa dei rifiuti è minore prosegue con Belluno e Pordenone (rispettivamente 180 e 182 euro l’anno), Trento (186 euro), Brescia e La Spezia (inferiore ai 200 euro), Fermo, Cremona, Vicenza e Verona (che chiude la top ten delle città più economiche con 212 euro).
Sono 63 i capoluoghi in cui si registrano aumenti della tariffa, soltanto 27 quelli in diminuzione: l’incremento più elevato a Cosenza (+40,9%), la riduzione più consistente a Caltanisetta (-17,4%).
L’indagine sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia prende come riferimento nel 2022 una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri. L’indagine è realizzata nell’ambito del progetto “Re-USER: usa meglio, consuma meno”, finanziato dal Ministero dello sviluppo economico, Legge 388/2000 – ANNO 2021.

Rifiuti e raccolta differenziata, a piccoli passi verso il 65%
La raccolta differenziata procede verso l’obiettivo del 65% a piccoli passi e con il Sud ancora indietro. In Italia, secondo l’Ispra, nel 2020 sono state prodotte 28,9 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (-3,6% rispetto al 2019). La maggioranza dei rifiuti urbani è prodotta nel Nord (48,1%) seguito dal Sud con il 30,7% e infine dal Centro (21,2%). La media nazionale di raccolta differenziata ha raggiunto il 63% (+ 1,7 punti rispetto al 2019) mentre il 20,1% dei rifiuti urbani prodotti finisce in discarica. Meglio il Nord nei livelli di raccolta differenziata (dove si raggiunge il 70,8%), segue il Centro (59,2%), infine il Sud (53,6%).
Fra le regioni, le più virtuose sono Veneto, Sardegna, Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Marche – tutte oltre il 70% di raccolta differenziata – e Friuli Venezia Giulia e Umbria, di poco sotto il 70%. Fanalino di coda la Sicilia che differenzia appena il 43% di rifiuti e con Catania che si colloca all’ultimo posto, tra i capoluoghi di provincia, con una raccolta differenziata inferiore al 10%.

Raee, olii esausti e tessili
Il rapporto di Cittadinanzattiva si sofferma anche sullo smaltimento dei Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), su olii esausti e tessili, sui quali la differenziazione è ancora scarsa e sono necessarie più informazioni e uno smaltimento più facile. È infatti molto bassa, sotto il 2%, la differenziazione dei rifiuti come RAEE, tessili e olii esausti, evidenzia Cittadinanzattiva.
«Nel 2021 in Italia sono stati raccolti e smaltiti 385.258 tonnellate di RAEE, con un aumento del 5,3% rispetto al 2020 (principalmente grazie al bonus TV che prevedeva la rottamazione del vecchio televisore per acquistarne uno nuovo) ma siamo ancora molto al di sotto della media europea di 10 chili pro-capite annuali, attestandoci sui 6,46 chili – dice l’associazione – Resta inoltre un forte divario al riguardo fra le varie aree d’Italia: in Val d’Aosta si raccolgono 11,4 kg pro-capite di RAEE all’anno, mentre in Campania 3,62».
Sulla base di una indagine condotta da Cittadinanzattiva e Junker ad ottobre 2022 e alla quale hanno partecipato 18.500 cittadini, emerge che soltanto la metà di essi ha smaltito un Raee con la modalità “uno contro uno” e soltanto un terzo con la modalità” uno contro zero” e ancora circa il 40% giudica non sufficiente la facilità di smaltimento dei rifiuti elettronici nella propria zona. Lo stesso giudizio viene emesso in merito alla facilità di smaltimento degli oli esausti e dei prodotti tessili.

