Telefonia, UNC: l’Agcom vieti le offerte indicizzate all’inflazione (Foto Pixabay)

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni vieti le offerte della telefonia indicizzate all’inflazione. È la richiesta che arriva oggi dall’Unione Nazionale Consumatori, che a sua volta prende spunto dalla sentenza della Corte di giustizia della Ue sulla vicenda, negli anni diventata una saga, della fatturazione a 28 giorni da parte delle compagnie telefoniche.

La Corte ha infatti stabilito chenon è contraria al diritto dell’Unione la normativa italiana che attribuisce all’Agcom il potere di imporre, da un lato, agli operatori di servizi di telefonia mobile una periodicità di rinnovo delle offerte commerciali e una periodicità di fatturazione non inferiore a quattro settimane, e dall’altro, agli operatori di servizi di telefonia fissa una periodicità di rinnovo di tali offerte e una periodicità di fatturazione mensile o plurimensile”.

UNC: vietare le offerte adeguate all’inflazione

«Ennesima vittoria contro le compagnie telefoniche sulla vicenda delle bollette da 28 giorni – commenta Massimiliano Dona, presidente UNC – L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni poteva imporre una periodicità minima per il rinnovo delle offerte commerciali e la fatturazione dei servizi di telefonia fissa e mobile».

L’associazione chiede adesso di intervenire contro l’adeguamento delle offerte di telefonia all’inflazione.

Prosegue Dona: «Ora l’Agcom deve applicare lo stesso principio contro le compagnie telefoniche che vogliono adeguare le loro offerte all’inflazione, vietando questa pratica. Infatti, le fatture a 28 giorni ledevano, secondo l’Authority, “il diritto della generalità degli utenti di disporre di informazioni complete e trasparenti al fine di confrontare le diverse offerte presenti sul mercato e operare scelte contrattuali consapevoli”. Ebbene, aggiornando le offerte all’inflazione diventa non difficile ma addirittura impossibile per il consumatore sapere se è più conveniente un prezzo leggermente più alto, ma fisso, rispetto a uno ora più basso, ma che poi sarà indicizzato, dato che nessuno può sapere quanto sarà l’inflazione in futuro. Quindi l’Agcom deve vietare questo nuovo abuso bello e buono delle compagnie telefoniche!».

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