Taxi, riunione al Mit. UNC: Salvini convochi i consumatori
Riunione al Ministero dei Trasporti sulla questione taxi. Mit: “riforma complessiva per garantire un servizio migliore”. UNC: Salvini convochi anche i consumatori. Domani l’incontro al Mit con gli NCC
Riunione al Ministero dei Trasporti sulla questione taxi. E si prosegue domani con l’incontro con le associazioni degli NCC, noleggio con conducente.
«Siamo al lavoro per una riforma complessiva, attesa da anni, e avere più auto in strada da subito». Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, durante l’incontro al Mit con i rappresentanti dei tassisti (Ansa).
Taxi, oggi incontro al Mit
Oggi al Ministero dei trasporti si sono incontrate col ministro, i viceministri e i tecnici del Ministero delle Imprese più di trenta sigle sindacali per affrontare il “dossier taxi”. Salvini, informa una nota, “ha sottolineato la necessità, anche alla luce di futuri appuntamenti rilevanti, già fissati o potenziali (per Roma Giubileo o Expo 2030, per Milano le Olimpiadi) di trovare soluzioni per migliorare il servizio nell’interesse dei cittadini”.
“La determinazione del Mit, ha ribadito Salvini, è concretizzare una riforma complessiva per garantire un servizio migliore”. Il confronto proseguirà domani con un analogo incontro programmato con le associazioni del noleggio con conducente (NCC).
UNC: Salvini convochi i consumatori
La questione è quella, ben nota, dei disagi e dei disservizi che cittadini, turisti e viaggiatori continuano a incontrare col servizio taxi delle città. A Roma sono continue le denunce di lunghe file alla stazione Termini, di taxi introvabili, corse non sufficienti e – fra l’altro – problemi con il pagamento via Pos. L’Unione Nazionale Consumatori chiede che venga ascoltata al Ministero anche la voce dei clienti, i consumatori, alle prese con i disagi del servizio taxi.
«Bene che il ministro Salvini abbia aperto un tavolo di confronto al ministero con i tassisti, ma se davvero vuole fare, come ha dichiarato, una riforma complessiva del settore per garantire un servizio migliore, allora dovrebbe convocare anche le associazioni di consumatori, ossia chi rappresenta i clienti dei tassisti, quelli che il taxi non lo trovano o devono aspettarlo per ore, che non riescono a pagare il taxi con il Pos, visto che è sempre fuori uso», ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
NCC, le richieste di Federnoleggio
Nel frattempo Federnoleggio Confesercenti apprezza la convocazione degli NCC attesa per domani e chiede di “liberare NCC per trovare soluzioni per la mobilità turistica”.
«Apprezziamo la convocazione da parte del ministro Salvini delle sigle che rappresentano gli NCC per domani 20 luglio – ha detto Luigi Pacilli, Presidente di Federnoleggio Confesercenti – La carenza di taxi sta diventando una vera e propria emergenza per la mobilità turistica nelle principali destinazioni italiane: gli NCC sono pronti a dare il loro contributo, ma per farlo devono essere liberati dai vincoli – assurdi – dell’attuale normativa».
Per la sigla, serve “un confronto finalmente serio e produttivo sulla questione NCC” e “la situazione attuale è infatti la conseguenza del mancato ammodernamento delle regole sul trasporto pubblico locale non di linea”.
Prosegue il presidente di Federnoleggio: «Ci sono comuni che soffocano ingiustamente gli NCC e altri che, al contrario, rilasciano con superficialità numeri esagerati di autorizzazioni NCC, in barba alla legge ed applicando procedure dubbie che vanno perseguite. Tanto è anacronistica la situazione di Roma (1000 NCC e 8500 taxi da 30 anni) e Milano (500 NCC e 5000 taxi da 35 anni) quanto spregiudicata e perseguibile quella di un Comune dell’avellinese che ha il record di rilasci NCC dell’ultimo biennio. Questi paradossi si aggiungono al fatto che un NCC torinese non può lavorare a Cuneo ma uno francese sì; un NCC milanese non può lavorare a Como ma uno francese o svizzero sì; un NCC veronese non può lavorare a Venezia ma uno austriaco sì. Bisogna porre fine a questa situazione paradossale».
L’associazione chiede di eliminare “le disparità di trattamento sanzionatorio che colpiscono gli NCC e il vincolo del ruolo per gli autisti, assegnandolo esclusivamente ai titolari delle imprese con autorizzazione NCC” e di rivedere la definizione di rimessa NCC nelle Camere di Commercio, attuando anche la sentenza 56/20 della Corte Costituzionale che “ha di fatto eliminato l’obbligo di rientro in rimessa NCC dopo ogni singolo servizio”.
“Bisogna inoltre attivare subito il REN Registro Elettronico Nazionale, ancora fermo nonostante sia legge nazionale da inizio 2019, per ottenere una mappatura vera del contingente NCC attuale e geolocalizzato – conclude Federnoleggio – Questo permetterà di sapere dove e come integrare NCC e/o taxi, liberandoci dalle trappole amministrative ancora permesse dalle lacune di una legge troppo vecchia”.

